Assalto al portavalori Brindisi-Lecce, il racconto dei carabinieri durante l’inseguimento: "Non ci sentiamo eroi"


BRINDISI – Luca Petruzzo, brigadiere in servizio a Cellino San Marco, è uno dei carabinieri che hanno inseguito i due presunti componenti della banda che ha assaltato un portavalori armati di Kalashnikov ed esplosivo lungo la strada Brindisi-Lecce.

“Ho ingaggiato l’inseguimento dell’auto con il collega a folle velocità – racconta Petruzzo – e loro hanno sparato contro la nostra auto di servizio: siamo riusciti a evitare il primo colpo di fucile, il secondo ha colpito il parabrezza. Abbiamo continuato l’inseguimento fino a quando siamo entrati nel centro abitato, dove c’erano bambini e scolaresche, e lì abbiamo desistito per evitare conseguenze”. Sull’intento dei malviventi di uccidere, il brigadiere aggiunge: “Penso di sì. Non ci sentiamo eroi, facciamo il nostro lavoro”.

Anche il vicebrigadiere Giuseppe Conte, del nucleo operativo radiomobile di Brindisi, ha partecipato all’inseguimento, pur non essendo in servizio al momento dell’assalto. “Ho messo in sicurezza le persone ed è sopraggiunta un’auto dalla parte posteriore – racconta – ho provato a bloccarla pensando fosse qualche utente della strada, ma i malviventi sono ripartiti. Da lì ho iniziato a inseguirli per circa quindici chilometri, mantenendo costantemente il contatto con la centrale e fornendo tutte le informazioni possibili. Durante l’inseguimento sono stato speronato due volte da un’altra vettura, che credo facesse parte della banda”.

Conte ha concluso sottolineando lo spirito di squadra: “Il nostro è un lavoro di squadra, non di un singolo militare”.