Mediaset: Berlusconi interdetto per 2 anni, niente Europee

ROMA - La Consulta ha definitivamente confermato la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici per due anni nei confronti di Silvio Berlusconi nel processo Mediaset. L'ex premier era già stato condannato con sentenza irrevocabile per frode fiscale alla pena principale di 4 anni di reclusione (tre coperti da indulto).

In particolare i Supremi giudici della Terza sezione penale hanno dichiarato "irrilevanti" le questioni di incostituzionalità delle norme tributarie sollevate dalla difesa di Silvio Berlusconi e hanno "rigettato" nel resto il ricorso contro la sentenza emessa dalla Corte d'appello di Milano il 19 ottobre 2013. Quel verdetto aveva ridotto a 2 anni l'originaria interdizione dai pubblici uffici pari a 5 anni.

Ora il Cavaliere, già espulso dal Parlamento, non si può candidare alle Europee, come da lui stesso ipotizzato e come caldeggiato da Forza Italia. Dal partito azzuro la prima reazione è quella di Giancarlo Galan su Twitter, che commenta: "Come volevasi dimostrare". Ma poi l'ex governatore del Veneto aggiunge: "Non esiste corte che escluderà Berlusconi dalla vita politica dell'Italia". "Sentenza abnorme e ingiusta ma Berlusconi resta il leader indiscusso del centrodestra", dichiara il vicecapogruppo alla Camera Maria Stella Gelmini.

Il Cavaliere decaduto non solo non si potrà candidare alle elezioni Europee, per due anni perde anche i diritti civili, non potrà neanche votare; e il timore che ora serpeggia nel partito è che possa anche essere espulso dal Partito popolare Europeo. E non è ancora finita: il 10 aprile i giudici di Milano dovranno decidere sull'affidamento ai servizi sociali.