Tragedia a Collepasso: muore improvvisamente Riccardo Chetta, 39 anni, durante un allenamento
COLLEPASSO - Un improvviso malore ha stroncato la vita di Riccardo Chetta, 39 anni, durante un allenamento serale della squadra amatoriale Parabita City sul campo sportivo di Collepasso. Erano poco più delle 22 di ieri quando l’uomo, padre di due bambini di 6 e 3 anni, si è accasciato improvvisamente, colpito da un infarto fulminante.
I compagni di squadra hanno subito allertato i soccorsi: il 118 è arrivato in pochi minuti e gli operatori sanitari hanno tentato per oltre mezz’ora di rianimarlo, ma ogni sforzo è stato vano.
La notizia della sua morte ha lasciato sgomenta l’intera comunità di Parabita. «Persona amabile e molto stimata», ha dichiarato il sindaco Stefano Prete. «Ieri, in quello stadio, il tempo si è fermato e si è aperta una voragine di dolore che oggi possiamo riempire solo con le lacrime. Quello che è successo a Riccardo è stato devastante per la sua famiglia, per i suoi amici, per un’intera comunità. Se può servire a qualcosa, speriamo che l’abbraccio di tutta Parabita possa dare un minuscolo sollievo a una famiglia che sta vivendo l’esperienza più drammatica e dolorosa che possa esistere».
Chetta era molto conosciuto nel settore turistico: aveva ereditato dal padre l’agenzia di viaggi di famiglia e si occupava della gestione di diverse strutture agrituristiche. Era anche un apprezzato collaboratore del Salento Book Festival, che lo ha ricordato con parole cariche di affetto: «Non abbiamo nemmeno le parole giuste per commentare quello che è accaduto. Non vogliamo crederci. Ti diciamo solo grazie: per la tua gentilezza, professionalità, disponibilità e amicizia. La famiglia del Salento Book Festival non ti dimenticherà mai», hanno scritto Gianpiero Pisanello e Valeria Greco a nome dello staff.
Il Parabita City, la squadra di cui Riccardo era colonna portante e promotore, ha affidato ai social un messaggio intriso di dolore: «Oggi non scriviamo di sport, ma di un dolore che toglie il respiro. Riccardo ci ha lasciati lì, mentre era in mezzo a noi, sul rettangolo di gioco che per anni è stata la sua grande passione. Da oggi nulla sarà più come prima: il vuoto che lascia in campo e negli spogliatoi è incolmabile, ma la sua anima resterà per sempre parte integrante di questa maglia. Ciao Riccardo, giocherai per sempre con noi e sarai sempre uno di noi».
La comunità di Parabita piange oggi la perdita di un uomo che, con la sua professionalità e il suo spirito, aveva lasciato un segno profondo in chi lo conosceva, tra amici, colleghi e appassionati di calcio amatoriale.