Capotreno ucciso a coltellate: un solo fendente alle spalle, esclusa la colluttazione


BOLOGNA - È stato ucciso con un unico fendente, inferto alle spalle con estrema violenza, Alessandro Ambrosio, il capotreno di 34 anni originario di Anzola, assassinato poco prima delle 18 nell’area parcheggio riservata ai dipendenti della stazione. È quanto emerge dall’autopsia eseguita sulla salma.

Secondo l’esame medico-legale, non vi sarebbero segni di colluttazione né altre lesioni sul corpo della vittima, elemento che porta a escludere un confronto fisico nei momenti immediatamente precedenti l’omicidio. Il colpo sarebbe stato sferrato nella stradina che conduce al parcheggio del piazzale ovest: la lama ha penetrato in profondità all’altezza della scapola, raggiungendo un polmone e provocando un’emorragia fatale, con morte quasi immediata.

L’esito dell’autopsia conferma le prime valutazioni del medico legale Elena Giovannini. Unico sospettato al momento è Marin Jelenic, 36enne di nazionalità croata. Le indagini sono condotte dalla Squadra Mobile, guidata da Guglielmo Battisti, sotto il coordinamento della Procura, con fascicolo affidato al pm Michele Martorelli.

Nella giornata di ieri è stato effettuato un nuovo sopralluogo sulla scena del delitto: con lo scioglimento della neve, gli investigatori avrebbero rinvenuto un oggetto che potrebbe essere l’arma del delitto, ora al vaglio degli inquirenti.

Ambrosio, per tutti “Ambro”, stava andando a incontrare un collega per poi raggiungere Brisighella, a casa di un’altra collega, dove avrebbero dovuto organizzare una vacanza in montagna. È stato ucciso in pochi istanti e il suo corpo senza vita è stato trovato da un collega di Italo, rimasto sotto choc.

Nel corso delle indagini è emerso che Ambrosio aveva presentato in passato diverse segnalazioni per aggressioni verbali e fisiche subite durante il servizio a bordo dei treni. Tutti questi episodi sono ora al vaglio degli investigatori per verificare se tra quei casi possa emergere un collegamento con Jelenic. Non è escluso, infatti, che i due possano essersi già incrociati in precedenza.

Intanto continuano ad emergere i precedenti penali del sospettato. A Bologna, Jelenic risulta denunciato in almeno quattro episodi: il 12 giugno 2023 per possesso di un cutter a lama corta; il 7 maggio dell’anno successivo con un coltello di 15 centimetri; il 5 novembre 2025 per tentato furto al supermercato Despar della stazione ferroviaria; infine, il 3 dicembre, nuovamente trovato in possesso di un coltello da cucina di 18 centimetri.

In Italia ha collezionato numerose denunce, mentre l’unica condanna risale al 2025 a Vercelli per lesioni, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Secondo una delle ipotesi investigative, Jelenic utilizzava spesso i treni – senza biglietto – per trovare riparo e stare al caldo. Senza fissa dimora, era seguito dalla Caritas tra Bologna e Milano e si spostava frequentemente tra diverse città del Nord Italia.

Le autorità stanno inoltre approfondendo il passato del sospettato all’estero, in collaborazione con l’Interpol e le autorità croate. Le indagini proseguono senza escludere alcuna pista.