Taranto, Bruno il cane molecolare non è morto per un’esca: indagato l’istruttore
TARANTO – La storia che aveva commosso l’Italia e persino la premier Giorgia Meloni sui social subisce un clamoroso ribaltamento: Bruno, il cane molecolare di Taranto noto per aver ritrovato nove persone disperse, non sarebbe morto a causa di un’esca con chiodi.
Secondo quanto emerso dalle indagini della Procura di Taranto, l’uccisione del cane sarebbe stata simulata. L’istruttore del cane, Arcangelo Caressa, che aveva presentato denuncia ai carabinieri, è stato iscritto nel registro degli indagati per simulazione di reato. Nei suoi confronti sono stati disposti sequestri di telefoni, computer e documentazione, oltre a perquisizioni.
L’autopsia ha escluso la presenza di chiodi o sostanze tossiche nello stomaco e nell’intestino di Bruno. Le indagini sostengono che l’intera scena sia stata costruita ad arte, anche attraverso un seppellimento avvenuto senza informare le forze dell’ordine o l’Asl.
