Compensato e archetto, le opere di Antonio Cazzato famose anche negli USA
FRANCESCO GRECO - Postò sui social il suo sottomarino battente bandiera USA. E dopo qualche minuto risposero dagli USA, la base dei sottomarini di Dallas (Florida), con cui entrò in chat scambiandosi news e parlando della sua passione: il modellismo.
Storia di Antonio Cazzato, da Montesardo (Lecce). Artista che parte da un foglio di compensato o una scatola di cartone recuperata qua e là, lavora con pazienza di archetto, infila led sulle paratie ed ecco i capolavori che tanti conscono e apprezzano (foto).
L’abilità manuale è stata ereditata dal padre Ippazio, emigrante in Svizzera, artigiano della pietra a secco, mancato ancora giovane, grande tifoso del Lecce.
E dal nonno Salvatore, famosi in Puglia e oltre Regione per le loro pajare, muretti a secco, rivestimenti e quant’altro ha a che fare con la pietra, materiale antico e nobile del paesaggio mediterraneo da cui nascono architetture immortali.
Antonio è stato nella Marina Militare, imbarcato sulla nave “Intrepido”, base a Taranto. Da autodidatta, cominciò prima a dipingere: soggetti di mare, ovviamente.
Il modellismo è arrivato successivamente. Parte da materiali “poveri”, abbandonati qua e là, e dopo mesi di lavoro, ecco le opere che fanno il giro del mondo anche grazie ai social destando meraviglia e ammirazione.
Un suo cacciatorpediniere fa bella mostra di sé presso la sede dell’Associazione Marinai di Alessano (Lecce), a Villa Potenza.
Una passione fatta dunque di silenzi, di lunghe ore ad assemblare cartone e compensato, incastri di paratie e oblò, ma alla fine l’opera finale è qualcosa che desta sorpresa e provoca “ooooh” di stupore.
Forse prima o poi Antonio si proporrà in una mostra. Per adesso continua a lavorare nella sua casa di via Trieste, una sorta di galleria d’arte fra quadri e modelli di navi, sommergibili, cacciatorpediniere, etc.
Storia di Antonio Cazzato, da Montesardo (Lecce). Artista che parte da un foglio di compensato o una scatola di cartone recuperata qua e là, lavora con pazienza di archetto, infila led sulle paratie ed ecco i capolavori che tanti conscono e apprezzano (foto).
L’abilità manuale è stata ereditata dal padre Ippazio, emigrante in Svizzera, artigiano della pietra a secco, mancato ancora giovane, grande tifoso del Lecce.
E dal nonno Salvatore, famosi in Puglia e oltre Regione per le loro pajare, muretti a secco, rivestimenti e quant’altro ha a che fare con la pietra, materiale antico e nobile del paesaggio mediterraneo da cui nascono architetture immortali.
Antonio è stato nella Marina Militare, imbarcato sulla nave “Intrepido”, base a Taranto. Da autodidatta, cominciò prima a dipingere: soggetti di mare, ovviamente.
Il modellismo è arrivato successivamente. Parte da materiali “poveri”, abbandonati qua e là, e dopo mesi di lavoro, ecco le opere che fanno il giro del mondo anche grazie ai social destando meraviglia e ammirazione.
Un suo cacciatorpediniere fa bella mostra di sé presso la sede dell’Associazione Marinai di Alessano (Lecce), a Villa Potenza.
Una passione fatta dunque di silenzi, di lunghe ore ad assemblare cartone e compensato, incastri di paratie e oblò, ma alla fine l’opera finale è qualcosa che desta sorpresa e provoca “ooooh” di stupore.
Forse prima o poi Antonio si proporrà in una mostra. Per adesso continua a lavorare nella sua casa di via Trieste, una sorta di galleria d’arte fra quadri e modelli di navi, sommergibili, cacciatorpediniere, etc.

