“La Puglia non è una regione di serie B”: l’affondo di Nicola di Feo contro un centrodestra che ignora i territori

 

Intervista al segretario provinciale di Puglia Popolare: «Non siamo più disposti a farci mettere da parte».

La Puglia non è una regione marginale. Non è una terra di passaggio, né un serbatoio elettorale da utilizzare all’occorrenza. È da questa affermazione netta che parte l’intervento di Nicola di Feo, segretario provinciale, che in un’intervista senza sconti mette al centro una questione politica rimossa da troppo tempo: il progressivo isolamento della Puglia – e in particolare della provincia BAT – dalle scelte strategiche del centrodestra nazionale e regionale.

«La Puglia è una regione straordinaria – spiega di Feo – fatta di comunità vive, di amministratori capaci, di sindaci che hanno vinto e governato per anni. Eppure continua a essere trattata come una regione di serie B. Questo non è più accettabile».

Una sconfitta che nasce dall’alto

Secondo il segretario provinciale, le ripetute sconfitte del centrodestra in Puglia non sono il frutto della mancanza di classe dirigente locale o di risultati amministrativi insufficienti. Al contrario.

«Da vent’anni assistiamo allo stesso copione: il centrodestra perde non perché manchino le persone capaci, ma perché la Puglia viene sistematicamente ignorata dai livelli sovralocali. Si torna qui solo quando serve un palco, una foto, una passerella. Poi, quando c’è da costruire una strategia vera, la Puglia sparisce dal radar».

Una dinamica che, secondo di Feo, ha prodotto scelte incomprensibili e politicamente dannose, come l’isolamento di figure indicate unitariamente dal centrodestra e finite ai margini dei processi decisionali.

«È paradossale – sottolinea – che diventi più conveniente spingere un candidato condiviso dell’intera coalizione verso il gruppo Misto, piuttosto che rafforzarlo politicamente. È il segno di un sottobosco politico che preferisce manovre di palazzo, invece di una visione chiara».

Sindaci vincenti ignorati

Uno dei punti centrali dell’accusa riguarda la mancata valorizzazione degli amministratori locali.

«Abbiamo sindaci che hanno sconfitto la sinistra per quindici anni consecutivi. Quindici anni di lavoro, sacrifici, risultati concreti. E cosa ricevono in cambio? Nessun sostegno, nessun riconoscimento, nessuna prospettiva».

Il motivo, secondo di Feo, non è politico ma di potere: contano i numeri interni, non il consenso reale; pesano le appartenenze, non i risultati.

«Se governi un comune piccolo, se non fai parte dei giochi che contano, vieni messo da parte. È così che si perde il contatto con i cittadini».

La BAT dimenticata

Il discorso si allarga alla provincia BAT, definita dal segretario come un territorio che «da vent’anni aspetta di essere ascoltato».

«Qui non manca il consenso, manca l’attenzione. Le decisioni si prendono altrove, i nomi si scelgono altrove, le strategie si costruiscono altrove. Alla Puglia resta solo il compito di adeguarsi. Ma questo tempo è finito».

“Non aspettiamo più”

Il messaggio politico è chiaro e diretto: serve un cambio di passo radicale.

«La Puglia ha dato tanto al centrodestra: voti, amministratori, comunità fedeli. In cambio ha ricevuto disattenzione, frammentazione e scelte calate dall’alto. Ora basta».

Per di Feo la soluzione passa da una vera regia regionale, capace di partire dai territori e non dalle segreterie.

«Serve una coalizione che metta al centro i sindaci che vincono davvero, non chi porta solo peso ponderato. La politica non è matematica: è radicamento, credibilità, capacità di parlare alle persone».

Un messaggio che parte dalla Puglia

L’intervento si chiude con una dichiarazione che è insieme denuncia e rivendicazione politica:

«Da questa provincia pugliese lanciamo un messaggio chiaro: la Puglia non è una regione di serie B. E noi non siamo più disposti a farci ignorare».