Corridoio VIII: un’occasione storica per Bari e il Mezzogiorno, ma serve un nodo ferroviario efficiente
di Massimo Maiorano, già consigliere comunale della città di Bari
Il ritorno del Corridoio VIII al centro della strategia europea rappresenta una svolta che va ben oltre il semplice completamento di un’infrastruttura nei Balcani. Dopo oltre trentacinque anni di attese, l’asse Adriatico–Mar Nero assume oggi un valore strategico per l’intera Europa, in un contesto geopolitico profondamente mutato.
La guerra in Ucraina ha reso evidente come le reti di trasporto non siano soltanto strumenti economici, ma vere e proprie infrastrutture critiche, fondamentali per sicurezza, resilienza logistica e stabilità del continente. In questo quadro, il completamento del collegamento ferroviario tra Bulgaria e Macedonia del Nord costituisce un passaggio decisivo per rendere operativo un corridoio Est–Ovest alternativo e complementare alle direttrici tradizionali del Nord Europa.
Opportunità per Bari e il Mezzogiorno
Per l’Italia, e in particolare per Bari, si apre una stagione di grande responsabilità e opportunità. Il porto adriatico può consolidarsi come porta naturale dell’Europa verso i Balcani e il Mar Nero, rafforzando il ruolo del Mezzogiorno nella geografia economica mediterranea.
Affinché ciò avvenga, tuttavia, è necessario un approccio sistemico: un corridoio internazionale non è solo una linea sulla carta, ma un insieme coordinato di infrastrutture, nodi, tecnologie e governance. Il punto decisivo per Bari è proprio il nodo ferroviario a Nord e a Sud della città.
Oggi, invece, si rischia di privilegiare le varianti di tracciato a scapito delle linee esistenti, con il pericolo di ridurre capacità, flessibilità e funzione metropolitana della rete, indebolendo la possibilità di sostenere nuovi flussi e servizi.
La separazione dei flussi come priorità
È fondamentale mantenere le linee attuali e separare i flussi. I servizi metropolitani e regionali devono continuare a percorrere le linee esistenti, capillari e vicine ai quartieri, mentre lunga percorrenza e merci dovrebbero transitare sulle varianti, con standard adeguati e minori interferenze.
Questa scelta garantisce maggiore capacità complessiva, più sicurezza e riduzione delle interferenze tra servizi diversi, una rete metropolitana efficace per Bari e l’area vasta e piena integrazione con porto, retroporto e piattaforme logistiche.
Investimenti e pianificazione
Parallelamente servono scelte coerenti e tempestive: potenziamento del nodo ferroviario di Bari (Nord e Sud) e aumento della capacità infrastrutturale, integrazione reale tra porto, ferrovia e retroporto, investimenti tecnologici avanzati come ERTMS e sistemi evoluti di gestione del traffico per incrementare sicurezza e capacità.
Il Corridoio VIII evidenzia inoltre l’urgenza di dotare la Puglia di un Piano Regionale dei Trasporti Ferroviari e Integrati, capace di tradurre le opportunità europee in sviluppo concreto, fondato su infrastrutture moderne, intermodalità, digitalizzazione e una governance unitaria e misurabile.
Le grandi direttrici europee non attendono. Se il Mezzogiorno saprà farsi trovare pronto – con infrastrutture adeguate, nodi efficienti e una visione chiara – potrà tornare centrale nel Mediterraneo, intercettando nuovi flussi commerciali e rafforzando la propria competitività.
Il Corridoio VIII non è solo un’opera da completare, ma una sfida strategica per il futuro del Sud e per il ruolo dell’Italia nello scenario europeo. Bari può essere protagonista, a condizione di non impoverire la propria rete ferroviaria nel momento in cui l’Europa richiede più capacità, intermodalità e resilienza.
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