Foggia, Quartiere Ferrovia: tra Slow Park e sicurezza, la nota di Difendiamo il Quartiere
FOGGIA – L’apertura dello Slow Park nel Quartiere Ferrovia rappresenta un segnale positivo per la socialità e la riqualificazione di un’area che da anni attende interventi di vivibilità. Lo sottolinea il gruppo Difendiamo il Quartiere Ferrovia, commentando l’iniziativa recentemente pubblicizzata dal gruppo Con.
Tuttavia, il collettivo mette in evidenza come sul fronte sicurezza il cammino sia ancora lungo. “Spesso tra le parole e la percezione quotidiana dei residenti c’è una grande distanza”, si legge nella nota. Nonostante i presidi dalle 8 alle 22 previsti dall’amministrazione, i residenti segnalano che in molte giornate i controlli terminano intorno alle 18 e si concentrano su presidi statici, senza pattugliamenti dinamici. “Il degrado non resta fermo davanti a una pattuglia: si sposta di cento metri”, commentano i cittadini.
Sul fronte videosorveglianza, Difendiamo il Quartiere Ferrovia sottolinea che le telecamere devono avere funzione preventiva, monitorando in tempo reale per consentire interventi tempestivi, e non limitarsi a documentare i fatti a posteriori.
Un tema centrale è anche la regolamentazione commerciale. Il gruppo critica l’assenza di un vero piano del commercio, che permetta di evitare aperture ripetute di attività “fotocopia” come kebab o money transfer, spesso concentrati nelle stesse zone, causando micro-assembramenti, degrado e usi impropri dei locali. Servono controlli uniformi e il rispetto delle norme igienico-sanitarie e urbanistiche.
Difendiamo il Quartiere Ferrovia rilancia anche la richiesta di un supporto militare, ritenuto fondamentale per garantire sicurezza aggiuntiva, così come un’attenta gestione dell’emergenza rifiuti, ormai fuori controllo in alcune aree del quartiere.
“Bene le iniziative di riqualificazione e i segnali di attenzione – conclude la nota – ma chiediamo trasparenza e dati verificabili: turni dei presidi, controlli anti-alcol, sanzioni e interventi devono essere pubblici. Il quartiere si risana solo se cittadini e istituzioni lavorano insieme”.