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Baresi che hanno fatto la storia di Bari: Mario Piergiovanni



VITTORIO POLITO – Mario Piergiovanni (1927-2009), autodidatta, pittore, scultore ed anche poeta dialettale, con una notevole formazione culturale e professionale, una attiva partecipazione in campo artistico internazionale ed un continuo impegno verso la ricerca in arte sperimentale.

Artista eclettico e poliedrico, innamorato di Bari e del suo mare, che ammirava dalla colorata terrazza di Via Venezia, ove aveva il suo studio da artista e lo sguardo verso il mare Adriatico che lo ispirava per le sue opere. Dedicargli una strada nella sua città, potrebbe essere un tributo a un artista che ha interpretato generosamente la baresità nelle più svariate forme artistiche ed anche poetiche.


Vincitore di vari concorsi nazionali ed internazionali per la realizzazione di opere pubbliche, annovera sue opere artistiche presso l’Università degli Studi di Bari, il Ministero degli Esteri a Roma, la White House di Washington, la “Giovanni da Verrazzano” High School di Saratoga (U.S.A.), ed anche presso istituzioni private a Tokio, Tel Aviv, Copenaghen, Zurigo, New York, ecc.

Ha ritratto eminenti personalità delle scienze, della cultura e della politica ed è stato titolare della Cattedra di “Figura ed ornato modellati” presso il Liceo Artistico Statale di Bari.

Piergiovanni ha tenuto mostre nelle principali città italiane ed europee. Promotore di numerose iniziative volte a diffondere l’arte e la cultura, è autore di vari libri e testi teatrali, preziosi documenti delle tradizioni baresi.

L’Associazione Culturale “Terrae” ha riproposto nel 2010, una nuova edizione di “Bari, Sole e Cerase”, l’opera del Maestro Piergiovanni, impreziosita da un CD interpretata da Riccardo Cucciolla. Si tratta di un audiolibro che propone l’omonimo lavoro pubblicato circa quarant’anni fa con l’interpretazione, appunto, di Cucciolla e quella di Rocco Capri Chiumarulo.

A Piergiovanni si deve anche la riproduzione della «statua del pescatore» a Torre a Mare, il bassorilievo dedicato al compianto sindaco Enrico Dalfino a Palazzo di Città, la penna nelle mani del maestro Niccolò Piccinni in Corso Vittorio Emanuele e il busto in bronzo realizzato per commemorare l’illustre chirurgo Alberto De Blasi (1904-1971) dell’Università di Bari.

Un cenno a parte meritano, infine, le donne baresi che hanno avuto un rapporto con il mare attraverso i loro uomini, i pescatori, al punto che Mario Piergiovanni realizzò, qualche lustro fa, nei pressi del Fortino una eloquente scultura, sulla quale scrisse l’epigrafe che segue.

 

ALLA DONNA D’ACQUA

SIMBOLO DELLA DONNA UNIVERSALE

CHE DONA LUCE ALL’UOMO

ALLA SPOSA

CUSTODE DEL FOCOLARE

E DELLE ANTICHE MEMORIE

ALLA “MATER” AMOROSA

CHE LO CONFORTA NEI MOMENTI PIÙ CUPI DELLA VITA

CHE LO SOSTIENE NELLE SUE DIUTURNE FATICHE

E LO INCITA ALLE GRANDI IMPRESE

ALLA “MATER” DOLOROSA

CHE IN SILENZIO SOFFRE LE PENE DELLA SOLITUDINE

DEL TERRORE PER I MARI DEL MONDO

DELL’ANSIA PER I SUOI FIGLI LONTANI

EMIGRATI IN TERRE LONTANE

E CHE NEI BUI ANNI DELLE LOTTE

IL SUO CUORE SPARTÌ

CON I SUOI UOMINI NELLE TRINCEE.


Una poesia dialettale barese di Mario Piergiovanni, scritta e riscritta in epoche diverse, sta a dimostrare che si può cambiare il modo di scrivere il dialetto barese anche senza grammatiche e, soprattutto, senza imposizioni e/o consigli di coloro che sempre più insistentemente si credono unici “addetti ai lavori”, i cosiddetti “unti dal Signore”, in grado di prescrivere regole e regolette ad ogni spron battuto e senza alcun valore normativo. Insomma si sentono, pur ignorati dalla maggior parte di coloro che scrivono in dialetto barese, esclusivisti della grammatica del dialetto di casa nostra.

Una evidente ed ulteriore prova viene dall’illustre artista barese che qualche decennio fa così giustificava il suo modo di scrivere: «Non esistendo un metodo codificato per la scrittura di un testo in lingua dialettale cui attenermi ed uniformarmi, e discostandomi da quelli adottati da altri autori, ho ritenuto valido il rappresentare le parole in relazione alla loro effettiva pronuncia dialettale con le sillabe mute e le vocali lunghe, caratteristiche tipiche della lingua barese. Pertanto le sillabe mute sono state scritte con una consonante seguita da un punto, che va quindi letta senza abbinamento con alcuna vocale, e le vocali lunghe con un'accoppiata della stessa vocale, di cui la prima accentata tonicamente». Ma questa è un’altra storia.

Recentemente è stato creato su Facebook un gruppo che ha la finalità di sollecitare ed attuare tutte le possibili iniziative per ripulire la facciata della casa-atelier di Mario Piergiovanni, un’immobile situato in uno dei punti più belli della città, Via Venezia.

È auspicabile che l’Amministrazione Comunale di Bari si attivi per porre anche una targa-ricordo sulla stessa facciata per onorare una persona che ha dato lustro a Bari ed ai baresi.