La Festa di Santa Cristina di Gallipoli riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale della Regione Puglia


GALLIPOLI (LE)
- La Festa Patronale di Santa Cristina Vergine e Martire, "angelo tutelare" della città di Gallipoli, affonda le proprie radici nel culto sviluppatosi a partire dal 1867, anno in cui la comunità gallipolina riconobbe nella santa un segno di protezione durante la drammatica epidemia di colera. Da allora, la devozione è rimasta viva e ininterrotta presso la chiesa di Santa Maria della Purità, sede dell’omonima confraternita, che accolse nello stesso anno la statua in cartapesta di Santa Cristina, opera dello scultore leccese Achille De Lucrezi, tuttora oggetto di profonda venerazione popolare. Nella stessa chiesa sono custodite anche diverse reliquie della Santa, che rafforzano il legame spirituale e identitario con la comunità cittadina.

È attorno a questo luogo e a questa immagine sacra che si struttura il cuore religioso della festa, oggi ufficialmente inserita nell’Inventario Regionale del Patrimonio Culturale Immateriale della Puglia, ai sensi dell’art. 2 della Convenzione UNESCO del 2003, nel settore delle consuetudini sociali, eventi rituali e festivi.

I festeggiamenti religiosi prendono avvio con la novena in preparazione alla solennità, le cui celebrazioni eucaristiche sono presiedute a turno dai sacerdoti della città e animate dai cori parrocchiali e diocesani, in un clima di intensa partecipazione spirituale che coinvolge l’intera comunità ecclesiale. Il cammino culmina con la partecipata processione cittadina del 23 luglio e con la Messa solenne del 24 luglio, cuore della celebrazione liturgica, alla quale prendono parte il Sindaco e l’Amministrazione civica con il gonfalone della Città, le Autorità civili e militari, le confraternite e le associazioni religiose cittadine, in un segno visibile di unità tra dimensione religiosa e identità civile.

Il 25 luglio è invece dedicato alla Messa di ringraziamento, che conclude il ciclo devozionale e rinnova il legame spirituale tra Santa Cristina e la città di Gallipoli.

Nell’ambito delle celebrazioni non mancano, tuttavia, momenti di concreta attenzione alla carità, con iniziative rivolte ai bisognosi e agli ammalati, nel solco della tradizione cristiana che unisce alla solennità del culto l’esercizio della solidarietà e della vicinanza fraterna.

Accanto ai riti religiosi, la festa si sviluppa in un articolato programma di eventi civili che coinvolge l’intera comunità e ne manifesta la vivacità culturale e sociale. Il 23 luglio è accompagnato da luminarie artistiche, bande musicali e manifestazioni popolari che animano le vie della città, creando un clima di festa condivisa. Il 24 luglio, giorno tradizionalmente noto come "della steddha", è caratterizzato dalla storica cuccagna a mare, evento riconosciuto dal CONI, che si svolge nello scenario suggestivo del Seno del Canneto. I festeggiamenti si concludono il 25 luglio con il tradizionale spettacolo pirotecnico sul mare, uno dei momenti più attesi e partecipati dalla cittadinanza.

Durante l’intero periodo della festa si svolgono inoltre iniziative culturali, spettacoli e momenti di valorizzazione del patrimonio storico, artistico e immateriale della città, a conferma del profondo intreccio tra fede, tradizione e identità civile.

L’inserimento della Festa di Santa Cristina nell’Inventario Regionale rappresenta un riconoscimento di grande rilievo per Gallipoli. Soddisfazione è stata espressa dal parroco della Cattedrale, mons. Piero De Santis, da don Antonio Pedaci, che ha seguito con particolare impegno l’iter per il riconoscimento, nonché dal Comitato Festa e dalla Confraternita di Santa Maria della Purità, che da anni custodiscono e trasmettono una tradizione religiosa e popolare profondamente radicata nella storia cittadina.