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Baresi che hanno fatto la storia di Bari: Michele Campione


VITTORIO POLITO - Michele Campione (1929-2003), giornalista, scrittore, meridionalista, poeta, critico d’arte, è stato un decano del giornalismo pugliese, testimone di anni cruciali per la Puglia e della rinascita del giornalismo all’indomani del fascismo.

Ha fatto parte di un gruppo di giornalisti pugliesi che nel 1956 si trasferì a Cosenza per dar vita al quotidiano “La Calabria”. Una esperienza di breve durata ma fortemente significativa per la regione. Fu il primo tentativo di dar vita ad un quotidiano locale che desse voce alla Calabria, ai suoi bisogni ed alle sue aspettative. È stato corrispondente dei quotidiani “Avvenire” e “Il Messaggero”.

Nel 1958 fu assunto alla Rai Radiotelevisione Italiana, nella sede di Bari in qualità di praticante e presso la stessa sede ha svolto tutta la sua carriera professionale diventando Capo Servizio nel 1968, Capo Redattore nel 1978 ed infine, nell’agosto del 1988 Direttore della Sede Regionale Rai della Puglia, anche con l’incarico di Vice Direttore di Testata Giornalistica Nazionale.

Nella sua lunga carriera giornalistica, aveva ricevuto il riconoscimento per i 40 anni di carriera, ha anche tenuto lezioni sui problemi del giornalismo radiotelevisivo regionale all’Istituto di Giornalismo della Facoltà di Urbino e all’Istituto di Diritto del Lavoro dell’Università di Bari, diretto dal prof. Veneto. Ha partecipato ad un corso di politiche regionali sull’informazione presso l’Università degli studi politici “Konrad Adenauer” di Berlino.

Ha presieduto il Comitato di Coordinamento tra i Direttori di Sede Rai. Promotore per tre anni di una serie di trasmissioni radiofoniche regionali sui problemi del Mezzogiorno con la partecipazione delle Sedi Rai del Sud ed il Centro di Produzione di Napoli. Componente del Comitato Italia ’90 per i Mondiali di Calcio e responsabile delle trasmissioni televisive accentrate sulla sede RAI TV di Bari.

È stato relatore a numerosi convegni nazionali sui problemi della televisione regionale. In qualità di Direttore di Radio Bari partecipò ad incontri e udienze presso il Comitato Regionale Radiotelevisivo, ai lavori del Premio Italia di Cagliari e come Capo Redattore, responsabile dell’informazione radiotelevisiva regionale, alla sessione di Lecce.

Ha tenuto seminari sui problemi e sulla storia del giornalismo pugliese presso l’Università degli studi di Bari, Facoltà di Scienze della Comunicazione, ed è stato tra i promotori della Scuola di Giornalismo in Puglia, in collaborazione tra Ordine dei Giornalisti e Università di Bari.

Autore di inchieste televisive sui problemi del Mezzogiorno e sulla cultura meridionale, è stato anche apprezzato critico d’arte, attento osservatore del panorama pittorico pugliese, tra coloro che hanno costruito una tradizione di critica pittorica che a Bari non esisteva.

Editorialista del Corriere del Giorno, quotidiano di Taranto e responsabile della sede decentrata di Bari dello stesso quotidiano dal 1994 al 2002. Per un decennio è stato presidente della Sezione pugliese dell’UCSI, Unione Cattolica Stampa Italiana. Dal 1995 al 2003, per tre volte consecutive, eletto Consigliere dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Ha pubblicato: “I pugliesi non esistono” (1960, Edizioni Corriere del Giorno); “Ehi Joe. Gli alleati a Bari tra cronaca e romanzo” (1987, Levante), vincitore del Premio Nazionale “Marina di Palese”; “Oltre la notizia” (1988, Ecumenica editrice), una raccolta di note pubblicate sul quotidiano “Il Corriere del Giorno” e di quelle trasmesse dal TG3 e da GR Puglia tra il 1980 e il 1988.

Con l’editore Schena ha pubblicato la raccolta di poesie “Le ragioni della storia” (1983) e i romanzi “Vita e morte di Hunk il capodoglio” (1991), vincitore del Premio Nazionale di Letteratura per Ragazzi di Cento (Ferrara) e del Premio Nazionale di Letteratura per l’Infanzia di Bitritto; “Il guardiano della sinagoga” (1999), vincitore del Premio Nazionale “Valle dei Trulli” anno 2000. Nel 2003 è stato pubblicato postumo il romanzo “Storia di mare e di morte” e nel 2004, nella collana Polimnia, è stata pubblicata l’”Ode per un brigante”, con saggio critico di Pietro Magno.

In collaborazione con Vito Signorile, ha scritto per il teatro “C’era una volta un contadino del Sud, rappresentato oltre che al Teatro Abeliano di Bari, anche a Torino, Firenze e Perugia. Suo il testo critico che ha accompagnato le opere di Vincenzo de Filippis nella pubblicazione “Via Crucis”, del marzo 2003, Edizioni Stampa Sud di Mottola, con commenti di Mons. Benigno Papa, p. Michelangelo Maglie, direttore Centro S. Francesco De Geronimo, prof. Giuseppe Ettorre.

Ha ottenuto numerosi riconoscimenti per la sua lunga attività di giornalista e di scrittore. Il Commissario straordinario per le zone terremotate della Campania e della Basilicata gli ha conferito il Diploma di benemerenza con Medaglia per l’opera prestata in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 23 novembre 1980. Nel 1988 ha ricevuto il Premio “San Nicola” per aver inteso il mezzo di comunicazione televisivo come fattore di crescita culturale e civile, connesso alle istanze emergenti all’interno della società moderna.

Nel maggio 1991, su proposta del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, il Presidente della Repubblica Italiana gli ha concesso la Stella al merito del Lavoro.

Nel 1992 gli è stato conferito il Premio “Dolmen” – Provincia di Bari per la straordinaria tensione morale, culturale e civile con cui, come giornalista, critico d’arte, autore teatrale e poi Direttore della sede regionale Rai, ha scandito un impegno quotidiano di informazione e formazione attuato attraverso i mass media, sempre generosamente perseguendo un singolare progetto di riscoperta delle radici storiche e culturali della realtà pugliese, agevolandone così la riconoscibilità e la diffusione nel mondo.

Vito Maurogiovanni (1924-2009), così lo ricorda nel suo libro «Come eravamo” (Levante): “Negli anni Novanta, per i Campionati mondiali, ripristinasti la vecchia “Caravella”, settimanale radiofonico di attualità, e fumando il sigaro elargivi consigli, ordini, e c’invitavi a scrivere scenette e poesie; lo sguardo di tua moglie e dei tuoi figli quasi perpetuati sul tuo viso sorridente».

La famiglia ha fatto pubblicare postumi i volumi “Più forti della non speranza – Poesie 1948-2003”, i cui proventi sono stati devoluti a favore della LILT (Lega Italiana Lotta ai Tumori), e il volume “Michele Campione la voce dei colori”, con introduzione di Raffaele Nigro entrambi di Gelsorosso editore.

Per ricordare la sua figura di giornalista, la Città di Bari gli ha dedicato un giardino in via Nicola Angelini angolo via Edmondo Caccuri, mentre l’Ordine dei Giornalisti della Puglia, ha istituito il “Premio Michele Campione”.

Eccellente poeta, ha pubblicato anche testi di poesia e la famiglia Campione, alla quale sono sempre grato, mise a disposizione per il mio volume “Baresità e… maresità” (Levante), alcune poesie inedite del grande Michele, dalle quali ne riporto una dedicata alla sua (e nostra) Bari. Insomma un giornalista con i fiocchi!

BARI DISPERATO AMORE

Conciliante il tono
dei discorsi, parole, parole,
sorrisi, il buon giorno ai potenti,
città mia aperta sul mare
a levante.
Oceani senza geografia, tazze
di porcellana cinese nelle credenze
infiorate per quelli di sopra San Pietro.
Nel vico al nome di Roberto il Guiscardo
il grido del maestrale: alici, alici!
Isola di pietra,
arabeschi sinuosi gioca la luce
e indora il muschio antico
del leone in piazza Mercantile,
la città vecchia.
Filari di case la nuova, nutrita di cemento e d’acciaio
e riga e squadra per congiungere strade
e quartieri.
Palme di Bisanzio.
Effimeri arcobaleni, i negozi.
Dare, avere
avere. Chi non commercia muore
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Al mio cuore saraceno
confido per te il segreto amore
Bari, odalisca pigra
salde sui fianchi le donne.
Anima duttile ti diede il Catapano
ed il sì facile,

lusinga dei sogni alla controra
Bari disperato amore.