Vertenza Baritech, commissione Puglia: "Intervenga ministero"


BARI - Per la vertenza Baritech, che vede a rischio 118 posti di lavoro nella zona industriale di Bari, la commissione lavoro della giunta regionale Puglia ha deciso di firmare un documento, con la prima firma della presidente Loredana Capone, per "chiamare a raccolta tutti i parlamentari pugliesi nel tentativo di chiedere l'intervento del ministero" e "perché valutino la presentazione di un emendamento alla Finanziaria che rifinanzi almeno i quattro mesi mancanti di cassa integrazione che scadrà il prossimo 31 dicembre".

Baritech, dopo una riconversione industriale, da qualche anno produce componenti per mascherine e da poco ne ha annunciato la chiusura.

Sono in corso al momento alcune trattative ma al momento nulla si è ancora concretizzato e i lavoratori rischiano la perdita del lavoro e la cassa integrazione tra poco più di un mese.

Secondo Michele Rizzi di 'Un'altra Italia è possibile' ed ex candidato Presidente della Regione Puglia, dopo "mesi di vertenza, al di là di manifestazioni di interesse molto vaghi ma non certo concreti, tengono impantanata la lotta dei 116 operai della Baritech, ex Osram-Ledvance. Il precontratto di acquisto del terreno dello stabilimento ad una società non interessata all'industrializzazione ne è l'evidenza - prosegue Rizzi -, con la Baritech che vuole subito monetizzare nell'ottica del tutto e subito, dopo aver messo sul lastrico lavoratori e famiglie, ne è l'evidenza. La logica - spiega Rizzi - è sempre la solita che anima le multinazionali, prendere il bottino e scappare via in altri lidi. Nonostante la task force regionale dell'occupazione e il buon lavoro delle rappresentanze sindacali, la situazione è comunque impantanata. Un'altra Italia è possibile crede invece che gli interessi dei lavoratori debba venire prima di tutto e se la Baritech non voglia recedere dal precontratto di vendita del terreno o comunque non abbassare le pretese economiche tali da impedire ad altra azienda di rilevare terreno e stabilimento per favorire l'effettiva reindustrializzazione con conseguente rioccupazione dei 116 lavoratori, il Comune interessato con l'appoggio della Regione, debba procedere all'esproprio del terreno per pubblica utilità per far fronte ad un interesse generale della collettività in base all'art. 834 c.c. Questo sarebbe un atto che sbloccherebbe quanto prima la situazione e darebbe una probabile certezza ai lavoratori di passare un natale più sereno oltre ad essere un monito molto chiaro alle multinazionali senza scrupoli che anche in Puglia spesso fanno il bello e il cattivo tempo" conclude Rizzi.

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