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Baresi che hanno fatto la storia di Bari: Michele Garruba

VITTORIO POLITO - Michele Garruba (1785-1854), calabrese, arcidiacono della Cattedrale, scrittore e storico considerevole, visse oltre trent’anni a Bari, scrivendo la storia ecclesiastica, testo pubblicato nel 1844 dal titolo “Serie critica de’ Sacri Pastori Baresi” (Cannone), contenente una miniera inesauribile di notizie, soprattutto della storia degli arcivescovi baresi.

Michele Garruba è noto principalmente per aver scritto la storia di Bari e del suo territorio e i baresi non si sono dimenticati di intestare nel quartiere Libertà una strada a suo nome. Fu definito il più provetto degli storici della nostra città, ma anche di quella profana, letteraria e artistica. Nel volume egli parla anche dei Prelati illustri, degli scrittori, dei musicisti, degli artisti, compresi quelli dei paesi limitrofi.

Egli si inserisce nella storiografia barese da grande alla stregua di Lombardo, Beatillo, Petroni, La Sorsa e Nitti.
Altra opera degna di nota di Garruba è rappresentata da ”Eoniade – Della transazione della miracolosa immagine di Maria S.S. di Costantinopoli nella città di Bari celebrata in quella Cattedrale nel primo martedì di marzo dell’anno 1833” (Napoli, Tipografia dentro la Pietà dei Turchini, 1834, ristampata in Bari da Cannone nel 1846).

Com’è noto il quadro della Madonna di Costantinopoli o Odegitria, si vuole dipinto da San Luca e Garruba scrisse il testo per immortalare la memoria dell’avvenimento. Nell’appendice aggiunge una breve dissertazione per dimostrare che l’evangelista San Luca sia stato pittore, e la cronaca della festa celebrata a Bari nell’anno 1772, quando la sacra immagine fu coronata.

La cosa più importante è che gli scritti di Garruba, come riporta Pasquale Sorrenti (1927-2003), nel suo libro “I Baresi” (Tipolitografia Mare), riguardano Bari, per cui non possiamo che essere fieri di questo grande personaggio che ha onorato la Terra barese e la sua storia.