Dieci chilometri di sogni: il derby infinito tra Triggiano e Ideale che infiamma il cuore della Puglia


NICOLA RICCHITELLI
- C’è un calcio che non conosce le luci accecanti dei grandi stadi o i milioni del mercato globale. È un calcio fatto di borse caricate in fretta nel bagagliaio, di spalti in cemento e di maglie che pesano più del tessuto, perché portano addosso il nome di una città, di un’appartenenza, di una storia.

In questo scorcio di 2026, il Girone A della Prima Categoria pugliese ci sta regalando un duello che sa di antico e di verace: quello tra il Triggiano Calcio e l’Ideale Bari. Una sfida che brucia in un fazzoletto di terra: appena dieci chilometri separano infatti le due realtà, una distanza minima che trasforma ogni incrocio in un derby elettrico, dove il confine tra il capoluogo e la sua provincia si annulla nel nome del pallone.

Guardando la classifica, non vedi solo numeri (40 punti contro 37). Vedi due filosofie a confronto, ma soprattutto vedi il peso dei singoli che sanno fare la differenza quando il pallone scotta. Il Triggiano capolista vola sospinto da un attacco atomico: a guidare le danze è Ruggiero De Lorenzo, autore di ben 11 sigilli, spalleggiato magistralmente dall’orgoglio barlettano Michele Palmitessa, che con i suoi 10 centri sta dimostrando una vena realizzativa implacabile. Ventuno reti in due: un bottino che racconta di un’intesa perfetta e di un istinto killer che non lascia scampo alle difese avversarie.

Dall’altra parte l’Ideale Bari non molla un centimetro. Una realtà che è un manifesto di calcio popolare e identitario, capace di restare in scia grazie alla leadership e alla freddezza di Alessandro Bovio. È lui l’anima dell’inseguimento biancorosso, l’uomo capace di trasformare ogni pallone difficile in una speranza concreta di sorpasso. Il duello tra il biancoazzurro triggianese e il biancorosso dell’Ideale non è solo una questione di tattica. È il racconto di una provincia che non si arrende. È la sfida tra la solidità di una capolista trascinata dai gol di De Lorenzo e Palmitessa e il romanticismo di un inseguitore che ha in Bovio il suo condottiero.

Mentre il campionato si avvia verso la fase cruciale di marzo, noi restiamo qui, affacciati su quella rete metallica che divide il sogno dalla realtà. Perché in Prima Categoria, la bellezza non sta solo nel risultato, ma nel batticuore che provi quando l’arbitro fischia e capisci che, per novanta minuti, quel rettangolo di gioco è il centro del mondo.

Triggiano chiama, Ideale risponde. E la Puglia del calcio resta a guardare, innamorata.