Epifania amara per i cittadini: caro carburante e sanità al collasso, denuncia il Codacons


ROMA – L’Epifania “porta via le feste, ma non i problemi”: così il Codacons descrive l’inizio del nuovo anno, segnato da rincari generalizzati, caro carburante e una sanità sempre più in difficoltà. Famiglie, lavoratori e pensionati si ritrovano oggi a fare i conti con costi in aumento e servizi pubblici che non garantiscono risposte adeguate, definendo quella attuale l’“Epifania dei diritti negati”.

Secondo l’associazione, il caro carburante resta una delle principali voci di spesa per chi si sposta quotidianamente, con effetti a catena sul costo della vita, aggravando le difficoltà soprattutto per le fasce più fragili.

La criticità maggiore si registra però nella sanità. Con la fine delle festività, i pronto soccorso risultano sovraffollati e i tempi di attesa si allungano, costringendo molti cittadini a rivolgersi all’emergenza per prestazioni che i canali ordinari non riescono a garantire. Lunghe liste d’attesa e carenze nella sanità territoriale trasformano così il pronto soccorso in un vero e proprio “ammortizzatore sociale”, con gravi ricadute sulla qualità dell’assistenza e sulla dignità dei pazienti.

A queste difficoltà si aggiungono disservizi e aumenti tariffari nei servizi pubblici essenziali, oltre a un diffuso senso di insicurezza urbana che preoccupa i cittadini.

“Con l’Epifania finiscono le feste, ma inizia il conto più salato per le famiglie: costi in aumento e una sanità che non garantisce risposte adeguate” afferma Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale Codacons, sottolineando la necessità di interventi immediati e strutturali, in particolare sul fronte sanitario.

Il Codacons annuncia che nel corso del 2026 continuerà a monitorare la situazione della sanità, l’andamento dei prezzi e la qualità dei servizi essenziali, promuovendo iniziative a tutela dei consumatori e raccogliendo segnalazioni per trasformare le promesse in risposte concrete ai bisogni dei cittadini.