Bari, a novembre parte l’emozionante esperienza del Coro Manos Blancas
BARI - “…imparano la musica con il cuore e, se non hanno la voce, la cantano con le mani, le loro piccole mani avvolte dai guanti bianchi. Esprimono ritmicamente qualsiasi pezzo musicale tracciando poetiche geografie, inseguono il ritmo delle vibrazioni. Il loro canto dei segni è gioia e cura, è il diritto ad esprimersi, è possibilità di partecipare alla vita degli altri.”
José Antonio Abreu
L'idea progettuale nasce dalla cooperazione fra l’Associazione Famiglia Dovuta e l’Associazione MusicaInGioco, in collaborazione con l’ASILIS di Bari e ha l’obiettivo di organizzare un laboratorio musicale finalizzato alla realizzazione di un coro che sperimenti il metodo didattico reticolare “El Sistema”, ideato e promosso in Venezuela da José Antonio Abreu, finalizzato alla promozione sociale dell'infanzia e della gioventù attraverso un percorso innovativo di didattica musicale.
I bambini e i ragazzi in coro, con le mani ricoperte da guanti bianchi, non cantano (solo) con la voce: cantano con le mani e con i movimenti delle braccia e del corpo, esprimendo e accarezzando la musica.
José Antonio Abreu, musicista ed ex ministro della cultura del Venezuela, piccolo e minuto come un giunco ricurvo, soprannominato "papa dio” in patria, dove lo considerano un mito vivente, è l’ideatore di un sistema di orchestre che, nell'arco di un trentennio e con sovvenzioni pubbliche, ha organizzato una rete d'istruzione musicale che oggi coinvolge 450 mila ragazzi, di cui il 90% arriva da famiglie disagiate.
"Il suo sistema", afferma Gustavo Dudamel, direttore della Los Angeles Philharmonic Orchestra, "ha un prodigioso potere salvifico e aggregante. Non smette di stupirmi per la quantità di bambini e adulti che sa coinvolgere e per le sue implicazioni politiche, sociali e umanitarie. …per non parlare dell'Orchestra Chorros, formata da orfanelli raccolti sui marciapiedi o del coro dei Manos Blancas...”.
Il sistema si propone, perciò, il riscatto sociale e intellettuale dei bambini e dei ragazzi attraverso la musica considerata “un agente dello sviluppo sociale nel senso più elevato, perché trasmette i valori di solidarietà, armonia, compassione reciproca”.
La visione condivisa è quella che dal concetto di integrazione, che presuppone un soggetto che entri a far parte attivamente di un sistema dal quale era precedentemente escluso, si passi al concetto di interazione.
Con questo passaggio i soggetti più deboli, portatori di disabilità fisiche o psichiche, di disagio sociale o con difficoltà cognitive e di apprendimento, cessano di essere un problema al quale trovare una soluzione e diventano una risorsa. Ciascuno rende disponibile quello che ha per quello che può.
Dalla concertazione di questi apporti prende vita, attraverso l’arte, e in particolare attraverso la musica, un’opera, qualcosa di unico, irripetibile e bellissimo, l’espressione di quello che di importante e intimo hanno da offrire i nostri ragazzi.
In premessa, c’è la convinzione che le strategie didattiche reticolari possano potenziare lo sviluppo di un individuo rendendolo protagonista della sua crescita musicale e umana senza i limiti spesso imposti dai docenti.
Un modello didattico sperimentale che non “somministra” al paziente un protocollo musicoterapeutico, più o meno utile, ma gli chiede di essere protagonista del suo cambiamento di crescita, musicale e umano, alla ricerca del “bello” musicale.
Le difficoltà metodologiche, soprattutto in relazione alla parte gestuale delle mani bianche, con i soggetti portatori di deficit uditivi più o meno gravi, saranno affrontate con la consapevolezza di quanto sperimentato dalle Manos Blancas venezuelane e del Friuli, esperienza pilota in Italia, anche grazie alla collaborazione degli stessi, con corsi specifici condotti da docenti venezuelani e non.
Il cronoprogramma attuativo prevede, infatti, un periodo di formazione “sul campo” del personale didattico-educativo, condotto da MusicaInGioco, attraverso un corso teorico e laboratori pratici anche sull'uso della gestualità, con cenni di LIS e BRAILLE, o sulle innovazioni tecnologiche come il FINGERREADER, sviluppato dal MIT.
Il personale didattico-educativo sarà supportato da un/una logopedista e da esperti di LIS, in collaborazione con la ASILIS di Bari, e sarà individuato tra persone con propensione alla didattica innovativa e alla sperimentazione.
La parte gestuale, anche per i bambini non udenti o con altre diverse abilità, sarà integrata da una parte musicale in cui, con l'utilizzo delle tecnologie più attuali di riconoscimento delle frequenze vocali interfacciate con tastiere a led luminosi e/o altri strumenti digitali, si possa favorire il rapporto suono/intonazione/segno.
Quindi tutti i partecipanti al coro “Mani Bianche” interagiranno con i gesti e con i suoni.
Per informazioni e iscrizioni, contattare l’Associazione Famiglia Dovuta il martedì, dalle 9:00 alle 11:00, passando dalla sede o telefonando al numero 080 552 01 61 oppure telefonare al numero 349 845 97 72.
