Decreto Sicurezza: via libera del Cdm, Meloni rivendica “approccio più duro”
ROMA – Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo pacchetto sicurezza, con le modifiche e le garanzie concordate con il Quirinale. Il decreto introduce misure severe di prevenzione per arginare disordini durante i cortei, rafforza la legittima difesa e stabilizza le cosiddette “zone rosse” a rischio nelle città.
La premier Giorgia Meloni ha rivendicato il provvedimento come parte di una strategia complessiva dello Stato per garantire sicurezza e libertà ai cittadini, criticando quella che ha definito “un certo doppiopesismo della magistratura” e difendendo la norma sul registro alternativo agli indagati, che evita indagini a vita quando la difesa è palese.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha sottolineato l’obiettivo di prevenire episodi violenti simili a quelli delle Brigate Rosse, mentre il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha garantito che il fermo preventivo di 12 ore non introduce norme liberticide, prevedendo il controllo del magistrato per eventuale rilascio.
Tra le novità ci sono pene più severe per borseggiatori, multe fino a 20mila euro per i cortei non autorizzati, divieto di partecipazione alle manifestazioni per chi ha condanne per terrorismo o lesioni agli agenti e stretta su coltelli e sicurezza dei locali. La cauzione auspicata dalla Lega non è stata introdotta.Il decreto ha suscitato reazioni contrapposte: il Pd e +Europa criticano la misura come “illiberale” e basata sulla propaganda, mentre il M5S riconosce la stretta sui borseggiatori ma sottolinea la necessità di potenziare organici, presidi e controlli nelle strade. Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra accusa il governo di alzare la tensione sociale senza affrontare le vere cause dell’insicurezza.
Il decreto entrerà in vigore nei prossimi giorni, mentre l’attenzione resta alta sulla sicurezza durante le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. “È il coronamento di una battaglia che UNARMA ha portato avanti con determinazione, da oltre un anno” spiega Nicola Magno Segretario Generale UNARMA Regione Puglia grazie al lavoro del Col. Salvino Paternò, Responsabile dell’Ufficio Affari Giuridici di UNARMA. “Siamo riusciti a garantire che gli agenti, pur non essendo formalmente indagati, godano di tutte le garanzie difensive previste dal Codice di Procedura Penale durante gli accertamenti.”
