Bari, arrestato 39enne per violazione del divieto di avvicinamento alla ex compagna


BARI – È stato arrestato nella mattinata di ieri M.T., 39 anni, al termine di un’attività di controllo intensa e prolungata da parte dei Carabinieri. L’uomo, già sottoposto al divieto di avvicinamento alla ex compagna e al braccialetto elettronico, è accusato di aver violato ripetutamente le prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria.

L’arresto segue settimane di monitoraggio costante: ogni spostamento e ogni infrazione sono stati documentati dagli investigatori nell’ambito delle misure di tutela attivate a favore della donna, inserita nel percorso di protezione previsto dal “codice rosso” sin dal giugno 2024. Nonostante il dispositivo elettronico di controllo, M.T. avrebbe infranto il divieto almeno sei volte tra il 25 dicembre 2025 e il 18 febbraio 2026, episodi prontamente rilevati grazie alla vigilanza delle forze dell’ordine.

Le origini della vicenda risalgono al giugno 2024, quando i Carabinieri intervennero a seguito di una grave aggressione: M.T. avrebbe bloccato fisicamente la ex compagna, allora al quinto mese di gravidanza, impedendole di allontanarsi con l’auto. L’episodio provocò un forte stress nella donna, che fu ricoverata per cinque giorni presso il Policlinico di Bari, e diede avvio al percorso giudiziario e di protezione.

Il 39enne risultava già noto alle autorità per precedenti risalenti all’età minorile, compresi reati gravi, circostanza che aveva reso necessario un sistema di sorveglianza particolarmente attento. Tra gli episodi più significativi figura quello del 14 febbraio, quando, nonostante un temporaneo malfunzionamento del dispositivo antistalking, i Carabinieri documentarono l’avvicinamento dell’uomo a un bar dove la vittima si trovava con il nuovo compagno, compiendo gesti minatori ora acquisiti agli atti dell’indagine.

Durante le indagini è stata ascoltata anche la madre dell’uomo. M.T. ha sostenuto di essersi recato nell’area per prelevare il figlio minore, credendo erroneamente che fosse la sua giornata di competenza, mentre il provvedimento del Tribunale stabilisce che l’eventuale prelievo debba avvenire tramite persona delegata, come nel caso in cui era presente la zia del bambino.

M.T. si trova ora in stato di arresto e sarà giudicato per direttissima. Sarà compito del tribunale valutare le misure cautelari più adeguate, considerando la gravità e la reiterazione delle condotte contestate. Nel frattempo, il dispositivo di tutela a favore della donna resta attivo.