Il SIC presenta una proposta di riforma sulla tutela degli operatori di polizia: 'Servono regole chiare sull’uso della forza'


Il SIC – Sindacato Indipendente Carabinieri ha ufficialmente presentato al Ministro della Difesa, Guido Crosetto, e al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri una proposta di riforma urgente in materia di tutela degli operatori di polizia coinvolti in interventi con uso della forza.

L’iniziativa nasce dalla necessità, più volte denunciata dal Sindacato, di superare le attuali ambiguità normative e procedurali che regolano l’accertamento dell’uso della forza durante il servizio. Secondo il SIC, l’attuale sistema espone gli operatori a incertezze giuridiche, tempi investigativi eccessivi e disparità di trattamento tra i diversi Corpi dello Stato.

"Le Forze dell’Ordine – sottolinea il Sindacato – meritano procedure chiare, organiche e uniformi, che garantiscano al tempo stesso la trasparenza delle indagini e la piena tutela di chi opera quotidianamente per la sicurezza dei cittadini".

La proposta di riforma si fonda su alcuni principi chiave, ritenuti imprescindibili:
- Standard univoci: introduzione di un’unica procedura valida per tutti i Corpi di polizia, al fine di eliminare discrepanze interpretative e applicative.
- Tempistiche definite: conclusione delle indagini preliminari entro 30 giorni, con eventuali proroghe solo se motivate e formalmente giustificate.
- Competenza esclusiva: affidamento degli accertamenti esclusivamente alle Procure competenti, evitando sovrapposizioni, fughe di notizie o interferenze esterne.
- Tutela dell’operatore: previsione di audizioni protette, diritto al contraddittorio e pieno riconoscimento delle garanzie difensive fin dalle prime fasi dell’indagine.

Il SIC ribadisce che la riforma proposta non mira a creare zone di impunità, ma a costruire un sistema equo, equilibrato e rispettoso dello Stato di diritto, capace di tutelare sia i cittadini sia gli operatori che agiscono nell’adempimento del proprio dovere.

Ora il Sindacato auspica un rapido confronto istituzionale affinché la proposta possa tradursi in un intervento normativo concreto, ponendo fine a un vuoto regolamentare che, da troppo tempo, pesa sulle spalle delle donne e degli uomini in divisa.