Il ritorno di Raf a Sanremo: come erano andati gli altri 4 Festival dell'artista pugliese?
Una delle notizie più belle che riguardano il prossimo Festival di Sanremo è il ritorno di una star come Raf. Parliamo di un artista che è entrato ormai da tempo nella storia della musica pop italiana, tra grandi successi radiofonici, brani diventati veri e propri classici e una carriera costruita con continuità e coerenza. Eppure, nonostante la sua enorme popolarità presso il pubblico, il cantautore non è mai riuscito a trionfare su questo celebre palcoscenico.
Un paradosso solo apparente, se si considera che Raf ha comunque lasciato un segno indelebile nella storia della kermesse come autore di “Si può dare di più”, il brano che trionfò nel 1987 interpretato da Morandi, Ruggeri e Tozzi. Come interprete, invece, le sue partecipazioni in gara sono state quattro, distribuite nell’arco di quasi trent’anni: 1988, 1989, 1991 e 2015. Ognuna racconta una fase diversa del suo percorso artistico e del suo rapporto con il palco dell’Ariston: riviviamole tutte quante nel dettaglio.
A Sanremo 1988 con “Inevitabile follia”
La prima partecipazione di Raf al Festival di Sanremo risale al 1988, quando si presentò in gara con “Inevitabile follia”. Era un momento importante della sua carriera: il successo di “Self Control” era ormai alle spalle, ma l’artista stava consolidando la sua identità nel panorama pop italiano, cercando di dimostrare di non essere solo un fenomeno legato a una singola stagione fortunata. Il brano portato a Sanremo mostrava già alcune delle caratteristiche che avrebbero contraddistinto la sua produzione successiva, con un’attenzione particolare alle melodie e ai testi introspettivi. In quell’occasione Raf si classificò undicesimo: un risultato non esaltante ma nemmeno deludente.
A Sanremo 1989 con “Cosa resterà degli anni ’80”
L’anno successivo Raf tornò all’Ariston con quello che sarebbe diventato uno dei suoi brani più iconici: “Cosa resterà degli anni ’80”. Al Festival del 1989 la canzone si classificò al quindicesimo posto, un risultato tutt’altro che soddisfacente se letto solo in chiave numerica. Eppure, col senno di poi, proprio questo brano rappresenta uno dei più iconici della sua carriera. La canzone, con il suo sguardo malinconico e lucido su un decennio appena concluso, ha saputo attraversare il tempo molto meglio di tanti vincitori di quell’epoca, diventando una sorta di manifesto generazionale. Sanremo, in questo caso, fu più un trampolino mediatico che un vero giudice del valore artistico del pezzo, che trovò il suo successo soprattutto nel lungo periodo.
A Sanremo 1991 con “Oggi un Dio non ho”
Nel 1991 Raf si presentò nuovamente in gara con “Oggi un Dio non ho”, un brano che segnava un’ulteriore evoluzione nel suo percorso artistico, con toni più riflessivi e una scrittura meno legata alla dimensione immediata del pop radiofonico. Anche in questa occasione il Festival non gli regalò una posizione di vertice: solo un decimo posto, ma la partecipazione contribuì a consolidare l’immagine di un artista capace di rinnovarsi e di affrontare temi più personali. Era un periodo in cui Sanremo stava cambiando pelle, e anche Raf sembrava cercare un nuovo equilibrio tra esigenze commerciali e ricerca espressiva.
A Sanremo 2015 con “Come una favola”
Quando era tornato sul palco dell'Ariston nel 2015, sempre al cospetto di Carlo Conti, erano ben 24 anni che Raf non gareggiava nella Città dei fiori, ma la sua partecipazione rimase memorabile perlopiù per le precarie condizioni di salute che ne condizionarono le performance. Raf si presentò con “Come una favola”, un brano che richiamava il suo stile più romantico e melodico, che però non gli permise di raggiungere la finale. Ad ogni modo, il ritorno sul palco dell’Ariston ebbe comunque un forte valore simbolico, segnando una sorta di cerchio che si chiudeva con le sue precedenti esperienze sanremesi. Oggi, a 11 anni di distanza, l'artista pugliese è sicuramente tra i più attesi del pubblico al Festival, sebbene per i media e per le quote sui cantanti di Sanremo non risulti tra i più popolari del momento. Ad avere buone chance di imporsi sono soprattutto Serena Brancale, Tommaso Paradiso e la coppia Fedez-Masini.