Libri: "Magna Grecia" di G.R. Hocke
BARI. Ancora oggi esiste un’Italia poco conosciuta, fatta di paesaggi di bellezza primordiale e di luoghi carichi di simboli che contengono le radici della moderna cultura europea. Sono le testimonianze del mondo greco classico in Italia, che non hanno soltanto un fascino particolare, ma esercitano un’influenza notevole ancora ai giorni nostri. La Magna Grecia italiana collegava Atene a Roma, un ponte tra Oriente ed Occidente. Numerose sono le tracce di questa civiltà: i templi di Paestum, Locri e Metaponto, solo per citarne alcune. Gustav René Hocke ci ritrae questo paesaggio culturale non con il distacco dello studioso, ma con l’approfondimento e la passione di uno dei migliori conoscitori d’Italia del periodo. Un libro che approfondisce l’aspetto culturale e filosofico della
presenza della civiltà greca nei territori di Puglia, Calabria, Campania e Lucania.
L'AUTORE - Gustav René Hocke nacque nel 1908 a Bruxelles. Dopo la Prima Guerra Mondiale, iniziò a studiare letteratura a Berlino e si laureò successivamente a Parigi. Nel 1937 iniziò a collaborare come giorna-lista per il Koelnische Zeitung che aveva fama d’essere il“nido della resistenza passiva”. Nello stesso anno intraprese il suo primo viaggio in Italia, nella striscia di territori che appartenevano nell’an-tichità alla Grecia. Questo paesaggio, in tutta la sua bellezza, lo impressionò profondamente. Nel 1940 si trasferì a Roma come corrispondente. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Hocke fondò La Voce, la prima rivista antifascista. A Roma compose le opere che lo avrebbero reso famoso: IlMondo come Labirinto (1957) e Il Manierismo nella Letteratura (1959), due volumi cult sull’arte fantastica.
presenza della civiltà greca nei territori di Puglia, Calabria, Campania e Lucania.
L'AUTORE - Gustav René Hocke nacque nel 1908 a Bruxelles. Dopo la Prima Guerra Mondiale, iniziò a studiare letteratura a Berlino e si laureò successivamente a Parigi. Nel 1937 iniziò a collaborare come giorna-lista per il Koelnische Zeitung che aveva fama d’essere il“nido della resistenza passiva”. Nello stesso anno intraprese il suo primo viaggio in Italia, nella striscia di territori che appartenevano nell’an-tichità alla Grecia. Questo paesaggio, in tutta la sua bellezza, lo impressionò profondamente. Nel 1940 si trasferì a Roma come corrispondente. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Hocke fondò La Voce, la prima rivista antifascista. A Roma compose le opere che lo avrebbero reso famoso: IlMondo come Labirinto (1957) e Il Manierismo nella Letteratura (1959), due volumi cult sull’arte fantastica.
