Ancora un’aggressione nel carcere di Taranto, agente colpito a pugni da un detenuto


TARANTO - Ancora violenza all’interno del carcere di Taranto, dove un agente della polizia penitenziaria è stato aggredito da un detenuto di 33 anni, di origini baresi, in attesa di giudizio per reati contro il patrimonio. L’uomo pretendeva di restare libero di circolare nel reparto e di non rientrare in cella; al rifiuto del personale, ha colpito a pugni un assistente capo, che è stato successivamente trasportato in ospedale per le cure del caso.

L’episodio non è isolato. Nei giorni precedenti lo stesso detenuto si era già reso responsabile di altre due aggressioni e, durante i controlli, è stato trovato in possesso di un telefono cellulare e di sostanze stupefacenti, elementi che aggravano ulteriormente il quadro di criticità all’interno dell’istituto.

A denunciare l’accaduto è il Sappe, che torna a sollevare con forza il tema del sovraffollamento carcerario. Nel penitenziario tarantino sono presenti oltre 800 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di circa 350 posti, con celle da tre persone che arrivano a ospitarne anche cinque.

Il segretario generale del sindacato, Donato Capece, ha annunciato che lunedì e martedì visiterà le carceri di Taranto, Brindisi e Lecce per riferire al ministro della Giustizia e ai sottosegretari la gravità della situazione in Puglia. La regione, sottolinea il Sappe, registra alcuni tra gli istituti più affollati d’Italia, con punte di sovraffollamento che raggiungono il 180 per cento, una condizione che mette a rischio quotidianamente la sicurezza del personale e dei detenuti.