'Costruire ponti di speranza', presso la Banca di Credito Cooperativo di Ostuni i vent’anni di dialogo tra generazioni della Biblioteca Diocesana 'Raffaele Ferrigno'
L’anniversario celebrato presso la Sala Convegni della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni ha messo al centro comunità, scuola e giovani, valorizzando il patrimonio culturale come strumento di relazione, fiducia e responsabilità condivisa verso il futuro
OSTUNI (BR) - Lunedì 26 gennaio, si è svolto presso la Sala Convegni della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni l’incontro «Costruire ponti di speranza. Le generazioni si incontrano per guardare al futuro», promosso in occasione del 20° anniversario della Biblioteca Diocesana Pubblica “Raffaele Ferrigno” di Ostuni e dell’Associazione Amici della Biblioteca Diocesana. Un anniversario che è diventato occasione di riflessione condivisa sul valore delle relazioni, della cultura e dell’impegno verso le nuove generazioni.
L’appuntamento ha assunto un significato che va oltre la ricorrenza celebrativa, configurandosi come momento di dialogo concreto tra comunità, istituzioni culturali e mondo della scuola. Ospitare l’incontro nei propri spazi ha rappresentato, per la Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, un segno tangibile del proprio ruolo di banca di comunità, attenta a creare connessioni e a sostenere iniziative capaci di generare valore sociale e culturale.
Nel suo intervento di saluto, il presidente Francesco Zaccaria ha sottolineato come l’incontro rappresenti un esempio concreto di "ponti" costruiti sul territorio, non solo tra generazioni ma anche tra istituzioni e comunità. «Questo incontro è un ponte tra generazioni ed è anche il segno del ponte che la Banca di Credito Cooperativo costruisce ogni giorno con la propria comunità, mettendo a disposizione spazi e opportunità di incontro». Zaccaria ha inoltre valorizzato il lavoro svolto dall’Associazione Amici della Biblioteca Diocesana nella tutela e nella catalogazione del patrimonio librario, evidenziando l’importanza di rendere fruibile la conoscenza affinché i libri non restino semplicemente custoditi, ma diventino strumenti vivi di crescita culturale.
Particolare attenzione è stata dedicata al valore dell’economia civile, richiamata anche attraverso la figura dell’abate Antonio Genovesi, pioniere di questo pensiero nel Settecento. Una rappresentanza comune tra il patrimonio culturale della Biblioteca e l’identità cooperativa della Banca di Credito Cooperativo, fondata su una finanza non speculativa e orientata al bene comune.
Il dialogo tra generazioni è stato approfondito dall’intervento del Preside Ing. Natale Palmisano, dirigente scolastico dell’Istituto "Pantanelli – Monnet", che ha posto l’accento sul ruolo della scuola come ponte naturale tra giovani e adulti. «Prima ancora dei contenuti viene la relazione», ha evidenziato, richiamando i risultati di un sondaggio realizzato tra gli studenti, dal quale emerge come i ragazzi riconoscano valore soprattutto alla qualità dei rapporti educativi e alla capacità di stare bene a scuola. Un messaggio che rafforza l’idea di una comunità educante fondata sull’ascolto reciproco.
Nel richiamare il tema dell’anniversario, «Come l’ulivo cresciamo insieme, forti delle radici e aperti verso il futuro», Palmisano ha sottolineato come le generazioni non siano realtà contrapposte, ma parti di un unico percorso, chiamate a confrontarsi in una società attraversata da cambiamenti sempre più rapidi. Da qui la necessità di rafforzare il dialogo e la fiducia, per costruire insieme prospettive condivise.
La serata è stata arricchita da un momento musicale con il Maestro Davide Saccomanno alla tastiera e la voce di Fabio Bocchinfuso, che hanno contribuito a creare un clima di partecipazione e condivisione.
L’incontro ha confermato il ruolo della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni come partner attivo nella promozione di iniziative che rafforzano il tessuto sociale, favorendo il dialogo tra generazioni e la costruzione di una comunità più consapevole e coesa, ma anche quello della il ruolo della Biblioteca Diocesana "Raffaele Ferrigno" come presidio culturale vivo.
