Dissesto idrogeologico, anche la Puglia è a rischio: censite 839 frane


BARI - La Puglia non è affatto immune dal dissesto idrogeologico. A lanciare l’allarme è Giovanni Caputo, presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia, che traccia un quadro preoccupante sullo stato del territorio regionale, spesso percepito come “sicuro” rispetto ad altre aree d’Italia ma in realtà fortemente esposto a frane e alluvioni.

«In Puglia sono state censite ben 839 frane – spiega Caputo – con circa 63mila persone che risiedono in territori interessati da fenomeni franosi. Gli edifici coinvolti sono oltre 17mila, quasi 5.800 le imprese e addirittura 849 i beni culturali che si trovano in aree a rischio frana». Numeri che confermano come il dissesto idrogeologico rappresenti una criticità strutturale anche per la regione.

Il rischio non riguarda soltanto le frane. Secondo i dati illustrati dal presidente dell’Ordine dei Geologi, sono oltre 135mila le persone che vivono in aree a rischio alluvionale, con più di 36.600 edifici e 409 beni culturali esposti a possibili esondazioni. «La Puglia non è esente dai rischi naturali – sottolinea Caputo – e occorre prenderne piena consapevolezza».

I comuni pugliesi maggiormente esposti al rischio frane si concentrano soprattutto nelle province di Barletta-Andria-Trani, Foggia, Brindisi, Bari e Lecce. In queste aree, tra l’81% e il 100% dei comuni presenta porzioni di territorio classificate a pericolosità elevata o molto elevata (P3-P4) secondo i Piani di Assetto Idrogeologico. Complessivamente, su 257 comuni pugliesi, ben 230 – pari all’89% – risultano interessati da livelli significativi di pericolosità idrogeologica.

Le aree più critiche sono quelle dei Monti Dauni, in provincia di Foggia, dove i fenomeni franosi sono frequenti e colpiscono anche infrastrutture strategiche come la viabilità. Elevata attenzione anche lungo le coste alte del Gargano, della costa nord-adriatica e in alcuni tratti del Salento, dove si registrano frane da crollo in calcareniti e calcari, spesso innescate da piogge intense e dall’erosione marina. Non meno rilevante la situazione nelle zone collinari interne delle province di BAT, Bari e Brindisi, dove in alcuni comuni il livello di rischio supera il 90%.

Secondo Caputo, la superficie pugliese classificata a pericolosità da frana è aumentata dell’1,5% rispetto alle precedenti valutazioni, in linea con un trend nazionale che registra un incremento del 15% di territorio a rischio idrogeologico. La Puglia rientra inoltre tra le regioni italiane con il maggior numero di comuni interessati da pericolosità elevata o molto elevata, sia per frane che per rischio idraulico.

A peggiorare il quadro contribuiscono diversi fattori. Il cambiamento climatico sta rendendo sempre più frequenti eventi meteorologici estremi, con piogge brevi ma molto intense che saturano rapidamente i terreni e innescano frane improvvise. A ciò si aggiungono la cementificazione e l’uso non sempre corretto del suolo, che riducono le superfici permeabili e alterano i versanti naturali, oltre all’abbandono agricolo che comporta una minore manutenzione dei pendii e dei sistemi di drenaggio.

«Il dissesto idrogeologico in Puglia è diffuso e in crescita – conclude Caputo –. Serve una strategia strutturale di prevenzione, basata sulla conoscenza del territorio, sulla manutenzione costante e su una pianificazione responsabile, per tutelare le persone, le attività economiche e il patrimonio culturale della regione».