Crans-Montana, il dolore del padre di Giovanni: “Forse sono morto con lui, ripartirò con un vuoto enorme”


BOLOGNA – “Siamo veramente di fronte a qualcosa di incredibile. Era un ragazzo che amava la musica, lo sport. Io vivevo con lui: ogni mattina ci davamo il buongiorno, la sera la buonanotte. Forse sono morto con lui, ripartirò nella vita con un vuoto enorme”. Sono parole cariche di dolore quelle pronunciate da Giuseppe Tamburi, padre di Giovanni, una delle giovanissime vittime dell’incendio di Capodanno nella discoteca di Crans-Montana, in Svizzera.

Il feretro del ragazzo è arrivato oggi a Bologna ed è stato accolto al cimitero di Borgo Panigale, dove familiari e amici si sono stretti attorno alla famiglia in un silenzio carico di commozione. Un dolore composto ma incontenibile, quello di un padre che ha perso il figlio all’improvviso, in una tragedia che ha sconvolto l’intero Paese.

“Era un ragazzo benvoluto da tutti, andava bene a scuola perché sentiva che era suo dovere”, ha aggiunto Tamburi con la voce spezzata. “Gli avevo appena comprato una moto ed era così felice, ma non l’ha mai usata”. Un dettaglio che rende ancora più straziante il racconto di una vita spezzata troppo presto.

Visibilmente provato, il padre ha concluso senza riuscire ad aggiungere altro: “È stato un dramma, scusate, ma non riesco a dire altro”. Parole che raccontano meglio di qualsiasi commento il vuoto lasciato dalla morte di Giovanni e degli altri giovani rimasti vittime del rogo di Crans-Montana.