Tony Colombo (intervista): «Il mio nuovo album “Predestinato”? Dedicato a chi cammina con me da sempre…»


NICOLA RICCHITELLI –
Si intitola “Predestinato” il nuovo album di Tony Colombo – in uscita il prossimo 9 gennaio – un progetto maturo e ambizioso che segna una tappa fondamentale nel percorso dell’artista. Nell’intervista al Giornale di Puglia, il cantautore siciliano – e adottato dalla scena musicale napoletana – racconta la genesi di un disco nato dall’esigenza di andare in profondità, un progetto che intreccia sentimento e identità, sostenuto da una produzione dal respiro internazionale, da una dimensione sinfonica e da un omaggio misurato e rispettoso a Franco Califano. Un dialogo che mette a fuoco l’evoluzione di un cantautore che continua a mettersi in discussione.

“Se perdo te” ha anticipato un nuovo capitolo della tua carriera: da quale esigenza emotiva nasce questo brano?
R: «Nasce dall’amore, quello vero. Dalla voglia di dire quanto una persona possa diventare casa, respiro, direzione. “Se perdo te” è una dichiarazione sincera: racconta il valore immenso di chi ti cammina accanto e ti fa sentire completo».

Hai parlato di malinconia vera, non costruita: quanto è importante per te restare autentico nella scrittura?
R: «Per me l’autenticità è tutto. Quando scrivo, non penso mai a colpire, ma a essere vero. L’amore, quando è profondo, porta con sé anche nostalgia, dolcezza, emozioni intense. Ed è lì che nasce la verità di una canzone».

“Predestinato” è il titolo del tuo nuovo album in uscita il 9 gennaio 2026: cosa significa per te sentirti “predestinato”?
R: «Significa sentire che la vita ti guida, anche quando non te ne accorgi. È come se ogni passo, ogni incontro, ogni scelta avesse un senso più grande. “Predestinato” è fidarsi del cammino e accogliere ciò che arriva con gratitudine».

Cosa vorresti che il pubblico provasse ascoltando questo tuo nuovo lavoro per la prima volta?
R: «Vorrei che si sentisse abbracciato. Che sentisse calore, verità, vicinanza. Vorrei che ognuno trovasse un pezzo di sé dentro queste canzoni e capisse che l’amore, in tutte le sue forme, è sempre una forza che unisce».

Hai definito questo progetto una “confessione”: cosa hai deciso di raccontare senza filtri questa volta e soprattutto quanto è stato importante per te mettersi così a nudo?
R: «Ho raccontato l’amore vissuto con maturità, con gratitudine. Ho lasciato parlare il cuore senza protezioni, perché quando ami davvero non hai bisogno di maschere. È una confessione serena, piena di luce».

L’album vanta musicisti di livello mondiale come Steve Ferrone, Phil Palmer, Maurizio Fiordiliso, BDOG e Marzo Zurzolo: quanto queste collaborazioni hanno contribuito a dare all’album una dimensione più internazionale?
R: «Hanno portato anima, eleganza e respiro internazionale. Ognuno di loro ha aggiunto sensibilità e rispetto, rendendo la musica ancora più profonda. È stato un incontro tra persone che parlano la stessa lingua: quella del cuore».

Cosa ti hanno lasciato, a livello umano e artistico, questi incontri?
R: «Mi hanno insegnato che la vera grandezza sta nella semplicità e nell’ascolto. Quando c’è amore per la musica, tutto diventa naturale. Mi porto dentro un arricchimento umano enorme».

Alla scrittura e produzione hai collaborato con Luca Barbato, autore di grandi successi: come nasce il vostro dialogo creativo?
R: «Nasce dalla fiducia e dal rispetto. È un dialogo sincero, fatto di confronto e sensibilità. Ci capiamo anche senza parlare troppo, perché mettiamo sempre al centro l’emozione vera».

A chi è dedicato maggiormente questo lavoro: a te stesso, alla tua storia o a chi ti segue da sempre?
R: «È dedicato a chi cammina con me da sempre, a chi crede nell’amore, nella musica e nelle emozioni autentiche. Ma è anche un regalo a me stesso, per continuare a credere nei sogni».

Ti senti più responsabile oggi, sapendo che molte persone si riconoscono nelle tue parole?
R: «Sì, ed è una responsabilità bellissima. Sapere che qualcuno si riconosce in quello che canto mi spinge a essere ancora più vero, più umano, più presente».

Dopo un tour teatrale di grande successo, come immagini dal vivo le canzoni del nuovo album?
R: «Le immagino come un grande abbraccio collettivo. Ogni concerto sarà un incontro di anime, un momento di condivisione profonda, dove la musica diventa emozione pura».

Questo album rappresenta un punto di arrivo o l’inizio di una nuova fase artistica?
R: «È una nuova partenza. Un nuovo respiro. “Predestinato” è la consapevolezza di essere esattamente dove devo essere, con il cuore aperto e lo sguardo rivolto avanti».