Visualizzazione post con etichetta Fiera del Levante. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fiera del Levante. Mostra tutti i post

Fiera del Levante, business focus Usa. Borraccino: "Ottimi rapporti commerciali tra Puglia e Usa"

BARI - "Ho portato i saluti istituzionali stamane in Fiera al Convegno 'Business focus USA: sfide e opportunità di un mercato in continua evoluzione'. E’ stata un’utile occasione di confronto e dibattito sulle sfide e le strategie per lo sviluppo nelle relazioni economiche tra l’Italia e gli USA, grazie anche all’intervento di esperti del mercato, nonché di rappresentanti del mondo economico e politico impegnati a creare e mantenere un contesto favorevole di collaborazione. In particolare, i rappresentanti del mondo dell’imprenditoria hanno presentato le proprie esperienze e il loro punto di vista sulle strategie di sviluppo internazionale, con specifico riferimento al mercato statunitense". Così in una nota Mino Borraccino, Assessore allo Sviluppo Economico Regione Puglia.

"Gli Stati Uniti, ancorchè geograficamente lontani dalla Puglia, rappresentano in realtà uno dei Paesi del mondo più vicini a noi per le relazioni commerciali, culturali e turistiche. Infatti oggi tra Puglia e Stati Uniti c’è un interscambio (esportazioni più importazioni) che vale 1,339 miliardi euro. 

Anche grazie agli incentivi regionali, Società statunitensi continuano ad investire in Puglia. I progetti in corso di realizzazione qui da noi hanno un valore di 120 milioni di euro.

Società pugliesi, britanniche e americane stanno collaborando per la realizzazione dei progetti legati all’aeroporto di Grottaglie. Com’è noto lo scalo tarantino già utilizzato come “Test Bed” di aeromobili a pilotaggio remoto, diventerà anche il primo spazioporto in Italia, pronto ad accogliere i voli suborbitali ed il lancio di microsatelliti. Dalla Puglia dunque si aprono nuovi scenari per i voli in assenza di gravità che potranno far viaggiare merci, ma anche turisti spaziali. Progetti che aprono nuove collaborazioni con multinazionali statunitensi.

Per la Puglia gli Stati Uniti - spiega - sono un ottimo partner commerciale per le esportazioni: al secondo posto nel primo semestre del 2019. In termini assoluti la Puglia nel 2018 ha venduto merci verso questo Paese per più di 715 milioni di euro: un volume d’affari che rappresenta da solo quasi il 9% dell’intero fatturato export pugliese.

Con il nuovo ciclo di programmazione (2014-2020) stanno investendo in Puglia varie società statunitensi, grazie alle agevolazioni dei Contratti di Programma regionali. 

GE Avio, che opera nel settore aerospaziale, realizzerà due progetti per 94,5 milioni di euro totali, uno a Bari, interamente dedicato alla ricerca, riguarda il controllo di futuri propulsori aeronautici avanzati da impiegare anche per i droni; l’altro, a Brindisi, è dedicato alla realizzazione di celle di lavorazione completamente automatizzate per la produzione di turbine a bassa pressione con componenti ad elevato contenuto tecnologico. Sempre a Brindisi saranno realizzati anche impianti per tecnologie innovative di riparazione di motori aerospaziali. 

Sta investendo in Puglia un’altra società statunitense: Experis Srl con un progetto di ricerca e sviluppo che vale più di 3,8 milioni di euro. Il programma riguarda nuove tecnologie applicate alle reti ottiche a banda ultralarga. 

Gli USA, insomma, si confermano uno dei principali partner commerciali per l’Italia e la Puglia. Su questo continueremo a lavorare con convinzione e ad ampio raggio", conclude Borraccino.

Dalla Galleria delle nazioni alle rappresentanze estere: la Campionaria ponte sul mondo

BARI - Un luogo internazionale per incontrare e conoscere le altre nazioni del mondo, ma allo stesso tempo una opportunità per far spiccare il volo alle imprese del territorio nel mercato globale. Tutto questo è la 83esima edizione della Campionaria generale internazionale, ponte tra il Mezzogiorno, l’Oriente e gli altri continenti del globo.  

La Galleria delle Nazioni, presente nel padiglione 11, rappresenta sicuramente uno dei luoghi cult, storici e amati dai visitatori della rassegna organizzata dalla Nuova Fiera del Levante. Oggettistica, tessuti, abbigliamento e artigianato etnico, ma anche accessori, monili, spezie e prodotti tipici. È quanto si può trovare nella galleria internazionale, che si sviluppa su una superficie di 2mila metri quadrati e che ospita 72 espositori provenienti da 30 nazioni diverse. I visitatori potranno così vedere ed acquistare le vere lane dell’alpaca del Perù, la pashmina e le spezie del lontano Nepal, i gioielli del Vietnam ma anche i tappeti iraniani e i tessuti dell’Ecuador. Questi i 30 Paesi presenti: Austria, Camerun, Cina, Costa D’Avorio, Ecuador, Egitto, Finlandia, Francia, Germania, Giordania, Gran Bretagna, India, Indonesia, Iran, Indonesia, Iran, Kenya, Madagascar, Nepal, Pakistan, Perù, Portogallo, Russia, Senegal, Siria, Somalia, Spagna, Tunisia, Ucraina, Ungheria, Vietnam e Zimbawe.

Sono numerose le delegazioni estere presenti alla Campionaria per favorire gli scambi, migliorare i rapporti commerciali tra la Puglia e il resto del mondo e favorire l’internazionalizzazione delle Piccole e medie imprese locali. Nel corso della rassegna barese si terranno tavole rotonde e incontri mirati con 40 rappresentanze: Brasile, l’Azerbaigian, Albania, Bielorussia, Macedonia, Moldavia, Montenegro, Ucraina,  Algeria, Arabia Saudita, Bahrein, Comore, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Gibuti, Giordania, Iraq, Kuwait, Libano, Libia, Mauritania, Marocco, Oman, Palestina, Qatar, Siria, Somalia, Sudan, Tunisia, Yemen e l’Iran, Hong Kong, Vietnam, Cina, Giappone, Bulgaria, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania e Ungheria.

Il padiglione dedicato all’internazionalizzazione è il 150. L’obiettivo è duplice: continuare ad accompagnare e sostenere le imprese pugliesi nella loro apertura internazionale che alimenta la crescita dell’export, ma anche di presentare la Puglia a chi desidera investire in un territorio sempre più denso di opportunità.

Info : press.fieradellevante.it 

Gastronomia in Fiera tra prodotti a chilometro zero e golosità

BARI - Sapori, colori, odori per soddisfare tutti i palati. Dai prodotti biologici a numerose golosità alimentari dolci e salate. Tante quest’anno le novità all’83esima Campionaria Generale Internazionale.

Al padiglione 139 la Regione Sicilia presenta una varietà golosissima di arancini. Si va da quelli al pesce spada a quelli con pistacchio, broccoli e salsiccia. A produrli è un’azienda di Catania che nel suo lungo bancone mostra anche le prelibatezze dolci siciliane, tra cui una sorta di bomboloni dolci chiamati iris, bianchi o al cioccolato, con pistacchio e ricotta dolce. E ancora non mancano i deliziosi panini con porchetta di suino nero dei monti Nebrodi molto speziata.

Per gli amanti del piccante e i sapori forti, nello stesso padiglione, lo stand della Calabria presenta  il peperoncino più piccante al mondo: carolina reaper che nel 2013 è entrato nel Guinness dei primati. Naturalmente va dosato con cautela perché può provocare forti sensazioni di bruciore. 

Aziende agricole biologiche con prodotti con minore impatto ambientale sono nella galleria 13. Tra le novità il miele con la spirulina, potente energizzante che abbassa anche il colesterolo e i trigliceridi e possiede molteplici proprietà nutrizionali. 

Tra i prodotti tipici pugliesi non possono mancare le friselle ma la novità sono quelle con semi di canapa che sono nutrienti e contengono ben nove aminoacidi essenziali. A produrli un’azienda di Altamura che utilizza i semi di canapa anche nell’olio, utile per l’insalata ma anche al mattino. Una piccola quantità con limone può aiutare a regolarizzare l’intestino.

Nel vasto padiglione 18 ben 25 sono i produttori pugliesi. Si va dalla birra che a breve sarà prodotta nel carcere di Taranto, realizzata con il pane raffermo, alle burrate ripiene di ricotta proveniente da vacche di razza bruna, alla varietà di formaggi prodotti da un’azienda di Biccari. Qui si possono degustare prodotti caseari genuini che provengono dai pascoli del Monte Cornacchia affinati con aromi del territorio dauno quali foglie di noci, fieno, finocchietto selvatico e nepitella.

E ancora direttamente da Noci non mancano zampine e fegatini senza lattosio e bombette da carne di suino nero che si possono degustare in cartoccio, nei panini o in piatto nel piazzale 114/A.

Clarizio (AMU Investments): "Banche costrette a rimodulare a ribasso offerta di credito"

(ANSA)
BARI - A.M.U. Investments ha organizzato oggi nella Fiera del Levante di Bari, in collaborazione con Borsa Italiana, il convegno dal titolo 'La Finanza Alternativa per le PMI, un motore del Paese e della Puglia'. 

"Le banche oggi sono costrette a rimodulare al ribasso la loro offerta di credito a fronte di un sistema Paese che invece ha bisogno proprio adesso di più credito, di valorizzare le risorse che ci sono ma che non vengono orientate al sistema produttivo". Sono le parole di Gianfranco Clarizio, presidente di A.M.U. Investments SIM spa, che ha spiegato le opportunità delle "forme di finanziamento alternativo per le piccole e medie imprese, quali in particolare i mini-bond, strumento di debito complementare al canale bancario tradizionale".
    
"Oggi da Bari parte un road show con il quale vogliamo fare cultura finanziaria che può aiutare le imprese ad essere pronte per andare sul mercato", ha spiegato Pietro Poletto, head of ETF and fixed income markets di Borsa Italiana.

Fiera del Levante: presentato il percorso partecipato del piano strategico della Puglia

BARI - “Noi vogliamo evitare che ci siano conflitti tra il programma della Regione Puglia e quello del resto del Paese. D’altra parte una regione con quattro milioni e 200mila persone non può fare un programma senza concordarlo con il Governo nazionale, anche se la nostra Costituzione ci consente di avere un programma differente, attraverso l’autonomia regionale. Qui in Puglia abbiamo una Legge sulla Partecipazione che permette a qualunque cittadino di dire la propria e di partecipare alla costruzione del programma di governo”.
Così il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, intervenendo questa mattina nella Fiera del Levante di Bari alla conferenza stampa di presentazione del percorso partecipato "Piano Strategico della Puglia".

“Noi – ha spiegato Emiliano – lo chiamiamo Piano Strategico perché ci piacerebbe che fosse condiviso anche dall’opposizione, nel senso che ci sono delle cose, che riguardano temi importanti, sulle quali potremmo essere d’accordo tutti quanti. Insieme al Ministro per il Mezzogiorno Provenzano, noi faremo questo lavoro di concertazione, nella consapevolezza che quando concerti e applichi la democrazia, normalmente eviti le liti, lavori meglio e più in fretta”.

“La Città di Bari – ha ricordato Emiliano – ha avuto nel 2006 il più grande Piano strategico della Puglia e io e il Sindaco Decaro non abbiamo fatto altro che applicare quel Piano. Se voi lo leggete troverete tutte le azioni di governo che hanno man mano portato Bari a diventare da “scippolandia” a una grande città europea. Adesso dobbiamo fare la stessa cosa per tutte le altre città della Puglia. Per Brindisi e Lecce stiamo già cominciando con l’aiuto del Governo, attraverso i CIS, i Contratti interistituzionali di Sviluppo, che però devo essere migliorati, come pure devono essere migliorati e armonizzati i due piani dell’area di Foggia”.
“Oggi – ha concluso il Presidente – attraverso questo Piano, tutti i cittadini possono determinare cosa fare nel loro territorio”.

Il Piano Strategico della Puglia coinvolge, quindi, tutti – istituzioni, enti locali, imprese, associazioni, cittadini – nella definizione del futuro della regione: quali obiettivi perseguire, quali risultati raggiungere, quale forma dare alle aspettative dei pugliesi.

La redazione del Piano Strategico è la prima pietra su cui costruire insieme la Puglia di domani: un percorso partecipato che tiene insieme i punti di forza del territorio e le sfide globali; i bisogni e le aspirazioni dei cittadini, singoli o associati; le potenzialità inespresse e gli ambiti da rafforzare.
Il percorso, come ha ribadito il Presidente Emiliano, è scandito dalla Legge regionale sulla Partecipazione, con cui la Regione mette a disposizione delle donne e degli uomini pugliesi strumenti di proposta, verifica e monitoraggio degli impegni assunti.

“Oggi - ha evidenziato Titti De Simone, Consigliera del Presidente per l’attuazione del programma di Governo Regionale – presentiamo tutto il percorso di partecipazione che la Regione Puglia lancia durante questa settimana della Fiera del Levante per la redazione del Piano Strategico. Si tratta di un documento di visione strategica su quello che sarà la Puglia nei prossimi vent’anni, un documento costruito con un metodo di partecipazione mai tentato nel Mezzogiorno e che proseguirà nel mese di ottobre, ma soprattutto, come ha sottolineato il Presidente Emiliano durante l’inaugurazione della Fiera, sarà anche un documento di confronto con il Governo nazionale, giacché una visione strategica che riguarda anche il nuovo ciclo di programmazione dei fondi europei non può non essere condivisa con il Governo”.

“A tal proposito – ha concluso la De Simone – le parole del Presidente Conte sono state molto importanti perché ha parlato di un Piano Strategico per il Sud indicando già alcune leve fondamentali di sviluppo che sono assolutamente in sintonia con quello che discuteremo durante queste giornate”.

Nella conferenza stampa sono stati presentati gli otto Focus Group previsti nella settimana della Fiera del Levante. Si parte già oggi pomeriggio (padiglione 152, sala 1 – Regione Puglia – Casa della Partecipazione) con il primo Focus "Verso il Bilancio Sociale e di Genere della Regione Puglia". 

La legge regionale sulla Partecipazione prevede la redazione del Bilancio sociale e di Genere: un documento condiviso con il partenariato istituzionale e socioeconomico che illustra, in maniera trasparente, le scelte e gli impatti delle politiche realizzate.

'Strumenti innovativi per finanziare la crescita delle imprese': un importante convegno oggi in Fiera

BARI - Nell’ambito della Fiera del Levante, ho portato i saluti istituzionali e ho introdotto i lavori del Convegno su “Finanziare la crescita delle imprese: lo sviluppo del Private equity in Puglia”. Così in una nota Mino Borraccino, Assessore allo Sviluppo Economico Regione Puglia.

Il Private equity - prosegue Borraccino - è una forma di investimento consistente nel finanziare una società non quotata in Borsa, ma dotata di elevate potenzialità di crescita.

Nel convegno hanno relazionato Antonio De Vito, Direttore Puglia Sviluppo S.p.A. Ha concluso i lavori Gianna Elisa Berlingerio, Dirigente Sezione Competitività e Ricerca dei sistemi produttivi della Regione.

Sono stati presentati gli strumenti innovativi di ingegneria finanziaria in ambito regionale. Inoltre, sono state illustrate esperienze dirette di alcune startup e PMI innovative pugliesi e sono state fatte proposte specifiche da parte di operatori specializzati del settore.

In Puglia operano, ad oggi, 419 startup (pari al 4% del totale nazionale) e 67 PMI innovative (pari al 5,6%). Cerved Group, il più grande Information Provider in Italia, dall’esame delle attività economiche dichiarate al Registro delle imprese, ritiene che ce ne siano almeno altrettante potenzialmente innovative.

Nel sistema regionale dell’innovazione è in corso un processo di strutturazione, sia per iniziative private e sia per l’avvio, oramai prossimo, delle Factories sostenute da Regione Puglia per offrire un supporto professionale ai team intenzionati a costituire una startup.

Il Fondo Tecnonidi riscontra l’interesse di più del 10% delle startup innovative pugliesi ed attira anche progetti da fuori Regione, con l’opportunità di sostenere, mediante investimenti agevolabili, il primo ingresso sul mercato nelle aree innovative della manifattura sostenibile, della salute dell’uomo e dell’ambiente, nonché delle comunità digitali.

Il sostegno del Fondo permette sia l’accesso al credito per soggetti non bancabili, sia una quota elevata di agevolazione (pari all’80% delle spese) per accelerare l’ingresso sul mercato, permettendo di gestire strategicamente il fattore tempo, decisivo per il successo del business.

Tuttavia, il sostegno alle startup non può eludere la questione centrale della crescita dimensionale di queste imprese promettenti. Ed è su questo obiettivo che la Regione si ripromette di intervenire, anche facendo tesoro delle indicazioni emerse dal Convegno di oggi, ha concluso Borraccino.

Il premier frena sul G20 a Bari


di NICOLA ZUCCARO - "Pur considerando con la massima attenzione la candidatura di Bari per ospitare una sessione del G20 nel 2021, si dovranno valutare tutti gli aspetti legati alla logistica e alla sicurezza". Il premier Giuseppe Conte ha così risposto a stretto giro ad Antonio Decaro dopo che il sindaco di Bari, nel corso del suo intervento alla Cerimonia naugurale dell'83ma edizione della Campionaria del Levante svoltasi nella mattinata di sabato 14 settembre 2019, ha personalmente rinnovato la richiesta all'attuale Presidente del Consiglio dei Ministri e preceduta nei mesi scorsi dall'invio di quella formale a Palazzo Chigi.

Fiera del Levante: Emiliano, Bellanova e Provenzano al Padiglione Agricoltura Regione Puglia

BARI - Gran fermento al padiglione 18 della Regione Puglia in Fiera del Levante, interamente dedicato all’agricoltura e all’enogastronomia. Dalle tematiche più leggere, ma utili, come lo showcooking di “DaMare -  Blue economy, Sustainability e Growth”, per raccontare il mare attraverso il cibo e i prodotti della pesca. Ieri la visita del ministro per le politiche agricole Teresa Bellanova.

Oggi interessante incontro sulla tutela del Primitivo di Manduria consorzio ha annunciato che nel 2020 avrà inizio l'Ocm "Paesi Terzi", cofinanziato dalla Regione Puglia, che vedrà masterclass in sei paesi americani, asiatici ed europei.

Questa mattina visita del Ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano, accompagnato dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, che ha fatto da cicerone tra gli stand delle 19 aziende che espongono prodotti enogastronomici a marchio Puglia, le aree masserie didattiche, enoteca, shoowcooking, pesca e acquacoltura. 

Tutte le iniziative stanno facendo registrare un’enorme affluenza di pubblico, tra visitatori e addetti ai lavori. E domani altri importanti appuntamenti, a partire dall’incontro sulle aree marine protette di Puglia e le buone pratiche di gestione sostenibile della pesca e dell'ecosistema costiero.Posta in arrivo

Fiera del Levante, Fitto: "Quest'anno Conte e Emiliano l'hanno trasformata nella fiera del trasformismo"


BARI - “Dopo aver ascoltato attentamente i discorsi del premier Conte e del governatore Emiliano mi sono convinto che quella che è stata inaugurata oggi non è la Fiera del Levante, ma la Fiera del Trasformismo: lo scorso anno Conte era qui alla guida di un Governo M5S-LEGA, quest’anno come se niente fosse si è presentato alla guida di un Governo M5S-PD con un discorso “progressista”… Così come quelli che l’anno scorso lo contestavano, oggi gli battevano le mani. Un discorso, quello del premier, che chiaramente ha risentito fortemente di questo trasformismo: il richiamo continuo e genuflesso all’Europa è il vero campanello di allarme per l’Italia, che dà il segno su cosa sarà il Conte bis". Così in una nota il co-presidente del gruppo europeo ECR-FdI, on. Raffaele Fitto.

“Ma con il presidente Emiliano - prosegue Fitto - la Fiera del Trasformismo è diventata la Fiera dell’Ipocrisia: un discorso che racconta una Puglia che purtroppo non c’è e che raggiunge l’apice sulla Xylella e sull’Agricoltura dove anziché tacere o al massimo ‘chiedere scusa’ essendo lui il principale responsabile del disastro, scarica le colpe su tutti gli altri e non spende una parola su un settore che rischia a fine anno di perdere oltre 160 milioni di euro del PSR.

“Oggi più che mai, quindi, il centrodestra a Roma come a Bari ha il dovere di essere unito per dar vita una valida e vera alternativa sia al Governo Conte sia al Governo Emiliano”, conclude Fitto.

Fiera del Levante, Losacco (Pd): "Bene Conte su Mezzogiorno"


BARI - “Un discorso positivo. Il Presidente Conte è stato molto puntuale sulle esigenze del Mezzogiorno e sulle politiche che il nuovo Governo vuole sviluppare per favorirne crescita sociale ed economica. Ci sono tutte le premesse per far bene.” Così in una nota il deputato barese del Pd Alberto Losacco. 

"È bello – ha continuato Losacco – vedere una Fiera che sta tornando sempre più importante. Il G20 a Bari sarebbe un’opportunità straordinaria non solo per la città ma anche per portare a compimento il processo di rilancio della Fiera.”

Conte da Bari annuncia il Piano straordinario per il Sud

di NICOLA ZUCCARO - "Il Mezzogiorno d'Italia può e deve diventare il luogo dal quale deve iniziare la stagione di uno sviluppo sostenibile". Fedele alle sue origini meridionali, nella mattinata di sabato 14 settembre 2019 Giuseppe Conte ha rassicurato in apertura dell'edizione della Campionaria del Levante n.83 che il Sud è al centro dell'agenda della politica europea e non solo di quella italiana. 

Una puntualizzazione e non una rassicurazione di circostanza (come imposta dalla liturgia meridionalista che caratterizza da sempre la cerimonia della rassegna fieristica di settembre), poichè il premier è andato oltre. Dalla tribuna del Centro Congressi della Fiera di Bari, Conte ha annunciato il varo di un Piano straordinario per il Sud, supportato da una Banca pubblica per i relativi investimenti.

Fiera del Levante: discorso integrale di Michele Emiliano

BARI - Il discorso integrale del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano all'inaugurazione dell'83ma edizione della Fiera del Levante:

"L’anno scorso signor Presidente le chiesi subito: “Da dove cominciamo?”. Ero particolarmente preoccupato e confuso nel prevedere cosa sarebbe potuto accadere.

Oggi posso dirle col senno di poi, ma anche con una certa malcelata soddisfazione, che se fossimo stati in grado di fare subito il governo formato qualche giorno fa, ci saremmo risparmiati tanta fatica inutile e piena di tragiche contraddizioni.

Gli italiani sanno che l’anno scorso le trattative per la composizione di un’alleanza di cambiamento e di progresso erano avanzatissime e che saltarono in pochi secondi in una trasmissione televisiva.

Mi auguro che non si ripetano più quegli errori e che si sappia sempre anteporre ai propri legittimi interessi, l’interesse generale a far durare serenamente questo Governo sino alla sua naturale scadenza.

Noi difenderemo il suo Governo, incalzandolo e concordando con lo stesso il futuro del Mezzogiorno e dell’Italia per quanto di nostra competenza.

La Puglia si è trovata nei primi anni della nostra amministrazione ad avere un suo programma di governo scritto dal basso con metodo partecipativo, approvato dalla coalizione che ha vinto le elezioni e poi dal consiglio regionale. Quel programma è risultato molto diverso dagli indirizzi dei precedenti governi nazionali, mai votati dal Popolo italiano e mai armonizzati con i nostri.

È per questo che scriveremo qui in Fiera assieme ai cittadini il nuovo piano strategico della Puglia per discuterlo innanzitutto con Lei e con il suo Governo. Quando avremo le linee embrionali del Piano, a seguito delle procedure partecipative avviate grazie alla nostra Legge, sarà mia cura chiedere un incontro tra la mia giunta e il suo governo, per armonizzare i nostri punti programmatici con quelli nazionali ed evitare così, per quanto possibile, i durissimi conflitti del passato tra Stato e Regione Puglia.

A ben vedere questo potrebbe essere un buon metodo da attuare con tutte le Regioni del Sud se per ipotesi le stesse volessero dare vita, con un’intesa formale, ad un coordinamento tra loro più volte auspicato, impedito dalla loro oggettiva debolezza, dai ricatti e dalle lusinghe delle Regioni del Nord, come sottolineato dalla letteratura meridionalista dall’Unità d’Italia ad oggi.

Il Manifesto per il Sud promosso dal Quotidiano per il Sud e da autorevoli studiosi denuncia, dati alla mano, un vero e proprio sacco del sud da parte delle Regioni del Nord che non possiamo più tollerare. E pensare che i cittadini del Sud spesso danno la colpa a sé stessi se i treni, le scuole, le strutture sanitarie, le strade, gli acquedotti, gli asili nido, le scuole, i comuni, le regioni non sono al livello di quelle del nord.

La propaganda alle volte li convince. Persino quando dice loro che l’autonomia differenziata concepita da Lombardia e Veneto non serve a togliere al Sud altre risorse oltre quelle già oggetto di appropriazione.
Se autonomia rafforzata deve esserci, dev’essere preceduta dall’abolizione del criterio della spesa storica, paurosamente a favore del nord, sostituendola con la spesa standard per ottenere identici Lep, livelli essenziali delle prestazioni per ciascun cittadino.

Il coordinamento delle Regioni del sud, all’interno della Conferenza delle Regioni, potrebbe redigere, su sua sollecitazione, un unico progetto di autonomia differenziata, valido per tutte le Regioni a statuto ordinario e da queste condiviso, per renderle più autonome dal governo centrale, obiettivo che consideriamo giusto, dotando ciascuna dei budget di spesa corrente e spesa per investimenti che prima riequilibrino le differenze infrastrutturali e di investimenti e poi parifichino la spesa corrente secondo gli effettivi bisogni di ciascun cittadino a prescindere dal suo luogo di residenza.

Altrimenti lo spopolamento del sud sempre più povero di servizi pubblici continuerà inesorabile assieme alla crisi dell’economia italiana che il nord, da solo, non può più reggere.

La sanità pugliese, per esempio, a parità di abitanti con l’Emilia Romagna ha 15mila dipendenti in meno e un budget annuale a disposizione inferiore, tra minor finanziamento dal Fondo Sanitario Nazionale e mobilità passiva che si deve pagare agli ospedali del nord, pari a quasi 900milioni di euro.

E qualcuno si chiede come mai in Puglia, che pure sta costruendo cinque nuovi ospedali, centinaia di reparti e strutture territoriali nuove di zecca ed è così risalita nella graduatoria dell’efficienza e dei livelli essenziali di assistenza, ci siano ancora liste di attesa troppo lunghe.

“E grazie” diciamo noi al sud! Come si fa a giocare in sette contro undici un intero campionato, tutti i campionati, anno dopo anno?

Non possiamo vincere, non è previsto dal regolamento, anche perché se la sanità del sud, anche solo di Puglia e Campania, smettesse di mandare malati in Lombardia, Veneto ed Emilia, quei sistemi sanitari collasserebbero perché spendono molto di più e hanno molto più personale di quello che serve ai loro cittadini.

Se il sud continua il grande recupero già in atto, tra breve ci si dovrà occupare degli esuberi di medici ed infermieri che lavorano al nord. Ma questi in gran parte sono meridionali che non aspettano altro che tornare nella loro terra per aiutarla a crescere.

Già adesso il nostro personale sanitario, strappato agli ospedali piccoli, inutilizzati e pericolosi, è schierato dal piano di riordino in prima fila nei grandi ospedali che stiamo ristrutturando o costruendo ex novo, e sta dando il meglio di sé consentendoci questa impressionante risalita della sanità pugliese, che è quella che è migliorata di più in Italia negli ultimi quattro anni!

Signor Presidente, siamo in battaglia qui in Puglia e possiamo vincere se potremo giocare undici contro undici, a parità di obiettivi e di risorse.

Possiamo provare a vincere anche la partita nella quale stiamo subendo la sconfitta più bruciante di tutte. Xylella, gelate e controversie giudiziarie sul vecchio PSR, stanno mettendo in ginocchio la nostra agricoltura.
La Xylella è un mostro alieno arrivato in silenzio dal Sud America, a bordo di piante ornamentali che pur essendo considerate in letteratura piante ospiti, colpevolmente non erano sottoposte ad alcun controllo da parte dell’Unione Europea presso i varchi portuali e aeroportuali.

La Puglia per anni non si è potuta accorgere del proliferare del batterio e non si è resa conto di ciò che stava accadendo, confondendo il disseccamento anomalo degli ulivi, con altre comuni malattie di questa pianta che però non rispondevano più alle cure.

Quando nel 2013 l’intuizione degli scienziati dell’Università di Bari fece pensare alla xylella, quasi diecimila ettari di uliveti salentini erano stati già colpiti dalla malattia.

Fu compiuto allora inconsapevolmente l’errore più grande e cioè cedere la guida della battaglia contro la xylella al governo nazionale attraverso un’anomala applicazione della normativa sulla Protezione Civile con la nomina di commissari che nulla conoscevano di prevenzione fitosanitaria.

Nessuna spiegazione agli agricoltori, nessuna informativa all’opinione pubblica e persino a tanti sindaci che sollecitati dagli agricoltori, si opponevano allo spargimento dei fitofarmaci necessari al contenimento dell’insetto vettore.

È vero, era molto difficile nel 2013 tagliare gli alberi secondo le normali regole di quarantena imposte dall’Unione Europea e dal Ministero dell’Agricoltura senza provocare sollevazioni popolari.

Per tali inadempimenti dei commissari di governo nel taglio e nel monitoraggio della zona di contenimento, l’Italia è stata condannata  dall’Unione Europea.

Questo tremendo caos, inerme e infruttuoso, è durato sino al gennaio del 2016, quando finalmente la Regione Puglia non ha più delegato al Governo la lotta al batterio.

E i risultati ci sono stati, in pochi mesi abbiamo cominciato a tagliare gli alberi malati e sani secondo le prescrizioni di legge (abbattendone da allora quasi 6.000) e soprattutto abbiamo dato vita al più massiccio monitoraggio arboreo della storia dell’umanità per accertare, finalmente, il reale avanzamento della malattia.

Da quel momento si cominciò a finanziare in modo sistematico e generalizzato la ricerca antixylella mettendo in campo le decine di progetti che stanno cominciando a dare i primi frutti.

Ma era gennaio 2016, quando era già troppo tardi. Ormai milioni di piante in Salento si erano ammalate, distruggendo apparato produttivo, paesaggio, frantoi.

Siamo riusciti Presidente, grazie alla sua guida ed alla collaborazione col Ministro Centinaio, ad ottenere una norma che consente alla regione di spendere 30 milioni di euro per l’abbattimento nella zona infetta delle piante malate, anche nelle aree paesaggisticamente vincolate, per procedere poi al reimpianto con specie tolleranti o resistenti.
La facoltà di reimpianto in zona infetta non era mai stata concessa a nessuno dall’Unione Europea, ma grazie alla Regione Puglia assistita dal Ministro dell’Agricoltura Martina, questo risultato è stato ottenuto.

Adesso però le soprintendenze del Mibac pretendono di sottoporre il reimpianto degli ulivi nelle zone vincolate alle stesse regole necessarie per costruire una casa o un capannone.

Un pasticcio, signor Presidente, commesso dal Parlamento e non dal suo precedente Governo, che nel decreto invece aveva previsto che alla domanda di espianto e al contributo della Regione, corrispondesse l’obbligo di reimpiantare ulivi nelle zone paesaggisticamente vincolate.

Presidente, la norma originaria deve essere ripristinata e fatta entrare in vigore immediatamente.

Stiamo facendo un grande sforzo che sto coordinando personalmente per salvare il PSR che abbiamo ereditato e che ha dato luogo a durissimi contenziosi tra aventi diritto che ne hanno bloccato le istruttorie e i pagamenti.

Accolgo con soddisfazione la nomina di un Ministro pugliese all’agricoltura al quale spiegheremo le motivazioni delle difficoltà di questo PSR che tanti conflitti ha generato tra studi professionali e confederazioni agricole.

Dovremo impostare col Ministro il nuovo PSR nazionale che la Puglia coordinerà, avendo la Presidenza della Commissione Agricoltura della Conferenza delle Regioni.

Il nuovo PSR dovrà riconciliare in modo partecipato e condiviso il mondo agricolo dilaniato dalle contraddizioni e dalle inefficienze del passato, includendo anche una totale riorganizzazione degli uffici dell’Assessorato all’Agricoltura che dovrà essere strutturato per aderire alle esigenze delle istruttorie e rendicontazioni richieste dall’Unione Europea.

Abbiamo stipulato accordi importanti per realizzare l’agricoltura di precisione utilizzando le tecnologie spaziali e lei signor Presidente ha tenuto a battesimo a Milano l’intesa con Seed and Chips, il più importante think tank del mondo sui problemi del cibo.   

L’agricoltura non è fatta solo di finanziamenti pubblici, pur indispensabili, ma anche di idee, di persone, di sentinelle che custodiscono territori, che ne curano la bellezza, che aprono le porte per accogliere nelle loro aziende agrituristiche persone ormai ammalati di città inquinanti e caotiche.

Noi pugliesi vogliamo inseguire la bellezza ovunque sia possibile, coniugandola alla vita sostenibile della nostra comunità. Per questo saremo la prima Regione d’Italia a dotarsi di una legge che favorisca e protegga la creazione di bellezza, non solo dove essa è naturalmente insediata da secoli grazie ai nostri avi, ma anche nelle periferie, nelle zone 167 delle nostre città impaurite e incattivite, dove per una lite per una precedenza automobilistica si muore a Milano come ad Andria.

“Se si insegnasse la Bellezza alla gente, le si fornirebbe un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà.” Sono parole di Peppino Impastato.
Ci siamo dotati anche della più moderna legislazione per l’antimafia sociale che l’Italia ricordi, perfettamente all’interno delle nostre competenze e prerogative, eppure il suo Governo precedente ce l’ha impugnata. Chiedo di potergliela illustrare assieme al coordinamento delle famiglie vittime di mafia della Puglia.

Una terra pulita, ordinata, sicura crea ricchezza e quest’ultima non può che coincidere con la legalità.

La vicenda giudiziaria del gasdotto Tap sembra essere arrivata ad una svolta e vedremo quali saranno le conclusioni. Ma la resa sul sito prescelto la Puglia non può accettarla, continuando rispettosamente a dissentire in ossequio al nostro programma.

Lo sviluppo economico e l’occupazione non possono arrivare a discapito del rispetto dell’ambiente e della salute umana.

Il suo governo nasce con il mantra della decarbonizzazione, ed io lo ripeterò con voi all’infinito: a Taranto e Brindisi non si può proseguire come si era cominciato, ci deve essere un cambio radicale. Se la magistratura sequestra la gru e il pontile dove sono morti in modo identico a distanza di pochi anni due meravigliosi ragazzi, Francesco Zaccaria e Cosimo Massaro, e se l’altoforno 2 è stato sequestrato perché ancora oggi è nelle stesse condizioni per le quali provocò la morte di Alessandro Morricella e Giacomo Campo, la soluzione non può essere scaricare il carbone dell’Ilva al porto di Brindisi e portarlo a Taranto con migliaia di camion o aggiustare alla meno peggio una fabbrica vecchia e pericolosa. Questa sarebbe una pazzia.

Noi pugliesi non siamo più disposti a morire per lavorare. Preferiamo vivere, sia pure con meno.

Ricordo a tutti che non è la Regione a decidere il destino della fabbrica, che se non fosse mai esistita avrebbe, secondo me fatto la fortuna di Taranto.

Questo potere spetta solo al Governo che ha scelto di mantenerla aperta perché ritenuta strategica. Se il governo decidesse di chiuderla in modo controllato e ridisegnando la destinazione industriale del sito, noi saremmo egualmente collaborativi.

Bisogna però subito eliminare l’utilizzo del carbone.

La nostra proposta di una “Road map verso la  decarbonizzazione Ilva”, trasmessa a tutti i governi, redatta con l’Organizzazione Mondiale della Sanità che sta realizzando una valutazione di impatto sanitario sulla fabbrica per nostro conto, ha determinato il Comitato delle Regioni della UE ad affidare proprio al Presidente della Puglia la redazione del Parere sulla strategia di contrasto ai cambiamenti climatici.

Per ridurre l’impatto del traffico automobilistico privato che contribuisce per un quarto alla formazione delle polveri sottili e dell’inquinamento dell’aria delle città, la Regione Puglia ha investito sui servizi TPL di qualità: 500 milioni di euro per avere nuovi treni e altri 130 milioni per acquistare 800 autobus ecologici e moderni, dotati dei più moderni dispositivi di controllo, sicurezza e per il trasporto dei disabili.
Il potenziamento del trasporto ferroviario di persone e merci costituisce uno dei punti forza del Piano Attuativo del Piano Regionale dei Trasporti 2015-2019. Stiamo realizzando interventi per la messa in sicurezza dell’intera rete ferroviaria regionale che sarà attrezzata con il Sistema di Controllo Marcia Treno (SCMT) oltre ad adeguare con nuovi sistemi tecnologici di sicurezza i passaggi a livello. In corso anche interventi strategici sulle infrastrutture stradali per 1,4 miliardi di euro.

La percentuale di raccolta differenziata ad oggi è passata dal 30% del 2015 a circa il 55% del 2018. Stiamo per approvare il nuovo Piano dei Rifiuti concordandolo con l’Anci Puglia e attuando un forte ridimensionamento del ruolo dei privati nella gestione strategica del ciclo. Abbiamo varato e difeso davanti ai giudici ordinanze no-plastic a tutela del mare.

Rispettare l’ambiente genera economia e ricchezza, basta leggere i dati sul Turismo, che stiamo destagionalizzando, e che cresce ancora per il quarto anno consecutivo con numeri confermati anche dagli arrivi aeroportuali e portuali.

Nel 2018 abbiamo avuto

4 milioni di arrivi (+18,4 rispetto al 2015)

15,1 milioni di presenze (+12,35 rispetto al 2015)

1 milione di arrivi e 3,5 milioni di presenze dall’estero (+42,8 e 32,8 sul 2015)

Pil turistico stimato 9% al 2018 rispetto all’8,2 del 2015

Offerta ricettiva +30% sul 2015 per numero di strutture

Numeri strepitosi.

Nel 2019, numeri non definitivi, il trend si attesta a +3% per arrivi e +4% per presenze.
Vola il turismo internazionale con +8% arrivi e +12% per presenze.

In quindici anni Bari da “scippolandia” è diventata assieme alla Puglia intera, meta imperdibile del turismo mondiale per la più autorevole guida turistica del mondo, la Lonely Planet.

Aeroporti di Puglia, che ha avuto un incremento rispetto al record dell’anno scorso di un ulteriore 8%, si accinge a quotarsi in borsa e adesso fa a meno dei contributi regionali per incentivare le azioni di attrazione dei voli strategici. Stiamo per allungare la pista del Gino Lisa di Foggia, quindi Presidente potrà fare Roma-Foggia in aereo se lo vorrà, e ristrutturando completamente il terminal dell’aeroporto di Taranto-Grottaglie per predisporlo ai voli di linea, ma anche per divenire sede dello SpazioPorto Europeo.

Le nostre imprese saranno tra le prime a poter godere delle Zone Economiche Speciali, e siamo stati così attrattivi da essere l’unica regione con due Zes sovraregionali in collaborazione con la Basilicata ed il Molise. Il sistema degli incentivi regionali al settore produttivo pugliese e quello nazionale ed internazionale che ha delocalizzato nella nostra regione ha consentito il raggiungimento, della quota record di 4 miliardi di euro investiti in 4 anni.

La cultura è il nostro vero carburante, non inquinante, ma eccitante. Il nostro film Fund ha portato in Puglia solo in quest’ultimo anno Sofia Loren, James Bond alias Daniel Craig, Carlo Verdone, Aldo, Giovanni e Giacomo nella loro reunion e i nostri Festival Cinematografici sono tra i più apprezzati dopo Venezia e Roma.

Abbiamo riaperto tanti Teatri in tutta la Puglia, dal Giordano di Foggia al Teatro Apollo di Lecce, al Verdi di Brindisi, dal Fusco di Taranto al Margherita di Bari. A breve riapriremo il Piccinni, abbiamo cominciato i lavori per restituire al pubblico il Kursaal Santa Lucia completando il miglio dei quattro teatri pubblici baresi.

Sosteniamo le nostre fondazioni in modo sobrio, ma importante. La Notte della Taranta dopo i 150mila spettatori del 24 agosto, parte per l’Argentina e poi per Mosca e San Pietroburgo e il Petruzzelli vola di nuovo in Giappone dopo i successi dell’anno scorso. Il Festival della Valle d’Itria finalmente supportato dall’orchestra del Petruzzelli, ha riscosso un successo senza precedenti. La Regione sostiene una massa impressionante di eventi e istituzioni culturali secondo la regola mai più soldi senza programmazione almeno triennale e mai più soldi senza progetti di gestione dei luoghi restaurati con un budget di 113 milioni di euro per 667 progetti, 127 produzioni audiovisive, 11 cinefestival, 1600 eventi live, 65 nuovi spettacoli di artisti pugliesi, 223 produzioni musicali, 1200 concerti di artisti pugliesi finanziati in 89 paesi del mondo e 5 continenti.

Stiamo costruendo 114 biblioteche di comunità per un investimento senza precedenti in Italia ed in Europa di 120 milioni di euro, dotando la Regione della più grande infrastruttura culturale d’Europa.

Abbiamo salvato dalla famigerata riforma delle Province musei e biblioteche importantissime a Foggia, Brindisi e Lecce.

Abbiamo portato a Taranto e a Foggia i grandi della musica sul palco di Medimex e soprattutto abbiamo ottenuto, anche grazie all’appoggio del suo Governo e del Coni, da un’idea di Elio Sannicandro, i Giochi del Mediterraneo come pietra miliare del Piano Strategico di Taranto.

Questo mix di tutela dell’ambiente, accoglienza, cultura e spesa efficiente dei fondi europei e nazionali ci consente proprio oggi di dire che la Puglia ha determinato, nel suo piccolo, una vera controtendenza economica rispetto al resto del Paese che non si spiega se non con l’impegno che tutti ci stiamo mettendo.

Proprio ieri pomeriggio l'istat ha immesso nella sua banca i dati regionali relativi all'occupazione aggiornati al secondo trimestre del 2019.

Ebbene, il tasso di occupazione della Puglia è salito a 47,8 punti. Mai così alto dal 2004: Un record mai toccato nell'arco di 15 anni, ancora più significativo se paragonato al dato del Mezzogiorno (8 regioni) fermo a 45,3 punti.

L'occupazione pugliese è cresciuta rispetto al trimestre precedente di 3,2 punti (il tasso a gennaio-marzo era infatti di 44,6). 

Gli occupati della Puglia nel II trimestre 2019 hanno raggiunto il numero di 1.275.000, cioè 87mila in più rispetto al trimestre precedente (a marzo erano 1.188.000) mentre nel 2018 erano 1.220.000.

Certo i dati andrebbero studiati meglio e tuttavia, anche se passiamo sull'altro fronte, quello della disoccupazione, continuano i numeri confortanti: il tasso di disoccupazione della Puglia è sceso a 14 punti (contro i 17,3 del Mezzogiorno), segnando una riduzione rispetto al trimestre precedente (quando era di 16,7) di 2,7 punti.

E tutto questo non è avvenuto per l'aumento degli inattivi perché il tasso di inattività della Puglia si è ridotto a sua volta di 2 punti rispetto al trimestre precedente.

Insomma dal mio primo discorso in Fiera ad oggi gli occupati in Puglia sono cresciuti di 131mila unità.

Siamo letteralmente scatenati nel lavoro che ci fa bruciare di passione e di orgoglio per i risultati ottenuti, pur consapevoli che ci vuole tempo perché tutti si rendano conto dell’impegno che c’è dietro.

Nonostante tante imperfezioni e contraddizioni, perché noi siamo umani e quindi imperfetti e fragili. Ma non per questo meno forti e onesti. Anche intellettualmente.

Leggendo “Il Sistema Periodico” di Primo Levi, di cui quest'anno ricorrono i cento anni dalla nascita e che la Puglia onorerà con un evento a novembre, c'è una frase profetica che riassume certo la mia storia e quella di tanti che da quindici anni a questa parte si sono impegnati per cambiare le cose in questa Regione, ma è anche soprattutto la storia antica e bellissima della Puglia, terra di imperfezioni virtuose.

"E scopri che il così tenero e delicato zinco, così arrendevole davanti agli acidi, che ne fanno un solo boccone, si comporta invece in modo assai diverso quando è molto puro: allora resiste ostinatamente all'attacco. Se ne potevano trarre due conseguenze filosofiche tra loro contrastanti: l'elogio della purezza, che protegge dal male come un usbergo; l’elogio dell’impurezza, che dà adito ai mutamenti, cioè alla vita. Scartai la prima, disgustosamente moralistica, e mi attardai a considerare la seconda, che mi era più congeniale. Perché la ruota giri, perché la vita viva, ci vogliono impurezze, e le impurezze delle impurezze: anche nel terreno, come è noto, se ha da essere fertile. Ci vuol il dissenso, il diverso, il grano di sale e di senape: il fascismo non li vuole, li vieta, e per questo tu non sei fascista; vuole tutti uguali e tu non sei uguale.”

Ecco signor Presidente, secondo me questa frase vale anche per lei.

Se noi pugliesi non fossimo stati uomini e donne liberi, nonostante i nostri limiti e contraddizioni, non ci saremmo guadagnati il rispetto che ci consente di dare all’Italia un contributo alto, sobrio e convincente come oggi sta avvenendo".

Cerimonia inaugurale 83^ Fiera del Levante: il discorso del sindaco Decaro


BARI - Discorso del sindaco Antonio Decaro alla cerimonia inaugurale della 83ma Fiera del Levante:

Signor Presidente del Consiglio, autorità civili, militari e religiose, rappresentanti dei Paesi esteri, imprenditori, cittadini, benvenuti alla ottantatreesima edizione della Fiera del Levante.

Alcuni dei presenti in questa sala l’anno scorso pensarono (forse con un certo sollievo) che quello sarebbe stato il mio ultimo discorso d’apertura della Fiera del Levante. E devo confessarvi che quel pensiero, per qualche istante, ha attraversato anche me.

Del resto sono cinque anni che desidero andare in fiera come ci andavo da ragazzo, mettermi i jeans, dare appuntamento agli amici alla Peroni, passeggiare per gli stand e mangiare le merendine dell’Aida.

E invece, sono costretto a deludervi. Anche quest’anno sono qui, su questo palco. Con la bocca un po’ impastata, le gambe che mi tremano e con la stessa emozione della prima volta.

Perché a inaugurare la Campionaria non ci si abitua mai.

A parlare davanti al Presidente del Consiglio non ci si abitua mai.

Soprattutto, non ci si abitua mai a indossare questa fascia tricolore.

E guai se non fosse così.

Guai a chi smette di emozionarsi mentre rappresenta la propria comunità.

Guai a chi scambia un incarico temporaneo da svolgere con disciplina e onore per una specie di diritto inalienabile.

Guai a chi coltiva l’abitudine del potere.

L’abitudine al potere è una pericolosa malattia.

E si manifesta con sintomi molto chiari: distacco dalla realtà, tracotanza, presunzione di infallibilità, delirio di onnipotenza, tendenza a circondarsi di adulatori.

Per questo mi piace sentire l’emozione di questa fascia. Perché è la prova che non ho smesso di riconoscere il valore delle istituzioni che rappresento. È la prova che ogni giorno cerco di servirle con umiltà.

E non è merito mio. Se lo faccio è grazie ai tanti cittadini che incontro per strada, che con i loro richiami e con i loro suggerimenti, a quella strada mi tengono ben piantato, impedendomi di dimenticare quello che rappresento per loro. Un servitore. Un operaio nella fabbrica della loro felicità.

La strada e il dialogo con i cittadini.

Due ottime medicine contro la malattia dell’abitudine al potere.

È grazie a queste medicine che oggi qui, posso rinnovare una promessa: nei prossimi cinque anni continuerò a fare il sindaco in questo modo, girando per le strade e dialogando con i cittadini.

Qualche giorno fa un cittadino mi ha detto: “Antò, perché vai ancora a fare i sopralluoghi? La campagna elettorale è finita e non puoi nemmeno ricandidarti“.

Gli ho spiegato che io non giro per le strade della città per pubblicare un video e fare il conto dei like o dei voti che mi frutta. Lo faccio perché è l’unico modo che conosco per fare il mio mestiere. Il sindaco.

Perché è l’unico modo che conosco per onorare questa fascia tricolore che porto sul petto. Qualcuno in questi tempi ha fatto passare l’idea che il potere serva a macinare consenso. E che quel consenso serva a sua volta per aumentare il proprio potere. Una spirale perversa che nega l’idea stessa della politica.

Che significa invece provare ogni giorno a rendere migliore la vita dei cittadini.

Con la consapevolezza che non sempre ce la farai. Qualche volta, più di qualche volta, la tua azione potrà incepparsi, potrà ritardare, potrà non riuscire come l’avevi pensata.

E allora ti sentirai impotente, amareggiato, sconfitto.

Guidare una comunità vuol dire anche questo: fare i conti con i propri limiti, evitare di cercare alibi ed assumersi pienamente le responsabilità.

Forse quello che sto dicendo è banale.

Ma io penso che in questo momento sia importante ripartire dalle basi. Perché oggi più che mai i principi fondamentali della democrazia vengono calpestati. Nel caso migliore per ignoranza. Nel caso peggiore, per disprezzo.

È accaduto spesso, in questa estate italiana confusa, aspra, tesissima, nella quale le regole della nostra convivenza civile sono state messe a rischio. Per questo, da rappresentante delle istituzioni ma ancora di più da semplice cittadino italiano, desidero ringraziare con tutto il cuore chi più di ogni altro ha aiutato il Paese a tenere dritta la barra del decoro istituzionale e del rispetto delle norme fissate nella nostra Costituzione: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Durante i giorni più concitati di questa crisi di Governo, la sua voce netta e le sue parole limpide hanno scolpito ancora una volta i principi fondamentali della nostra democrazia.

Io non so quanti like prenda il Presidente Mattarella, non credo neanche abbia una pagina facebook.

Sicuramente a lui, da qui, voglio indirizzare il mio umile “like”, a nome mio e di tutti quelli che credono ancora che vivere in uno stato democratico e civile significhi innanzitutto rispettare la Carta costituzionale e i suoi principi.

Sono queste le basi per far nascere e crescere una comunità solida e unita al proprio interno. Sono questi i valori che ci hanno insegnato e che ci rendono orgogliosi di essere italiani.

È questa la nostra identità. E se vogliamo difenderla, non serve proteggere i confini, alzare i muri o chiudere i porti. Il vero pericolo per le nostre comunità viene da noi stessi.

Quando un’impresa, una famiglia, un cittadino cominciano a vedere il vicino non come un possibile alleato, ma come un ostacolo alla realizzazione dei propri obiettivi, quando l’idea di collaborare, di incontrarsi, di percorrere insieme un pezzo di strada ci mette inquietudine, finisce che ognuno si chiude nei propri orticelli, curando esclusivamente i propri piccoli interessi ed elevando a confine le proprie mura domestiche.

Succede quando la paura prende il posto della speranza.

Succede quando l’egoismo prende il posto della fiducia.

Ed è qui che muore la nostra identità, è qui che muore l’idea stessa di comunità.

A quel punto, noi che facciamo politica abbiamo due strade davanti: la prima, la più semplice, è quella di soffiare su quegli egoismi e trasformare la diffidenza in odio. 

La seconda, certamente più faticosa, è quella di provare con tutte le nostre forze a scommettere sull’idea di bene comune. È la strada delle regole del vivere civile, quella per cui la cosa pubblica è di tutti, non di nessuno.

A Bari ci abbiamo provato. E abbiamo capito che a renderci più sicuri non sono i muri delle nostre case. Per questo abbiamo messo nuove luci nelle piazze e nelle strade, abbiamo aperto nuove spiagge, stiamo realizzando 14 playground e 10 nuovi parchi e animando la città con centinaia di eventi. Convinti come siamo che la vera sicurezza sia incontrarci nei luoghi pubblici, guardarci negli occhi, parlarci e condividere le nostre esperienze, far giocare insieme i nostri bambini.

Da questa semplice ma ambiziosa idea è nato il progetto di Reti Civiche Urbane che un anno fa annunciammo proprio qui in Fiera. In soli 12 mesi quel progetto ha generato 104 incontri, 300 ore di co-progettazione, 62 sedi associative frequentate, più di 300 realtà coinvolte. È nata una comunità di 2.000 persone attive - che ha avuto come obiettivo quello di coinvolgere i cittadini nel tradurre le proprie idee in progetti concreti da realizzare, per rendere più bello e più sicuro il proprio quartiere. 

L’identità di un Paese non è in pericolo quando un ragazzo in fuga da una guerra trova qui un’occasione per cambiare la sua vita.

Un Paese è in pericolo quando i proprietari di un’azienda agricola, non solo lasciano morire un operaio, italianissimo, sul luogo di lavoro, ma invece di informare i familiari, corrono a regolarizzare, dopo la morte, la posizione di quel pover’uomo, per evitare guai con la giustizia.

Il nostro Paese è in pericolo perché la famiglia di quel lavoratore è venuta a conoscenza della sua morte dal commercialista. 

Il nostro Paese è in pericolo perché quella famiglia, appresa la notizia, ha scelto di non denunciare e si è chiusa in un rassegnato silenzio.

Un Paese che dopo una morte che grida vendetta si abitua al silenzio.

Quello è davvero un Paese in pericolo.

È in pericolo perché sta accettando, come fosse naturale, che un essere umano possa uscire di casa e morire di fatica e di caldo in mezzo alla campagna. Come è successo a Paola Clemente qualche anno fa, sotto un tendone a pochi chilometri da qui.

Io non voglio abituarmi al silenzio assordante e disumano che circonda una morte sul lavoro. Non voglio abituarmi ad ascoltare al telegiornale la fredda enunciazione del numero dei morti in mezzo al mare, come se fossero le estrazioni del Lotto.

Non posso e non voglio abituarmi a un uomo che sferra un calcio in pieno addome a un bambino di tre anni… un bambino di tre anni… solo perché è nero.

Qualcuno mi dirà che sono buonista.

E invece no.

Io non sono tra quelli che propongono l’accoglienza senza regole. Non sono tra quelli che dicono che il problema non esiste.

Io sono un sindaco. E sono anche il rappresentante di tutti i sindaci d’Italia.

E so che se in un paese di mille abitanti, in una notte, senza preavviso, ne arrivano altri mille (come è successo davvero), e questi mille non hanno un posto in cui stare, non hanno mediatori culturali che li aiutano, non hanno davanti a sé un percorso di integrazione, bene, che siano bianchi, rossi, gialli o neri, queste persone diventano un problema.

Perché determinano, oggettivamente, uno squilibrio sociale che crea un grave disagio. E noi quel disagio dobbiamo prevenirlo, non ignorarlo.

Presidente Conte, mi rivolgo a lei: noi sindaci non abbiamo la presunzione di conoscere il futuro, non temiamo l’invasione che qualcuno annuncia, ma sappiamo che le nostre comunità hanno bisogno di risposte vere e concrete. 

Per questo avevamo proposto al Governo un metodo per la ripartizione dei migranti in base alla popolazione di tutti i Comuni italiani. Una proposta di buonsenso. 

Questo è il modello di lavoro dei sindaci. Spogliarsi di ideologia, di preconcetti, di slogan e andare in giro per le strade.

Cercare di capire perché la signora Anna, del quartiere Libertà di Bari, che ha passato una vita facendo volontariato, non vuole più uscire di casa e dice che ha paura, e che i neri non li sopporta più.

È colpa delle campagne mediatiche anti-immigrazione? Sicuramente. Ma solo in parte.

È colpa anche nostra, di tutti noi indistintamente.

Perché se in questi anni fossimo andati a parlare più spesso con la signora Anna, o ci andassimo oggi, scopriremmo che accogliere senza integrare vuol dire diventare complici dei clan mafiosi. Clan mafiosi che per quelle persone senza futuro rappresentano uffici di collocamento efficienti.

Se noi non la trasformiamo in integrazione, l’accoglienza si trasforma in accattonaggio, se ci va bene. In manovalanza a basso costo per la mafia, se ci va male.

È qui che nasce, il più delle volte, il nuovo “razzismo” italiano.

E anche di fronte a questo tema cruciale, noi politici abbiamo davanti due strade.

La prima, quella semplice, è scrivere un bel post indignato su quanto è xenofoba la signora Anna, lavarci la coscienza e continuare ad essere i mandanti occulti di quel razzismo.

La seconda, la strada più complicata, è fermarsi ad ascoltare la paura di Anna, capire dove e come vive. E poi studiare i dossier, imparare le buone pratiche, partecipare alle riunioni internazionali e provare a cambiarlo lì il futuro del nostro Paese, non nelle piazze delle campagne elettorali.

A proposito di muri e di futuro, tra meno di due mesi saranno trent’anni esatti dall’abbattimento del muro di Berlino.

Ricordo i volti degli uomini e delle donne che il 9 novembre del 1989 salirono su quel muro per distruggerlo con i loro martelli, con i loro picconi. Soprattutto con i loro sogni e con la loro voglia di libertà.

Chissà cosa pensano oggi, mentre il mondo, dall’Ungheria agli Stati Uniti, festeggia questo trentennale costruendo nuovi muri, più alti e più inquietanti di quelli di prima.

Non sono i muri a proteggere le identità.

Io non mi sento più italiano se sono protetto da un muro.

Io mi sento più italiano se il mio Paese è in grado di scommettere sul suo futuro.

A Bari, nel nostro piccolo, ci stiamo provando. Partendo da Rousseau. No, non la piattaforma, con tutto il rispetto. Parlo del filosofo.

Sì perché Jean Jacques Rousseau diceva: “Prendi la direzione opposta all’abitudine e quasi sempre farai bene”.

Ebbene l’abitudine, qui a Bari, era quella di piangerci addosso, di considerarci una provincia marginale con un destino segnato, nell’attesa perenne che qualcuno, da Roma in su, ci prendesse per mano e ci indicasse la via.

Da molti anni però Bari ha imparato a rialzare la testa, ha ritrovato orgoglio e identità e il suo destino lo sta scrivendo da sola.

Siamo nella top ten dei luoghi da visitare in Europa secondo Lonely Planet, abbiamo riaperto due teatri e ne stiamo riaprendo un terzo. Abbiamo costruito due metropolitane, rinnovato il parco dei mezzi pubblici, abbiamo realizzato il più imponente investimento sulla riqualificazione degli spazi pubblici, in continuità con l’amministrazione guidata da Michele Emiliano. 

E oggi, finalmente, Presidente Conte, abbiamo promosso con tutte le istituzioni, un’iniziativa pubblica, interamente pubblica, per uscire dall’emergenza dell’edilizia giudiziaria.

Oggi, finalmente, abbiamo una prospettiva per restituire dignità e decoro ad una funzione centrale e vitale per l’esercizio della legalità. Ma su questo, Presidente, abbiamo bisogno dell’impegno forte e convinto del suo Governo.

Insomma, da provincia marginale Bari sta diventando una città europea a tutti gli effetti.

Abbiamo ospitato decine di eventi internazionali, sportivi, religiosi e politici, sempre organizzati in modo impeccabile.

E per questo, Presidente Conte, approfitto della sua presenza qui per ricordarle la candidatura di Bari come sede dei lavori del G20 del 2021.

Non so se questa candidatura sarà premiata. So che, come diceva qualcuno, “comunque vada sarà un successo”. Perché sarà una palestra in cui tutti noi ci eserciteremo ancora una volta a investire sul nostro futuro.

Un’altra materia, il futuro, su cui stiamo provando a praticare l’insegnamento di Rousseau. Abbiamo infatti abbandonato l’abitudine di fare scrivere i piani strategici e i progetti di sviluppo futuro nelle stanze del potere. 

E siamo andati nella direzione opposta: abbiamo aperto le sale del museo archeologico della nostra città e abbiamo chiamato cento ragazzi, con un’età media di 20 anni a discutere della programmazione 2020-2030 dell’area metropolitana. (C’è anche un quattordicenne, si chiama Fernando).

Studenti, professionisti, giovani appassionati provenienti da tutta l’area metropolitana, si sono seduti intorno a un tavolo e si sono ripresi qualcosa che gli appartiene di diritto. Il futuro.

Perché è vero, l’esperienza è importante. Ma non se ne può più di anziani che parlano di giovani, di come devono comportarsi i giovani, di quanto siano importanti i giovani.

Adesso è arrivato il momento di passare il testimone, di rendere i giovani davvero protagonisti.

Basta parlare di giovani! Facciamo parlare i giovani.

E se mi permettete, basta anche con tutti questi uomini che parlano di donne. E lo fanno a sproposito.

Perché di una donna che ha lottato tutta la vita per i diritti suoi e dei suoi compagni, per l’emancipazione della sua terra, non m’importa il colore del vestito. Mi importa il colore delle idee, della passione, il colore della forza che ogni giorno impiega per ottenere quello che le spetta di diritto.

Buon lavoro ministra Bellanova, buon lavoro Teresa, e buona fortuna a te e a tutte le donne che lottano e che vanno avanti a testa alta.

E visto che parliamo di parole a sproposito sulle donne, vorrei ricordare che non c’è amore in un uomo che ammazza una donna. Quello si chiama odio.

Che non c’è passione in chi nasconde il cadavere di una donna e dopo le manda due messaggi per depistare le indagini. Quella si chiama premeditazione.

Vorrei ricordare che non c’è un gigante buono. Quello si chiama assassino.

A Bari, da quest’anno c’è una bella novità. Nel nuovo Consiglio comunale ci sono ben dodici donne. E quattro sono le assessore. Un primato senza precedenti. Anche a loro, così come a tutto il Consiglio comunale e alla Giunta, va il mio sincero augurio di buon lavoro.

Le donne in Consiglio comunale. I giovani intorno al tavolo del piano strategico. I cittadini che escono di casa e si incontrano nelle reti civiche. Questa è l’Italia in cui vogliamo vivere.

E non ci importa se sia blu elettrico, gialla o nera, cattolica, atea o musulmana, sposata, divorziata o convivente, eterosessuale o omosessuale.

Ci importa che sia un’Italia più giusta, più libera, più unita, che ha fiducia nel suo futuro, che non spreca risorse per alzare muri ma le impiega per costruire l’opera pubblica più importante che esista: la comunità.

Questa, dalla Fiera del Levante, da Bari, è la nostra risposta a chi una risposta, a dire il vero, non la meriterebbe nemmeno.

È la nostra risposta a chi sul suo giornale ha definito il nuovo governo “uno zoo pieno di terroni ostili al nord che li mantiene tutti”.

Quell’attempato signore può scrivere quello che vuole. Noi quaggiù non possiamo perdere tempo ad occuparci delle sue frustrazioni. Noi abbiamo un Paese da ricostruire, abbiamo un futuro da vivere.

E per quanto ci riguarda non esiste nord contro sud, non esistono ministri del nord e ministri del sud, esistono solo i ministri della Repubblica italiana.

Certo, fa piacere avere dei conterranei tra gli esponenti di questo Governo.

Ma il buon lavoro di un ministro, come di un giocatore, si sa, non si giudica da questi particolari.

Un ministro, come un giocatore, lo vedi dal coraggio. Il coraggio di abbandonare l’abitudine del potere e di prendere le strade più difficili. Il coraggio di decidere, non in base ai sondaggi ma in base al bene del Paese.

Un ministro non si giudica dalla città di residenza o dal suo luogo di nascita. Si giudica dalla sua capacità di lavorare per un Paese più giusto, più efficiente, più veloce, con più diritti.

Un Paese dove la signora Anna ha qualcuno che la ascolta e non ha più paura di uscire di casa; dove Teresa è libera di vestirsi come vuole; dove Elisa e tutte le Elise d’Italia sono libere di amare chi vogliono senza doversi difendere da assassini travestiti da giganti buoni.

Sui resti di quel muro, quel muro venuto giù trent’anni fa, un artista ha trascritto un proverbio africano: «Tante piccole persone che fanno tante piccole cose in tanti piccoli posti, possono cambiare il mondo».

È vero. Un mondo nuovo e più forte si costruisce con piccole azioni quotidiane, fatte in tanti piccoli posti. Capita però a volte che in piccoli posti, alcuni piccoli uomini siano capaci di fare cose grandissime.

Come quarant’anni fa, quando un uomo venuto da un piccolo posto a pochi chilometri da qui, ha reso orgogliosa un’intera nazione. L’ha fatto a Città del Messico correndo i duecento metri nel tempo prodigioso di 19 secondi e 72 centesimi.

Pietro Mennea quel 12 settembre del 1979 ha preso i nostri cuori e li ha portati sul tetto del mondo.

“La fatica non è mai sprecata. Soffri, ma sogni”, diceva Mennea, la “Freccia del Sud”. E non parlava soltanto di sport.

Sì perché è faticoso scegliere la strada più complessa. È faticoso rispettare le regole. È faticoso assumersi le proprie responsabilità. È faticoso abbattere i muri. È faticoso avere fiducia in qualcuno diverso da te. È faticoso provare a migliorare insieme questo Paese.

Ma noi, presidente Conte, noi che siamo nati e viviamo in questo pezzo di Sud, alla fatica siamo abituati.

E a questa nuova fatica siamo pronti.

Sarà una fatica bella ed entusiasmante perché ci farà soffrire ma, come diceva Pietro Mennea, ci farà sognare.

E solo chi è capace di sognare può cambiare il mondo.

Buon lavoro a Lei Presidente Conte e buona Fiera del Levante a tutti noi.

Bari, presentata l’83ma Campionaria Generale Internazionale

BARI - E’ stata presentata questa mattina in una conferenza stampa l’83esima edizione della Campionaria Generale Internazionale, intitolata “Dove pulsano le idee”, organizzata da Nuova Fiera del Levante e che si svolgerà a Bari dal 14 al 22 settembre.

Sarà all’insegna della sostenibilità ambientale, economica e sociale e si occuperà di tematiche di grande attualità che impongono una gestione più responsabile del nostro Pianeta. Darà voce quindi a personalità internazionali che attraverso le loro azioni potranno aiutarci ad affrontare le sfide di oggi e di domani.

A tale proposito all’incontro con la stampa è stata invitata la delegazione di Bari di Fridays for Future, il movimento studentesco nato un anno fa per sensibilizzare l’opinione pubblica  su questi temi scottanti.

Con l’hashtag #nonabbiamounPianetaB il tema dell’edizione 2019 sarà quindi incentrato su alcuni degli SDGs (Sustainable Development Goals) tra i quali : cambiamento climatico e transizione energetica, innovazione tecnologica e futuro del lavoro, lotta alla povertà e alle disuguaglianze, salute e sicurezza alimentare, educazione e formazione continua, cooperazione internazionale, infrastrutture e mobilità sostenibile, dialogo interreligioso, protezione dell’ambiente e sviluppo economico, parità di genere e promozione delle materie STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica).

Un’edizione ricca di novità dove non mancheranno però anche eventi e spettacoli del primo Fuori Salone organizzato in collaborazione con l’Assessorato al Welfare del Comune di Bari e la Rete Bari Social Book, che sarà inaugurato domani, venerdì 13 settembre con l'installazione collettiva "Terra al cubo - noixnoixnoi" allestita nella Camera di Commercio di Bari e che si potrà visitare fino al 22 settembre.

Alla conferenza stampa sono intervenuti Michele Emiliano, Presidente Regione Puglia, Antonio Decaro, Sindaco di Bari e Alessandro Ambrosi, Presidente Nuova Fiera del Levante.

Ad introdurre l’incontro è stato il presidente Ambrosi : «La Campionaria non è solo una Fiera ma è molto di più. E’ un’aggregazione di comunità dove si incontrano pubblico e privato, giovani, anziani, Università, Politecnico, scuole. E’ un polo di aggregazione del Sud. La comunità globale in questi ultimi anni ha compiuto però molti errori che adesso sono diventate colpe. Il tema del futuro del pianeta, quest’anno al centro della Campionaria non è più rinviabile. Gli scioperi del clima degli studenti stanno richiamando i decisori internazionali alle proprie responsabilità e a livello mediatico c’è molta attenzione sul messaggio potente che sta scuotendo le coscienze. Per questo Nuova Fiera del Levante ha deciso di rispondere pubblicamente a questa chiamata globale di corresponsabilità ed ha costruito intorno al suo evento più rappresentativo una serie di opportunità utili a rafforzare questo messaggio e dare il suo contribuito alla realizzazione del cambiamento. I ragazzi di Fridays for Future saranno con noi e ci guideranno”.

“Qualche anno fa abbiamo temuto di dover rinunciare ad una delle istituzioni del nostro territorio, invece grazie all’impegno e alla sinergia tra Camera di Commercio, Fiera di Bologna e alle istituzioni pugliesi ed emiliane siamo riusciti a salvare la Fiera del Levante partendo dalle nostre tradizioni. Storicamente l'inaugurazione della Fiera coincideva con la ripresa delle attività amministrative e di governo. Quest'anno abbiamo un governo al suo esordio che, con la presenza delle sue massime cariche, darà lustro alla nostra città. Ci aspettiamo che il presidente Conte proprio qui in fiera, parli delle proposte contenute nella nuova legge di Bilancio che sarà approvata il prossimo mese. La Fiera è un appuntamento fortemente radicato nella storia della nostra città e della nostra regione, che però oggi è capace di coniugare una visione di futuro, come dimostra la presenza di un grande spazio dedicato agli startupper e alle giovani imprese, un fenomeno che in qualche modo è stato anticipato, proprio in questi luoghi, qualche anno fa, con la nascita di the Hub e la pratica del coworking, indicando a tutti noi una strada, quella della condivisione delle competenze e delle esperienze capace di creare valore. Ed è proprio grazie a questo sguardo rivolto al futuro, che uno dei temi principali di questa edizione della campionaria riguarda la tutela dell'ambiente e, quindi, il futuro del pianeta. La mia amministrazione è impegnata da tempo su questo fronte sia per quanto riguarda la mobilità sostenibile, ad esempio con gli incentivi per chi si reca al lavoro in bici, sia per l'efficientamento energetico degli immobili di proprietà comunale, e ancora per il rafforzamento della raccolta differenziata. Il Comune di Bari sarà presente in Fiera con il proprio padiglione dedicato quest'anno alla mobilità sostenibile e alla sicurezza stradale”, ha aggiunto poi il sindaco Decaro.

«Lottare per la tutela del Pianeta è pericoloso, ti isola, sei sempre bersagliato. Io l’ho provato tante volte quando ho ripristinato la bellezza a Bari e ho combattuto contro le trivelle, la decarbonizzazione dell’Ilva e il gasdotto nel Salento. Non dimentiachiamo che La Puglia è la regione che ha redatto il parere sul clima nel Comitato delle Regioni. Oggi usciamo dall’anno zero ed è il primo vero anno di attività della Nuova Fiera del Levante. La Campionaria si occupa di tutto ed è la più grande agorà pubblica. E siccome qui si parla di futuro, annuncio anche che la Regione Puglia sta per scrivere il suo Piano Strategico, cioè tutto quello che faremo nei prossimi trent’anni.  Sono inoltre contento della conferma della presenza del Presidente del Consiglio Conte, che inaugurerà sabato 14 l’83esima Campionaria, e alla luce del nuovo Governo costruirà la sua visione del futuro del Paese a cui la Puglia vuole partecipare», ha concluso il presidente Emiliano.

Durante l’incontro ha preso la parola uno dei giovani del gruppo  di Fridays for Future Bari che ha rivolto un appello alle istituzioni presenti. Il sindaco Decaro ha preso l’impegno di portare all’attenzione del Comune di Bari e della Città Metropolitana la richiesta di emergenza climatica che hanno avanzato, mentre il Presidente Emiliano li ha invitati ad essere parte integrante del processo partecipativo su cui la Regione Puglia lavorerà nei nove giorni di Fiera.

Speciale 83ma Campionaria

Gdp Tv

150° Unità d'Italia AGRICOLTURA AGROALIMENTARE AMBIENTE Animali Annunci Approfondimento Arredamento Arte Attualità Auto e motori Avviso Pubblico Aziende Bari Bari 2014 Bari 2019 Bat Bifest 2011 Bifest 2014 Bifest 2015 Bifest 2016 Bifest 2017 Bifest 2018 Bifest 2019 Brasile2014 Brindisi Calcio Casinò Chiesa cinema Columbus Day COMMENTO Comunicati Stampa Concerti Concorsi Corsi CROCIERE CRONACA CRONACA LOCALE CULTURA DOVE SEI? Cultura e Spettacoli Design Diari da Kinshasa Dimmi come scrivi Discoteche Donna del Giorno Economia Elezioni 2011 Enogastronomia Esoterismo Estate Esteri Eventi Expo 2015 F1 Festival del cinema di Roma 2010 Festival del cinema di Roma 2011 Festival del cinema di Roma 2012 Festival del cinema di Roma 2013 Festival del cinema di Roma 2014 Festival del cinema di Roma 2015 Festival del cinema di Roma 2016 Festival di Venezia '13 Festival di Venezia '14 Festival di Venezia '15 Festival di Venezia '16 Fiera del Levante Filastrocca film Flash Foggia Food Experience Foto Frodi Fumetti Gallery Gastronomia Gdp Junior Ghost Hunters Puglia Giochi Giubileo Gossip Grafico Hot IL MIO AVVOCATO Il Principe Azzurro Immobiliare Inchiesta Intervista Intrattenimento Islam isola dei famosi 5 L'Angolo della Poesia LA CURIOSITA' LA RECENSIONE Latitudeslife LAVORO Lecce Lettera al direttore Libri Link LIVE Lotterie Matera METEO milano Miss Italia MODA Mostre Motociclismo musica Necrologi NOTIZIE DAL MONDO novità musicali Oroscopo Paranormale Perle di storia pugliese photogallery PLAY: MUSICAEDINTORNI Politica Politica locale Potenza PRIMO PIANO Protezione civile Psicologia Pubblica Amministrazione Puglia Punto e a Capo Regionali 2015 Reportage ricerca Ricette Rio 2016 Roma Russia 2018 Salute e benessere Sanità Sanremo 2015 Sanremo 2016 Sanremo 2017 Sanremo 2018 Sanremo 2019 Scheda Scienza e tecnologie Scuola Sentenze europee Sessualità Silent Key Spazio Spazio Emergenti Speciale Speciale 21 dicembre Speciale amministrative 2012 Speciale Amministrative 2014 Speciale Euro 2012 Speciale Fiera Speciale Politiche '13 Spetteguless Sport Storia Taranto Teatro Tennis Territorio TICKER Top Tra scienza e fede Trasporti Turismo Tv UE Università e formazione Us version Vacanze Viabilità Viaggi Video Videogiochi Vignetta Vino diVino Voli Web Zootecnia