Inaugurata l'84ma Campionaria, Conte: "spinta Ue per 200-300 mln di vaccini". Emiliano: "Durante emergenza Covid piantavamo semi per ripartire più forti"


BARI - E’ stata inaugurata dal Presidente dei Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, l’84esima Campionaria Generale Internazionale. Numerosi i rappresentanti di governo presenti alla Cerimonia inaugurale che è stata anche l’occasione per fare il punto sul Mezzogiorno in un momento storico difficile non solo per il nostro Paese.

Oltre a Conte erano presenti i ministri Stefano Patuanelli, allo sviluppo economico, Paola De Micheli, alle infrastrutture e trasporti, Francesco Boccia agli affari regionali e autonomie, Teresa Bellanova alle politiche agricole, alimentari e forestali. La ministra Fabiana Dadone, che non è intervenuta per motivi istituzionali invece ha inviato al Presidente Ambrosi una lettera di saluti.

All’inaugurazione hanno partecipato inoltre Michele Emiliano, Presidente Regione Puglia, Antonio Decaro, Sindaco di Bari, Alessandro Ambrosi, Presidente Nuova Fiera del Levante e Pasquale Casillo, Presidente Ente Autonomo Fiera del Levante.

"Ci siamo confrontati con Ursula Von Der Leyen e la commissione. L'Italia ha lavorato in prima linea e oggi possiamo dire che con l'Ue stiamo finanziando sette gruppi farmaceutici che stanno moltiplicando le linee di produzione dei vaccini, a prescindere da chi arriverà per primo. Questo ci consentirà di poter predisporre da subito - abbiamo già firmato i contratti - 200 o 300 milioni di dosi, che riguarderanno non solo i cittadini europei ma anche Paesi a reddito medio e basso perché l''Europa ha un cuore grande". Lo dice il premier Giuseppe Conte alla Fiera del Levante di Bari.


"Al Consiglio europeo - prosegue Conte - abbiamo condiviso le preoccupazioni" per la pandemia da Covid: "Ci sono Paesi in maggiore difficoltà. In questo momento l'Italia è in una condizione migliore rispetto ad altri Paesi. Ma bisogna tenere alta l'attenzione perché la curva non sfugga al controllo epidemiologico. Non ce lo possiamo permettere".

"Da giovedì qui al sud è entrata in vigore la "fiscalità di vantaggio". E' una misura concreta, importante, che trae origini non da un incentivo o da un favore ma dalla constatazione che fare impresa al sud è più complicato. Con la riduzione del costo del lavoro, che non intaccherà il potere d'acquisto dei lavoratori, creiamo la premessa perché le imprese del Sud possano recuperare il gap competitivo. E, ci siamo già predisposti con l'a commissione Ue, questa misura deve essere duratura, il nostro orizzonte è decennale e di una misura progressiva".

"A breve vareremo un ulteriore decreto per sostenere difficoltà di capitalizzazione delle grandi imprese, anche con strumenti obbligazionari".

"Nelle prossime ore firmerò il decreto per individuare i cantieri oggetto del decreto semplificazioni, nominando commissari incaricati di accelerare i tempi", ha aggiunto Conte.

Questo l'intervento d'apertura di Michele Emiliano:

Caro Presidente, Bentornato nella Sua Puglia.

Un saluto a tutti voi presenti e a chi ci segue in diretta, è una emozione particolare per me essere qui su questo palco con voi.

La nostra presenza in Fiera, questa imponente organizzazione in sicurezza, è il segno tangibile di una regione che ha saputo resistere all’emergenza e adattarsi alle nuove condizioni di vita con senso di responsabilità, pazienza e forza.

La nostra è una terra di marinai e contadini. Come marinai abbiamo affrontato il Covid, che si è abbattuto come una tempesta su tutti noi: nell’incertezza di ciò che sarebbe accaduto abbiamo fatto ricorso alle migliori competenze che avevamo, remato tutti nella stessa direzione e aiutato chiunque ne avesse bisogno. Il tributo di vite umane c’è stato anche qui, è stato doloroso e non possiamo dimenticarlo.

Ma guardando quello che accade nel resto del mondo, sappiamo di essere riusciti a fronteggiare al meglio delle nostre possibilità il pericolo. Grazie all’abnegazione dei nostri operatori sanitari, della protezione civile regionale, di tantissimi pubblici funzionari e dirigenti che hanno lavorato per mesi giorno e notte, abbiamo adattato in tempo record il nostro sistema ospedaliero e territoriale creando le condizioni per una gestione efficace della più grande tragedia sanitaria dell’ultimo secolo.

Mentre gestivamo l’emergenza, come contadini, abbiamo contemporaneamente ripreso a piantare semi e a mettere una pietra sopra l’altra per ripartire più forti.

Grazie al confronto con le parti sociali, abbiamo ideato e strutturato una gigantesca manovra finanziaria emergenziale capace di immettere nel mercato pugliese quasi un miliardo di risorse dirette e più di 3 miliardi di risorse indirette; nel pieno dell’epidemia Covid abbiamo varato imponenti misure di supporto alle fragilità sociali, tra queste cito il rafforzamento del Reddito di dignità e l’avvio di START strumento di sostegno delle partite Iva a reddito più basso. Abbiamo seminato bene se è vero che nel mese di settembre, come ci dicono i dati di Unioncamere, la Regione Puglia ha avuto un incremento più che proporzionale del numero di nuove aziende sul territorio, e se siamo riusciti ad essere la Regione più attrattiva nel turismo mantenendo sempre alti gli standard di sicurezza.

Il merito di questa tenuta è della comunità nel suo complesso, dei tanti professionisti, commercianti, imprenditori che con grande abnegazione hanno dato il meglio in ogni fase.

Adesso siamo impegnati in una nuova prova: affrontare l’autunno e l’inverno. Una prova che, come questa pandemia ci ha abituato, ha delle incognite. I nostri bambini e ragazzi che hanno ripreso le lezioni ci insegnano che rispettare le regole di prevenzione è possibile e non è così complicato. Fatemi dare il GRAZIE più sentito al mondo della scuola e dell’università, a dirigenti, docenti, personale, genitori, alunni e studenti. Sto girando per le scuole di Puglia in questi giorni ed è commovente vedere con quanto impegno ci si prenda cura l’uno dell’altro, utilizzando in maniera corretta la mascherina, mantenendo la distanza, igienizzando le mani. Sono questi gesti semplici che fanno la differenza. Prendiamo esempio da loro.


Il virus ha messo tutti noi davanti anche ad un’altra prospettiva nuova. Una prospettiva che ha reso ancor più evidente l’insostenibilità dello storico divario tra Nord e Sud.

Abbiamo provveduto a rimodulare i nostri Fondi comunitari, per oltre 800 milioni di euro, sapendo perfettamente che stavamo soltanto spostando il problema, allocando risorse da opere comunque strategiche, ad interventi contingenti.

Abbiamo ampliato al massimo delle possibilità l’offerta sanitaria per affermare i sacrosanti diritti dei pugliesi di curarsi qui e non essere più costretti alla mobilità passiva che ci vede ostaggio, e principale contribuente, dei sistemi sanitari del nord Italia.

Abbiamo, insieme alle nostre forze produttive, immaginato una manovra finanziaria shock, con prodotti complementari all’offerta bancaria, che i principali analisti del paese considerano i migliori in circolazione, ma per farlo abbiamo dovuto determinare una sostanziale contrazione degli ordinari strumenti di finanziamento alle imprese. E non perché il flusso di domande fosse diminuito. No Presidente, non lo era affatto, nemmeno nel periodo più nero. Semplicemente perché non avevamo risorse sufficienti.

Caro Presidente, siamo riusciti, anche questa volta, a cavarcela. Mantenendo i conti in ordine, con trasparenza, efficienza e legalità. Con il rispetto che noi pugliesi abbiamo sempre dimostrato nei confronti delle istituzioni, intendiamo porre, in maniera definitiva e non rinviabile, la questione meridionale e il suo superamento.

Ed intendiamo farlo in un quadro nazionale ed internazionale che, per la prima volta dal dopoguerra sembra offrire una opportunità unica di archiviare un’epoca storica connotata da una crescente divaricazione tra le normali aspettative di ogni italiano e le reali opportunità offerte ai cittadini del Mezzogiorno. Non lo faremo con il cappello in mano. Non ci affideremo a formule vaghe.

Sappiamo cosa vogliamo. E sappiamo come poterlo ottenere. Sono 3 le linee direttrici lungo cui ci muoveremo ed in nome delle quali rivendicheremo le risorse e gli atti amministrativi necessari. La prima è l’attuazione dell’articolo 117 secondo comma, lettera m) della Costituzione.


I Livelli essenziali delle prestazioni devono essere realmente e concretamente garantiti su tutto il territorio nazionale. Come si può immaginare, infatti, anche solo di parlare di parità di opportunità tra cittadini italiani se i diritti connessi all’istruzione, alla formazione, alla salute, all’assistenza sociale, alla mobilità e al trasporto non sono ugualmente riconosciuti a chiunque abbia la fortuna di essere cittadino del nostro paese?

E, conseguentemente, come è possibile individuare quali siano le prestazioni relative alla compiuta realizzazione di ognuno dei diritti civili e sociali sopra elencati se non si individuano rapidamente i livelli minimi e i relativi costi standard?

Abbiamo partecipato al dibattito iniziato nei mesi pre Covid che avrebbe dovuto portare alla definizione dei livelli e dei costi.

Anzi, in un certo senso, ne siamo stati artefici, perché insieme ad altre regioni del Mezzogiorno, abbiamo deciso di non partecipare al tavolo della Conferenza Stato- Regioni che sembrava aver definito, nell’esclusivo interesse del Nord, la questione dell’autonomia e, conseguentemente dei LEP, i Livelli essenziali delle prestazioni.

Quel dibattito aveva, nel fabbisogno delle risorse finanziarie necessarie per la piena attuazione dei Lep, il suo ostacolo principale.

A risorse invariate, infatti, senza ulteriori e specifici trasferimenti da parte dello stato centrale, il riequilibrio tra nord e sud pareva impossibile.

Oggi le risorse che il Suo governo è riuscito ad ottenere dopo un lungo e coraggioso braccio di ferro con gli altri paesi europei, aprono ad uno scenario nuovo che rende, realmente possibile il raggiungimento di un obiettivo di equità e civiltà.

Il tema della parità delle opportunità tra cittadini del nord e del sud non è necessariamente in contrasto con quello delle aspettative delle regioni del nord.

Partendo dalle esperienze concrete di buon governo, occorre tenere insieme l’esigenza di assicurare l'affermazione della persona negli aspetti sociali ed economici, con l’opportunità di garantire ad alcuni modelli socio/economici di essere trainanti per il paese. Nessuno di noi pensa che la diseguaglianza si recuperi fermando chi corre più veloce, quanto piuttosto aiutando chi va più piano ad accelerare sulla base di pari opportunità.

La seconda direttrice è rappresentata dagli investimenti necessari per rendere il Mezzogiorno pienamente interconnesso con il resto del Paese.

Realizzare, a titolo esemplificativo l’alta velocità ferroviaria Napoli – Bari – Lecce – Taranto, l’asse stradale 106 Jonica, lo spostamento del casello autostradale sulla statale 16 a Mola di Bari, realizzare la Maglie Leuca, dotare la Capitanata di un sistema stradale moderno e sicuro, connetterebbe in maniera definitiva la Puglia al resto del Sud e all'Italia.

Il paradosso è che l'assenza storica di infrastrutture e di logistica fa sì che il contributo al PIL nazionale del sistema produttivo pugliese è inferiore a quello che potrebbe essere se avessimo parità di condizioni con le altre regioni.

La terza ed ultima direttrice lungo cui la Puglia intende dispiegare gli effetti delle risorse del Recovery Fund è la definitiva affermazione di un modello di sviluppo industriale pugliese al servizio del paese.

Negli ultimi anni i distretti produttivi pugliesi hanno, per fatturato, risorse umane impiegate e livelli di ricerca raggiunti, imposto la loro indiscussa supremazia nel Mezzogiorno.

Per anni l'Europa, ci ha suggerito di sostenere l'autoimpiego, di superare lo storico divario Nord-Sud spingendo i nostri concittadini a intraprendere. Oggi, dai giovani startupper ai capitani d'impresa, la Puglia è un fiorire di iniziative imprenditoriali. Che crescono insieme al sistema della ricerca, adattando l'offerta formativa alle esigenze del sistema produttivo. I lavoratori sono parte integrante del processo e la loro professionalità e specializzazione aumenta in maniera costante.

Per questo continueremo ad insistere nel sostegno e, fortunatamente, non dobbiamo inventare formule o modelli, perchè abbiamo, dentro la nostra agenzia Puglia Sviluppo, tutto quello che serve perché le aziende nascano, crescano e si consolidino.

Abbiamo però anche il dovere di orientare il sistema produttivo sui settori verso cui stiamo già pianificando la Puglia che verrà. Agroindustria prima di tutto.

La nostra agricoltura è pronta, attraverso la trasformazione delle filiere produttive, a fare il salto di qualità, che passa attraverso l'emancipazione dalle catene distributive. Per farlo occorre superare i rigidi schemi del Psr e puntare ad una stagione di investimenti finanziati a sportello, già ampiamente sperimentati con le imprese pugliesi di tutti gli altri settori.

Accanto a questo dobbiamo completare il percorso di creazione di una rete idrica per l'agricoltura.

Caro Presidente, il piano Marshall ci consentì di dare all'Acquedotto Pugliese l'attuale conformazione. Oggi il Recovery Fund deve servire a realizzare la più grande infrastruttura idrica d'Europa ad esclusivo servizio dell'agricoltura. Accanto all'agricoltura occorre completare il percorso intrapreso nel settore ICT, che per addetti e fatturato è tra i primi 3 in Italia.

Se vogliamo vincere la sfida della digitalizzazione di massa, dobbiamo poter contare su un sistema produttivo regionale a servizio delle nostre amministrazioni, dei cittadini e delle imprese. E sempre a proposito di tecnologie digitali, stiamo consolidando un distretto Cyber security di dimensioni internazionali, che raccoglie i principali player italiani ed europei intorno ad alcuni contratti di programma.

Abbiamo, infine, l'esigenza di rafforzare e riorientare le imprese della meccatronica. Nate sulla spinta dell'automotive e successivamente cresciute anche grazie al comparto aerospaziale, le aziende del settore devono essere accompagnate a superare una congiuntura internazionale complessa. Quello che fino ad ora le ho descritto Presidente è un mix virtuoso tra politiche sociali, infrastrutturali ed economiche. Non ha un contenuto ideologico, ma nasce dall'esperienza concreta degli amministratori e dei cittadini pugliesi.

C’è poi un tema che, su tutti, intendo affrontare con Lei e il suo Governo. E che riguarda la vertenza occupazionale, sanitaria e industriale più delicata e urgente d’Italia. Attendiamo pazientemente da anni, come Regione Puglia, di essere invitati al tavolo sul quale si prendono le decisioni sull’ex Ilva di Taranto. Abbiamo tutte le ragioni per essere seduti dove si decide il destino della nostra gente. Perchè a quel tavolo non si parla solo di scelte sulla produzione nazionale strategica di acciaio, ma di decisioni che ricadono sulla vita di bambini, operai, industriali dell’indotto, mamme, papà, cittadine e cittadini. Il percorso della decarbonizzazione della fabbrica si potrà realizzare solo attraverso una piena partecipazione dal basso, a cominciare dal coinvolgimento della Regione e dei Comuni interessati. Lo spirito è quello della piena collaborazione. Ma non possiamo più accettare alcuna esclusione.

La Puglia è pronta. Farà il suo dovere e darà il suo contributo a tutti i cittadini del Sud e dell’Italia. Senza paura. Con l’orgoglio dei risultati ottenuti, la consapevolezza degli errori commessi affinché non si ripetano, e la spinta dei progetti che abbiamo preparato per i prossimi anni. Con la schiena dritta e le braccia aperte. Lo possiamo fare Presidente. E lo faremo insieme a Lei, come un’unica grande squadra che si chiama Puglia e che si chiama Italia.

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