Il mare tra curiosità e proverbi

(credits: Gianfranco Bellizzi)

VITTORIO POLITO -
Il mare è la massa d’acqua salata, sempre in movimento, che circonda i continenti e le isole e occupa la gran parte della superficie terrestre. Si indicano come oceani gli spazi d’acqua più vasti, mentre per mari si intendono distese d’acqua minori, Le differenze tra i due spazi sono morfologiche, batimetriche, di marea, ecc. Il punto in cui il mare bagna la terra si chiama costa: può essere bassa e sabbiosa oppure alta e rocciosa. La differenza tra oceano e mare dipende dalla superficie, dalla profondità e dalla vita marina.

Va ricordato che anche per il mare vi sono delle regole da rispettare, innanzitutto buon senso e accortezza a non danneggiarlo con rifiuti, scarichi industriali, liquami, urbanizzazione selvaggia, strutture turistiche invasive, materie plastiche, pesca di frodo, ecc., considerando che il mare non è una discarica e, soprattutto, non è una risorsa da saccheggiare, ma da proteggere e conservare per le generazioni future.

Il mare è uno dei luoghi tra i più rischiosi, dotato di una forza incontenibile, davanti alla quale l’uomo non può fare altro che affidarsi alla fortuna e alla misericordia di Dio. Numerosi sono i riferimenti ai pescatori e ai marinai, ai quali si raccomanda di non sottovalutare, mai, i pericoli rivenienti dal mare e di affrontarli solo dopo aver acquisito abilità ed esperienza.


L’11 aprile in Italia si celebra la Giornata Nazionale del Mare, mentre l’8 giugno è la Giornata Mondiale degli Oceani, istituita dalle Nazioni Unite per ricordare e tutelare le distese d’acqua che rendono la Terra un “Pianeta Blu”. La Giornata Nazionale del Mare è un’occasione importante per sensibilizzare soprattutto i più giovani sull’importanza del rispetto e della conoscenza del mare, risorsa di grande valore per il mondo e per l’Italia in particolare. Il mare è anche una fonte inesauribile per l’alimentazione e dà lavoro a moltissime persone imbarcate per la pesca o sulle navi da crociera. Senza dimenticare la Marina Militare che con la sua flotta, assicura e garantisce la sicurezza, l’indipendenza politica e la vita economica di un Paese.

Parlando di mare non si può non ricordare Carlo Scorcia con i suoi importanti ed interessanti volumi: «Saggio di nomenclatura popolare barese» (Resta, 1967) e «Pesca nel “Mare di San Nicola”» (Levante, 1974). Una sorta di vocabolari scritti in dialetto barese, con traduzione e chiarimenti in italiano e, ove possibile, con i corrispondenti nomi originali in latino e greco dovuti al grande naturalista Linneo, insieme a curiosità e leggende. Ma queste sono altre storie.


Diamo uno sguardo ai proverbi.

Ogni acqua va al mare. Le cose umane hanno un solo destino. Il detto si usa quando si vede che una cosa segue una sola direzione: il danaro va al ricco, i mali allo sventurato.

Ogni fontana trova il mare. Ogni cosa per quanto piccola riesce a raggiungere la sua grandezza: ogni uomo per quanto incolto, riesce a trovare la via per giungere a Dio o ad altri valori.

Il mare torna dove fu il mare. La forza incoercibile della natura accetta solo temporaneamente le modifiche apportate dall’uomo. Il proverbio nasce dal fatto che i contadini in molte zone arando e scavando trovano continuamente grandi conchiglie di antiche ere geologiche: da qui l’idea che l’acqua torni ciclicamente a riprendersi un suo dominio.

Quando frutta il mare frutta la terra. Quando la campagna è in piena produzione anche il mare è particolarmente ricco di pesce. D’inverno il mare ne è povero.

Il mare inghiotte savi e pazzi. Non vale essere capace ed esperto per sfuggire ai pericoli del mare, che ha la sua legge inesorabile a cui solo con la fortuna si può riuscire a sfuggire.


Curiosità


Vito Masellis, nella sua “Storia di Bari” (Italstampa 1965), ricorda che tra la fine del secolo scorso e l’inizio del nostro, chi si fosse aggirato nei pressi della Basilica di San Nicola, avrebbe letto in una viuzza attigua al “Cortile di Levante” l’indicazione “Strada del Mare di Chiafaro”, dal significato misterioso per chi non si intendeva di cose medievali. In sostanza indicava una insenatura marina che attraversava in parte la città, nelle immediate vicinanze della stessa Basilica, nella zona che oggi insiste l’edificio scolastico “Trieste” e il “Museo Storico”. “Chiafaro era il nome popolare attribuito a “Jaffara”, che un documento del settecento attribuiva al predetto tratto di mare.

Dal citato testo di Scorcia leggo una curiosità. Il pesce San Pietro (Pèsce Sambìtte), ovverosia Zeus Faber, il cui nome deriva dalla leggenda relativa a San Pietro, il quale, un giorno, costretto a pagare un balzello, prese dal mare un pesce, in bocca al quale trovò la moneta necessaria. Il fatto miracoloso avvenne, molto probabilmente, in alto mare, dimostrando che l’Apostolo doveva essere molto energico nella cattura. Il pesce San Pietro, proprio del Mediterraneo, porta da ciascun lato due macchie nere rotonde che, secondo la leggenda, rappresentano le impronte delle dita.

Infine ricordo “Il lessico nei traffici via mare”, elaborato da Enrico Gurioli, editorialista e studioso di marineria ed autore di numerose pubblicazioni in materia e dal Tenente Gerardo Severino, Direttore del Museo Storico della Guardia di Finanza, strutturato in tre parti. La prima: è dedicata al linguaggio usato dai “finanzieri di mare” e dai contrabbandieri durante le quotidiane e spesso difficili e pericolose azioni di contrasto alle illecite attività di importazioni di merci. 

Un linguaggio che è entrato nel lessico dell’arte marinaresca, nella terminologia militare, nel linguaggio mediatico e nel “parlato” quotidiano. Lo studio è stato realizzato attraverso ricerche documentali e “interviste” condotte personalmente dallo studioso nelle aree portuali del Paese e nei Reparti del Corpo storicamente più interessati dal fenomeno del contrabbando.

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