Bari, condannati 12 militanti di CasaPound per riorganizzazione del partito fascista e aggressioni
BARI – Il Tribunale di Bari ha condannato 12 militanti baresi di CasaPound per i reati di riorganizzazione del disciolto partito fascista e manifestazione fascista, con la privazione dei diritti politici per cinque anni.
Sette di loro sono stati condannati anche per lesioni. Ai primi cinque è stata inflitta la pena di 1 anno e 6 mesi di reclusione, mentre agli altri sette la pena è di 2 anni e 6 mesi.
Il processo riguarda l’aggressione del 21 settembre 2018 nel quartiere Libertà di Bari ai danni di alcuni manifestanti antifascisti, di ritorno da un corteo organizzato otto giorni dopo la visita dell’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini.
Il Tribunale ha escluso per tutti l’aggravante della premeditazione e ha assolto altri cinque imputati dall’accusa di riorganizzazione del partito fascista “per non aver commesso il fatto”. Gli imputati condannati dovranno anche risarcire le parti civili costituite: le vittime dell’aggressione – l’allora europarlamentare Eleonora Forenza e il suo assistente Antonio Perillo, Giacomo Petrelli di Alternativa Comunista e Claudio Riccio di Sinistra Italiana – oltre ad Anpi, Rifondazione Comunista, Comune di Bari e Regione Puglia.
Si tratta della prima sentenza in Italia che riconosce la violazione degli articoli 1 e 5 della legge Scelba, relativa alla riorganizzazione del disciolto partito fascista e alla manifestazione fascista, a militanti di CasaPound. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.
Il procuratore di Bari, Roberto Rossi, ha commentato:
“Il dispositivo è quello che conta, la decisione dei giudici, vedremo la motivazione”.
Nel dettaglio, sono stati condannati per la riorganizzazione del partito fascista Antonio Caradonna, Paolo Antonio De Laurentis, Martino Cascella, Marcello Altini, Fabrizio De Pasquale, Ciro e Rocco Francesco Finamore, Roberto Stivali, Giacomo Pellegrini, Domenico Totaro e Ilario Mazzotta. Gli ultimi sette della lista sono stati condannati anche per lesioni. Sono stati assolti Matteo Verdoscia, Saverio Desiderato, Domenico Macina, Lucia Picicci e Patrizia De Anna.
