Il centro riabilitativo “La Locomotiva” di Binetto si illumina di blu per la Giornata Mondiale dell’autismo

di Luigi Laguaragnella - Una luce blu illuminerà i palazzi più rappresentativi e i monumenti delle città per ricordare il 2 aprile la Giornata Mondiale dell’autismo. Un fascio di luce blu, oltre a dar luce al palazzo della Regione Puglia, dell’Acquedotto Pugliese e della Provincia, sarà proiettato all’esterno del Centro Diurno Socio-educativo e riabilitativo per disabili “La Locomotiva” di Binetto che, ogni giorno offre un servizio di sostegno, di supporto, di speranza per tanti soggetti autistici e per le loro famiglie.

Il centro è uno dei fiori all’occhiello della provincia barese, una realtà che grazie alla presenza di operatori e professionisti dell’educazione, tutelano il diritto all’inclusione sociale. La luce blu punta a dare colore a chi si sforza nel Pubblico e nel privato di stare accanto al mondo del Disabile. Illumina luoghi che meritano ogni giorno tanta luce.

Questa luce deve sempre più far conoscere alla cittadinanza tali realtà che altro non cercano che evitare l’isolamento e l’apatia.
L’equipe del centro riabilitativo “La Locomotiva” attraverso un comunicato descrive l’importanza di tingere la giornata del 2 aprile di blu richiamando l’attenzione dell’opinione pubblica che è spesso ferma al bianco e al nero, come opposti della vita. In mezzo ci sono tante altre tonalità. Il blu è una di queste: di solito trasmette serenità e limpidezza: quella che serve ai ragazzi autistici e alle loro famiglie ancora troppo soli nell’essere sostenuti.

In Italia ci sono circa mezzo milione di persone che affette da autismo. Mezzo milione di famiglie hanno bisogno di aiuto perché esso rappresenta un grave problema in campo educativo e sanitario. Il centro riabilitativo “La Locomotiva” si pone come giusta alternativa a tali problematiche, ma non basta per la prevenzione. Oggi, infatti, sono sempre più numerosi i bambini e i ragazzi affetti da autismo grazie agli attuali strumenti diagnostici e a una migliore conoscenza del disturbo e di conseguenza cresce anche il numero dei genitori che affrontano questo problema, troppo spesso in solitudine senza un supporto per affrontare gli innumerevoli problemi che comporta la grave disabilità sociale del figlio/a.