Italia parteciperà come osservatore al Board of Peace di Trump: Tajani riferirà al Parlamento
ROMA – L’Italia sarà presente come Paese osservatore alla prima riunione del Board of Peace, l’organismo internazionale lanciato da Donald Trump, e a rappresentare il governo sarà il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Oggi alle 13.30 Tajani terrà comunicazioni alla Camera dei Deputati sulla partecipazione italiana, mentre alle 16.45 riferirà in commissione Esteri al Senato. La decisione del governo, guidato dalla premier Giorgia Meloni, è motivata dalla volontà di contribuire al processo di pace in un momento in cui, dopo anni, si intravede uno spiraglio per raggiungerla.
La Camera discuterà anche una risoluzione del centrodestra che formalizza il mandato politico all’esecutivo a partecipare a questa prima riunione e a ogni futura attività del Board, in base al mandato del Consiglio di Sicurezza 2803.
Posizione del governo e dettagli della partecipazione
Durante un vertice di maggioranza convocato ieri a Palazzo Chigi, è stata accantonata l’ipotesi che la premier Meloni partecipi personalmente: sarebbe stato eccessivo per un ruolo di osservatore. Anche l’invio di un diplomatico di alto rango era stato valutato, ma la “freddezza americana” ha suggerito di inviare il ministro degli Esteri, che è anche vicepremier.
“Vogliamo essere protagonisti ma come osservatori, come lo sarà la Commissione europea”, ha sottolineato Tajani. Intanto proseguono i contatti con i partner europei per una posizione comune, anche se diversi Paesi non hanno ancora confermato la loro partecipazione. Berlino ha chiarito che Friedrich Merz non sarà presente, mentre parteciperanno Cipro, che detiene la presidenza di turno dell’Ue, il Giappone, altri Paesi G7 e l’ungherese Viktor Orban. La Commissione europea, rappresentata dalla commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica, parteciperà alle discussioni su Gaza, ma non come membro del Board e senza usare il termine “osservatore”.
Le opposizioni critiche
La partecipazione italiana ha suscitato la contrarietà delle opposizioni. Il Pd, tramite Peppe Provenzano, ha attaccato Tajani, affermando che la Commissione europea smentisce la posizione italiana. Le opposizioni (Pd, M5s, Avs, +Europa, Iv e Azione) stanno preparando una risoluzione per ribadire la non partecipazione dell’Italia “in qualunque forma” e senza contributi finanziari, definendo l’organismo “non conforme ai principi fondamentali previsti dall’articolo 11 della Costituzione né al diritto internazionale” e sottolineando la necessità di rafforzare il ruolo dell’Onu.
Socialisti Ue chiedono chiarimenti alla Commissione europea
Anche a livello europeo, il gruppo dei Socialisti Ue al Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione di chiarire il mandato politico e la portata della partecipazione al Board of Peace. Secondo il gruppo guidato dalla spagnola Iratxe García Pérez, l’iniziativa di Trump rischia di diventare “un forum unilaterale che esclude i palestinesi e ignora gli accordi internazionali”, minando l’impegno europeo a favore del multilateralismo e del diritto internazionale. Il vicepresidente dei Socialisti Ue, Yannis Maniatis, ha ribadito la necessità di maggiore trasparenza sul mandato della Commissione e sui rischi della partecipazione a iniziative al di fuori del quadro delle Nazioni Unite.
