DMO Puglia Centrale/Borsa del Turismo Extra-Alberghiero Puglia, domani presentazione alla BIT Milano
Il Consorzio Albergatori Carovigno partecipa alla prossima edizione della BIT di Milano, in programma dal 10 al 12 febbraio. Le 28 aziende rappresentate avranno il compito di promuovere il territorio con il preciso obiettivo di valorizzare, diffondere e promuovere, in Italia e all’estero, l’immagine turistica della Puglia Centrale e, nello specifico, dell’agro di Carovigno, includendo anche l’intero territorio limitrofo.
Avvalendosi del supporto di Torre Guaceto, dell’esperienza del GAL Alto Salento e di una rete d’impresa che coinvolge le aziende dell’indotto turistico, ristorativo e ricreativo, il futuro obiettivo è la creazione di una DMO, seguendo le linee guida definite dalla nuova Assessora Regionale al Turismo, Graziamaria Starace.
“In qualità di Coordinatore Provinciale di Assohotel Brindisi – esordisce Enzo Di Roma - presenteremo la prima edizione pugliese della BTE Puglia, Borsa del turismo extralberghiero, che rappresenta una risorsa fondamentale: i territori possono rinascere attraverso un modello inclusivo e dinamico e che si terrà il prossimo mese di marzo a Palazzo Granafei-Nervegna di Brindisi”.
Negli ultimi anni, il turismo extralberghiero ha rappresentato, per la provincia di Brindisi e per molte città italiane, non un fenomeno da temere, ma una concreta opportunità di crescita economica, attrattività e rigenerazione urbana. Grazie alla diffusione di alloggi turistici, B&B, affittacamere e strutture ricettive alternative, un numero sempre maggiore di visitatori scopre i territori, generando reddito, occupazione e visibilità. Una nuova vitalità per le città.
La conferenza stampa di presentazione della Borsa del turismo Extralberghiero si terrà nel padiglione Puglia della Bit, martedì 10 febbraio alle ore 17.30.
Contrariamente all’idea che l’extra-alberghiero produca città “vuote di vita”, i dati reali dimostrano come questi segmenti dell’ospitalità stiano contribuendo a riattivare il tessuto urbano, soprattutto nei centri storici, favorendo l’apertura di nuove attività, il miglioramento dei servizi e l’aumento delle presenze durante tutto l’arco dell’anno. L’ultima stagione estiva ha, infatti, registrato una significativa affluenza nelle strutture ricettive del territorio, con flussi capaci di sostenere commercio, ristorazione e cultura locale.
Questo approccio non è incompatibile con la vita dei residenti: con un’adeguata pianificazione e servizi efficienti, è possibile creare un equilibrio tra turismo e residenza, evitando gli eccessi dell’iper-turismo, ovvero il sovraffollamento, valorizzando al contempo l’esperienza locale, sia per chi visita, sia per chi vive quotidianamente la città.
L’extralberghiero non è il nemico della comunità. L’idea che gli alloggi turistici trasformino le città in “spazi temporanei” rischia di ignorare la realtà di molti quartieri che, grazie all’ospitalità diffusa, hanno visto il recupero di edifici storici, nuovi investimenti privati e una rinnovata attenzione verso aree urbane a lungo trascurate.
Il turismo, inoltre, non può essere ridotto a semplici numeri di presenze: rappresenta una forma di interazione culturale e di incontro tra persone, capace di avvicinare i residenti alle dinamiche globali, stimolare iniziative culturali, rafforzare le reti di servizi e sostenere artigianato e attività locali, se integrato con politiche di qualità e una regolamentazione intelligente.
La vera sfida politica non è limitare o ostacolare il turismo extralberghiero, ma governarlo con visione e competenza. È necessario trasformare l’ospitalità diffusa in uno strumento di sviluppo sostenibile, attraverso politiche fiscali favorevoli, incentivi agli investimenti nei centri storici, potenziamento dei trasporti, progetti di marketing territoriale e formazione per gli operatori locali.
Un modello lungimirante non considera il turismo come un semplice mercato, ma come un mezzo per rafforzare l’economia locale, migliorare la qualità della vita e preservare l’identità urbana.
Questo approccio non è incompatibile con la vita dei residenti: con un’adeguata pianificazione e servizi efficienti, è possibile creare un equilibrio tra turismo e residenza, evitando gli eccessi dell’iper-turismo, ovvero il sovraffollamento, valorizzando al contempo l’esperienza locale, sia per chi visita, sia per chi vive quotidianamente la città.
L’extralberghiero non è il nemico della comunità. L’idea che gli alloggi turistici trasformino le città in “spazi temporanei” rischia di ignorare la realtà di molti quartieri che, grazie all’ospitalità diffusa, hanno visto il recupero di edifici storici, nuovi investimenti privati e una rinnovata attenzione verso aree urbane a lungo trascurate.
Il turismo, inoltre, non può essere ridotto a semplici numeri di presenze: rappresenta una forma di interazione culturale e di incontro tra persone, capace di avvicinare i residenti alle dinamiche globali, stimolare iniziative culturali, rafforzare le reti di servizi e sostenere artigianato e attività locali, se integrato con politiche di qualità e una regolamentazione intelligente.
La vera sfida politica non è limitare o ostacolare il turismo extralberghiero, ma governarlo con visione e competenza. È necessario trasformare l’ospitalità diffusa in uno strumento di sviluppo sostenibile, attraverso politiche fiscali favorevoli, incentivi agli investimenti nei centri storici, potenziamento dei trasporti, progetti di marketing territoriale e formazione per gli operatori locali.
Un modello lungimirante non considera il turismo come un semplice mercato, ma come un mezzo per rafforzare l’economia locale, migliorare la qualità della vita e preservare l’identità urbana.
“Serve un’integrazione strategica – continua Enzo Di Roma - tra residenti, imprese, istituzioni e operatori turistici, affinché il turismo diventi un alleato e non una minaccia per la città. Questo è l’obiettivo della prima edizione della BTE, un B2B tra buyer, seller e territorio”.
Il turismo extralberghiero non è la causa dello spopolamento o della perdita di identità delle città: se ben gestito, rappresenta un motore di dinamismo economico, rigenerazione urbana e apertura internazionale. La Puglia Centrale possiede tutte le potenzialità per diventare un modello di accoglienza contemporanea, in cui la vitalità delle strutture ricettive si integri con la qualità dei servizi, il rispetto delle comunità locali e una visione strategica orientata al futuro.
L’obiettivo finale è favorire l’incremento dei flussi turistici, fornendo alle imprese consorziate e di rete operanti sul territorio strumenti e mezzi per la diffusione dei propri prodotti e servizi. Ciò consentirà una razionalizzazione dell’offerta attraverso la creazione di pacchetti turistici, capaci di garantire occasioni di sviluppo durante tutto l’anno.
Fondamentale è quindi colmare le lacune di carattere promozionale e pubblicitario mediante una struttura composta da Consorzi, Reti d’impresa e DMO, in grado di coordinare imprese e iniziative, ridurre i costi e aumentare i
benefici, valorizzando le numerose — seppur ancora poco sfruttate — potenzialità del territorio prestando attenzione alle aree interne e alle Gravine della Puglia Centrale, incrementando i diversi “turismi” in ogni periodo dell’anno.
L’obiettivo è privilegiare la qualità delle imprese turistiche, creare una rete distributiva di prodotti e servizi, promuovere la conoscenza delle attività turistiche in Italia e all’estero, migliorare l’assistenza offerta e sviluppare pacchetti turistici diversificati in base alle esigenze e alle tipologie di utenza.
L’attività promozionale sarà realizzata attraverso contatti diretti e mediati con tour operator, presentazioni delle imprese del consorzio e della rete, e soprattutto del territorio della Puglia Centrale. Particolare importanza avranno gli educational rivolti agli operatori del settore, la presenza alle fiere di riferimento, l’organizzazione di corsi di formazione per operatori e guide turistiche e la creazione di convenzioni tra gli operatori turistici del territorio. Sarà essenziale la realizzazione di una piattaforma multimediale per la gestione di una banca dati inter-consortile dell’offerta turistico-alberghiera, con integrazione di eventi culturali e sociali di interesse turistico. Quindi, l’impostazione di una piattaforma per la prenotazione centralizzata (booking) di un numero definito di posti letto affidati alla gestione della DMO. Infine, la creazione di un settore dedicato alla selezione, formazione, avvio e gestione del personale delle imprese di rete. Ma anche la possibilità di centralizzare gli acquisti.
“Il Comune di Carovigno – afferma Massimo Lanzillotti, Sindaco di Carovigno - continua a registrare un grande interesse come meta turistica e come meta turistica preferita dal turismo straniero. Numeri che confermano uno sviluppo turistico continuo, che inizia a caratterizzare l'intero anno e non solo porzioni di esso.
Grazie all'offerta variegata e completa di strutture ricettive, sia alberghiere che extra alberghiere che agrituristiche, alla capacità di preservare la propria autenticità, alla presenza di un lungo tratto di costa che culmina nella Riserva naturale di Torre Guaceto, Carovigno ha tutte le carte in regola per continuare a crescere sotto questo punto di vista garantendo qualità e sostenibilità del processo di sviluppo turistico.
L'offerta enogastronomica, le eccellenze e le tipicità locali unite alla presenza di attrattori culturali quali il Castello Dentice di Frasso, alla vivacità del centro storico "La Terra", all'organizzazione di eventi nei principali momenti dell'anno, confermano Carovigno come meta turistica da scoprire e vivere.
In tutto questo – conclude il Sindaco di Carovigno, Massimo Lanzillotti - la presenza del Consorzio Albergatori Carovigno e la nascente rete di imprese, ci permettono di essere già a buon punto rispetto a quella che potrà essere la creazione e la gestione di una futura DMO. Abbiamo davvero tante potenzialità e risorse che hanno solo bisogno di essere governate in modo sempre più efficiente in ottica di uno sviluppo turistico diffuso, inclusivo e sostenibile. E la nostra massima attenzione è rivolta anche all’adozione di un sistema di gestione per migliorare le performance ambientali, sociali ed economiche della nostra Città, migliorando la vivibilità del territorio intero”.
