Policlinico di Bari, quattro trapianti di fegato in 24 ore: una “maratona” salvavita


BARI - Tra sabato 17 e domenica 18 gennaio, il Policlinico di Bari ha portato a termine quattro trapianti di fegato in sole 24 ore, grazie a tre donazioni provenienti da ospedali pugliesi e una da fuori regione destinata a un paziente in urgenza.

Gli interventi sono stati eseguiti dall’equipe guidata dal prof. Francesco Tandoi, direttore dell’Unità operativa di chirurgia epatobiliare e del Centro trapianti di fegato, che ha coordinato una vera e propria maratona chirurgica per rispondere rapidamente alle necessità cliniche dei pazienti in lista, compresi quelli con urgenze critiche.

Il successo dei trapianti è stato reso possibile grazie a un coordinamento continuo tra ospedali, equipe di prelievo e trasporto degli organi, con il supporto del Centro Regionale Trapianti, che ha permesso di organizzare più interventi nello stesso blocco operatorio senza ritardi.

“In poche ore siamo riusciti a completare quattro trapianti di fegato superando mille difficoltà grazie al lavoro corale della nostra equipe – spiega il prof. Tandoi – chirurghi, epatologi, anestesisti, infermieri e personale del centro trasfusionale hanno reso possibile questa impresa”.

Il coordinatore del CRT, Loreto Gesualdo, sottolinea l’importanza della rete trapiantologica integrata: “Nel 2025 abbiamo realizzato un record di 68 trapianti di fegato, rispetto ai 61 del 2024. Il ringraziamento più grande va alle famiglie dei donatori, il cui gesto altruistico salva vite e offre speranza”.

Il direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce, evidenzia come la struttura rappresenti un punto di riferimento per il Sud Italia, con tempi di attesa medi per un trapianto di fegato di circa due mesi, rispetto a una media nazionale di un anno e sei mesi, grazie a competenze altamente specialistiche e a una stretta collaborazione con i centri regionali e nazionali.

Questa straordinaria attività conferma la capacità del Policlinico di Bari di garantire risposte immediate e salvavita anche in condizioni di massimo carico operatorio, offrendo concrete opportunità di sopravvivenza a chi attende un trapianto.