I 29 sindaci dei Monti Dauni minacciano le dimissioni: “Fermate gli assalti ai bancomat”
FOGGIA - A Foggia, nell’aula del consiglio provinciale, si riuniscono i primi cittadini dei 29 Comuni dei Monti Dauni. Sul tavolo, una decisione estrema: dimissioni in blocco se non verranno fermati gli assalti agli sportelli bancari che da settimane colpiscono l’area interna del Subappennino dauno.
L’ultimo episodio nella notte a Troia, dove un ordigno ha fatto esplodere il bancomat della filiale UniCredit. In un video amatoriale, circolato nelle ore successive, si vede la deflagrazione squarciare il silenzio notturno e danneggiare pesantemente lo sportello automatico.
Caserta: “Colpire le banche significa colpire la comunità”
“È in corso un’azione criminale organizzata che sta interessando tutti i Monti Dauni. Qui le banche rappresentano servizi essenziali e presìdi di legalità. Colpirle significa colpire la comunità”.
A parlare è il sindaco di Troia, Francesco Caserta, che vive l’episodio in una duplice veste: istituzionale e personale. Caserta, infatti, è anche dipendente proprio della filiale UniCredit presa di mira.
“Sento questo episodio con un doppio significato: istituzionale e personale. L’ennesimo assalto al bancomat della filiale UniCredit avvenuto questa notte nella nostra città non è un fatto isolato. Nei giorni scorsi episodi simili hanno colpito anche Bovino e Casalvecchio di Puglia. È evidente che siamo di fronte a un’azione criminale organizzata che sta interessando l’intero territorio dei Monti Dauni”, spiega.
Il quadro è quello di un’escalation: nove attacchi, tra consumati e tentati, dall’inizio dell’anno nel Foggiano. Un dato che trasforma episodi apparentemente isolati in un fenomeno strutturato, con modalità operative ricorrenti e un evidente coordinamento.
L’assemblea dei sindaci e la richiesta di un tavolo straordinario
A prendere una posizione netta è anche Pasquale Marchese, presidente dell’Area Interna dei Monti Dauni e sindaco di Castelluccio Valmaggiore.
“Un’azione violenta, pericolosa, che ha messo a rischio la sicurezza dei cittadini e arrecato danni ingenti. Si tratta del nono attacco ai danni di sportelli bancari nel Foggiano dall’inizio dell’anno, un’escalation che non può più essere sottovalutata”, afferma.
Marchese, a nome dei 29 Comuni, chiede un incontro urgente con il Prefetto di Foggia e con il Comando provinciale dei carabinieri per convocare un tavolo straordinario sulla sicurezza. Tra le richieste, il rafforzamento degli organici nelle stazioni dell’Arma e l’attivazione di misure strutturali di contrasto.
L’assemblea di Foggia assume così un valore politico preciso: non solo solidarietà al Comune colpito, ma una piattaforma unitaria di rivendicazione istituzionale. Sullo sfondo, la minaccia delle dimissioni collettive come atto simbolico per denunciare l’assenza di adeguati presìdi statali.
Aree interne già fragili
Nei Monti Dauni, gli assalti ai bancomat si inseriscono in un contesto già critico: chiusure di filiali, assenza di sportelli automatici in diversi comuni, aumento delle truffe agli anziani. A ciò si aggiungono spopolamento, carenza di servizi sanitari e riduzione dei presìdi pubblici.
“Il problema sicurezza può far esplodere un senso di abbandono che i nostri territori avvertono da tempo”, avverte Marchese. “Senza una presenza concreta e visibile dello Stato, intere comunità rischiano di sentirsi definitivamente marginalizzate”.
L’appello è rivolto anche al Ministero dell’Interno affinché vengano adottate misure straordinarie per garantire legalità e tutela dei cittadini. Nel frattempo, si lavora a una mobilitazione istituzionale coordinata: Marchese invita tutti i Comuni dell’Area ad adottare delibere sul modello di quella approvata il 24 febbraio dall’Unione dei Comuni dei Casali Dauni – che riunisce Casalnuovo Monterotaro, Casalvecchio di Puglia e Castelnuovo della Daunia – sul tema dell’allarme sicurezza nei Monti Dauni.
Per i sindaci, difendere i presìdi bancari significa difendere il diritto a vivere nei piccoli comuni con servizi e sicurezza. La richiesta non è di privilegi, ma di attenzione e rispetto per territori che, tra difficoltà strutturali e nuova pressione criminale, temono ora un ulteriore arretramento dello Stato.
L’ultimo episodio nella notte a Troia, dove un ordigno ha fatto esplodere il bancomat della filiale UniCredit. In un video amatoriale, circolato nelle ore successive, si vede la deflagrazione squarciare il silenzio notturno e danneggiare pesantemente lo sportello automatico.
Caserta: “Colpire le banche significa colpire la comunità”
“È in corso un’azione criminale organizzata che sta interessando tutti i Monti Dauni. Qui le banche rappresentano servizi essenziali e presìdi di legalità. Colpirle significa colpire la comunità”.
A parlare è il sindaco di Troia, Francesco Caserta, che vive l’episodio in una duplice veste: istituzionale e personale. Caserta, infatti, è anche dipendente proprio della filiale UniCredit presa di mira.
“Sento questo episodio con un doppio significato: istituzionale e personale. L’ennesimo assalto al bancomat della filiale UniCredit avvenuto questa notte nella nostra città non è un fatto isolato. Nei giorni scorsi episodi simili hanno colpito anche Bovino e Casalvecchio di Puglia. È evidente che siamo di fronte a un’azione criminale organizzata che sta interessando l’intero territorio dei Monti Dauni”, spiega.
Il quadro è quello di un’escalation: nove attacchi, tra consumati e tentati, dall’inizio dell’anno nel Foggiano. Un dato che trasforma episodi apparentemente isolati in un fenomeno strutturato, con modalità operative ricorrenti e un evidente coordinamento.
L’assemblea dei sindaci e la richiesta di un tavolo straordinario
A prendere una posizione netta è anche Pasquale Marchese, presidente dell’Area Interna dei Monti Dauni e sindaco di Castelluccio Valmaggiore.
“Un’azione violenta, pericolosa, che ha messo a rischio la sicurezza dei cittadini e arrecato danni ingenti. Si tratta del nono attacco ai danni di sportelli bancari nel Foggiano dall’inizio dell’anno, un’escalation che non può più essere sottovalutata”, afferma.
Marchese, a nome dei 29 Comuni, chiede un incontro urgente con il Prefetto di Foggia e con il Comando provinciale dei carabinieri per convocare un tavolo straordinario sulla sicurezza. Tra le richieste, il rafforzamento degli organici nelle stazioni dell’Arma e l’attivazione di misure strutturali di contrasto.
L’assemblea di Foggia assume così un valore politico preciso: non solo solidarietà al Comune colpito, ma una piattaforma unitaria di rivendicazione istituzionale. Sullo sfondo, la minaccia delle dimissioni collettive come atto simbolico per denunciare l’assenza di adeguati presìdi statali.
Aree interne già fragili
Nei Monti Dauni, gli assalti ai bancomat si inseriscono in un contesto già critico: chiusure di filiali, assenza di sportelli automatici in diversi comuni, aumento delle truffe agli anziani. A ciò si aggiungono spopolamento, carenza di servizi sanitari e riduzione dei presìdi pubblici.
“Il problema sicurezza può far esplodere un senso di abbandono che i nostri territori avvertono da tempo”, avverte Marchese. “Senza una presenza concreta e visibile dello Stato, intere comunità rischiano di sentirsi definitivamente marginalizzate”.
L’appello è rivolto anche al Ministero dell’Interno affinché vengano adottate misure straordinarie per garantire legalità e tutela dei cittadini. Nel frattempo, si lavora a una mobilitazione istituzionale coordinata: Marchese invita tutti i Comuni dell’Area ad adottare delibere sul modello di quella approvata il 24 febbraio dall’Unione dei Comuni dei Casali Dauni – che riunisce Casalnuovo Monterotaro, Casalvecchio di Puglia e Castelnuovo della Daunia – sul tema dell’allarme sicurezza nei Monti Dauni.
Per i sindaci, difendere i presìdi bancari significa difendere il diritto a vivere nei piccoli comuni con servizi e sicurezza. La richiesta non è di privilegi, ma di attenzione e rispetto per territori che, tra difficoltà strutturali e nuova pressione criminale, temono ora un ulteriore arretramento dello Stato.
