Aspettando Paola Cortellesi

di Ilaria Stefanelli - Il Festival del cinema europeo aspetta una delle sue “madrine”, Paola Cortellesi, attrice eclettica, che spazia dai ruoli comici a quelli drammatici con leggiadria di farfalla e Milena Vukotic, elegante “signora” del cinema italiano, gentile e raffinata, che ha dato il suo volto ai personaggi femminili dei film di Brunel, Lattuada, Wertmuller, Lizzani, arrivando a Verdone e alla grande fiction di casa nostra. Per celebrare queste attrici il festival dedica loro due retrospettive con i film più significativi che hanno segnato in modo indelebile la loro carriera.

Un omaggio a Paola Cortellesi è stato ieri sera la proiezione di “Due partite” per la regia di Enzo Monteleone, film in cui l’attrice ha interpretato il ruolo indiscutibilmente più “ colorato” del gruppo, l’indomabile moglie divisa tra amante e marito, tra ruolo di madre e donna ferita da una vita che altri le hanno cucito addosso. Era il 1964 quando Mina cantava "È l'uomo per me" e quattro donne si incontravano intorno a un tavolo per confessare a se stesse che l'uomo che avevano sposato non era "fatto apposta" per loro nè "sapeva dire parole d'amore".

Beatrice aspetta un figlio, divora libri e ha sposato un uomo che le scrive invece di parlarle, Claudia è la mamma perfetta di tre figli e la moglie devota di un marito fedifrago, Gabriella una musicista frustrata che ha lasciato il piano per la maternità e per favorire la carriera del marito, Sofia, Paola Cortellesi appunto, è la madre di una figlia indesiderata e la moglie di un marito disprezzato, che tradisce con l'amante nella casa dell'amore. Nella stanza accanto, le loro bambine giocano "alle signore", cullano bambole e ritagliano Grace di Monaco sulle riviste. Negli anni Novanta sono diventate donne e amiche intorno allo stesso tavolo.

Sara, Cecilia, Rossana e Giulia sono figlie infelici di madri infelici che (ri)leggono Rilke e sognano "l'umanità femminile". La partita diventa "doppia". Madri e figlie a confronto sugli stessi temi : emancipazione, indipendenza, realizzazione personale,senso di famiglia. Un particolare momento del film in cui si diffondono leggere le note della bellissima canzone "se telefonando" viene come amplificato questo struggimento del tempo che passa e ci fa immergere in questo mondo di sentimenti, parole, ricerca di identità, fantasia e generosità, che è la vita di tutte le donne. Bello, intenso , ironico , realistico, malinconico,una Cortellesi che lascia senza parole per immedesimazione e straniamento, consigliato alle donne per ritrovarsi e agli uomini per capire qualcosa di più dell'universo femminile.