Crans-Montana, l’ambasciatore italiano: "La tragedia poteva essere evitata"
CRANS - MONTANA – Le parole dell’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, risuonano come un monito a pochi giorni dalla tragedia del Capodanno al locale Le Constellation di Crans-Montana, che ha causato la morte di oltre 40 persone, tra cui sei giovani italiani: "Sarebbe stata prevenzione e buonsenso e non ci sono stati".
Il presidente della Confederazione elvetica, Guy Parmelin, ha commentato la tragedia sottolineando che la possibilità di evitarla dovrà essere stabilita dalla giustizia: "Tutto deve essere fatto in modo trasparente e secondo la legge e le regole dello Stato di diritto. Se le norme non sono state rispettate o i controlli non sono stati efficaci, dovremo trarre le dovute conclusioni. La giustizia determinerà le responsabilità e prenderà le misure necessarie".
Parmelin ha inoltre ricordato il ruolo fondamentale della solidarietà internazionale nell’emergenza: senza l’aiuto di Francia, Germania, Italia e Israele, la Svizzera non avrebbe potuto far fronte a una tale emergenza. "Ho ricevuto numerosi messaggi da capi di Stato e ministri – ha spiegato – in particolare da Emmanuel Macron, Antonio Tajani, Giorgia Meloni e Isaac Herzog, che hanno offerto supporto soprattutto per l’identificazione delle vittime".
Il presidente svizzero ha evidenziato che la tragedia lascerà un segno profondo: "Per molte persone ci sarà un prima e un dopo Crans-Montana. Se gli standard non sono stati rispettati, sarà necessario trarne insegnamento". In merito alle immagini delle candele pirotecniche nel locale, Parmelin ha aggiunto: "Forse si può migliorare la sicurezza, ma non sarà il Consiglio federale a decretare divieti, spetta agli specialisti valutare le norme".
Le indagini della Procura del Canton Vallese, come sottolineato dalla procuratrice generale Beatrice Pilloud, richiederanno tempo. "Non siamo in una serie TV – ha spiegato – ci sono indagini tecniche complesse, numerosi testimoni e percorsi da verificare per capire cosa è successo e stabilire le responsabilità".
La tragedia continua a colpire le famiglie delle vittime e l’opinione pubblica. In Italia, la sorella di Giovanni Tamburi ha parlato di un dolore condiviso con le altre famiglie, mentre il Papa ha espresso vicinanza e preghiere per i giovani defunti e per i loro familiari.
