Quirinale: Sgarbi anticipa la rinuncia di Berlusconi per il Colle


NICOLA ZUCCARO -
"Silvio Berlusconi ieri sera era triste. Credo che ci devono essere delle inquietudini di natura psicologica nel candidato del centrodestra alla presidenza della Repubblica. Ritengo che la sua sosta a Milano, dipenda dal fatto che stia pensando ad una via d'uscita onorevole, con un nome che sia gradito a lui". Quanto rivelato da Vittorio Sgarbi a "Un giorno da Pecora", in onda su Radio Rai 1, all'indomani della richiesta inoltrata da Salvini a Berlusconi sullo scioglimento della propria riserva per la candidatura al Quirinale, anticipa l'uscita dello stesso dalla corsa al Colle. 

Un ritiro che, per quanto ufficioso, oltre a dichiarare il fallimento dell'operazione "Scoiattolo" (nella quale Sgarbi, assieme a Gianni Letta, è stato impegnato in prima linea nella ricerca dei 505 voti necessari per l'elezione di Berlusconi a Capo dello Stato), riapre i giochi per la successione a Sergio Mattarella e con una sua possibile permanenza sul Colle più alto di Roma. 

E' una delle ipotesi che potrebbe prendere ancor più forma nell'incontro previsto per mercoledì 19 gennaio fra Enrico Letta e Giuseppe Conte e alla quale, però, non sono da escludere altre opzioni. Fra esse, oltre alla "prima scelta" rappresentata da Mario Draghi, restano in piedi i nomi di Giuliano Amato, di Pierferdinando Casini e di Marta Cartabia.

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