Lecce, inaugurato questa mattina il 71esimo anno accademico dell'Università del Salento
LECCE - Questa mattina a Lecce si è tenuta l'inaugurazione del 71esimo anno accademico dell'Università del Salento.
La rettrice Maria Antonietta Aiello ha delineato una visione dell’Università del Salento come motore di sviluppo scientifico, sociale ed economico, fondata su una parola chiave: insieme.
Nel suo intervento, la rettrice ha descritto l’ateneo come comunità dinamica chiamata a guidare le trasformazioni contemporanee — dalla transizione digitale alle sfide ambientali e geopolitiche — attraverso il rafforzamento della ricerca, dell’innovazione e della formazione interdisciplinare. In quest’ottica si inserisce il modello SIRIUS, sistema integrato per mettere in rete laboratori e infrastrutture scientifiche, con l’obiettivo di rendere la ricerca più competitiva e attrattiva per investimenti e talenti.
Tra le priorità strategiche figurano il trasferimento tecnologico, la creazione di Living Lab ispirati al MIT e lo sviluppo di un incubatore d’impresa in sinergia con il sistema regionale dell’innovazione, che coinvolge anche il Politecnico di Bari.
Ampio spazio è stato dedicato alla formazione e al ruolo degli studenti. L’ateneo punta su didattica internazionale, dottorati di ricerca e apprendimento permanente, oltre a nuovi investimenti infrastrutturali e alla nascita del Polo sanitario con il corso in Medicina e ingegneria biomedica. Tra i progetti più rilevanti, la realizzazione della prima Cell Factory del Sud Italia e il futuro Policlinico universitario, in collaborazione con strutture sanitarie del territorio, tra cui l’Ospedale Vito Fazzi.
La rettrice ha inoltre evidenziato il ruolo sociale dell’università, impegnata nella promozione del benessere della comunità accademica, nell’inclusione e nello sviluppo territoriale, con particolare attenzione ai poli di Brindisi e Taranto e al dialogo con le istituzioni locali e regionali, tra cui il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro.
Nel discorso non sono mancati riferimenti critici al sistema universitario nazionale, caratterizzato da sottofinanziamento, bassa percentuale di laureati e fuga di talenti. Richiamando anche le analisi del governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, Aiello ha auspicato un aumento strutturale degli investimenti e un "Patto per la Conoscenza" che ponga l’università al centro delle politiche di sviluppo del Paese.
In chiusura, citando Teresa Mattei, la rettrice ha invitato gli studenti a vivere il diritto allo studio come responsabilità civile: credere nella formazione universitaria come strumento di libertà, crescita e futuro collettivo.
Nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università del Salento, il presidente della Consulta del Personale Tecnico Amministrativo Danilo Migoni ha tracciato un intervento incentrato sul ruolo civile dell’università pubblica, sulle criticità del sistema accademico e sulle condizioni di lavoro del personale.
Migoni ha definito l’università un presidio democratico fondamentale in un contesto globale segnato da instabilità geopolitica, crisi economiche e diffusione di populismo e antiscientismo. In questo scenario, ha sottolineato, la difesa della libertà accademica e dell’autonomia della ricerca rappresenta una responsabilità collettiva.
Ampio spazio è stato dedicato al tema del sottofinanziamento strutturale dell’istruzione superiore pubblica, ritenuto la causa principale di precarietà occupazionale, carenza di reclutamento e difficoltà di stabilizzazione del personale, in particolare per i lavoratori coinvolti nei progetti legati al PNRR. Migoni ha criticato le recenti riforme del sistema universitario, considerate fattori di ulteriore precarizzazione del lavoro accademico e di indebolimento del ruolo dell’università pubblica.
Il presidente della Consulta ha evidenziato inoltre le criticità economiche del settore, denunciando livelli retributivi tra i più bassi della pubblica amministrazione e chiedendo maggiori risorse per indennità e compensi accessori. Parallelamente, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di investimenti in infrastrutture, laboratori e residenze universitarie, ritenuti indispensabili per garantire attrattività e qualità della vita accademica.
Nel suo intervento è emerso anche il tema dell’impatto delle nuove tecnologie. Migoni ha sostenuto l’esigenza di una governance etica dell’intelligenza artificiale, ribadendo che le decisioni riguardanti valutazioni e percorsi delle persone devono restare prerogativa dell’intelligenza umana.
Tra le priorità indicate figurano inoltre processi decisionali partecipati, valorizzazione del lavoro agile, formazione continua per tutto il personale e promozione di un clima organizzativo fondato sulla collaborazione piuttosto che sulla competizione interna.
In conclusione, Migoni ha espresso disponibilità del personale tecnico-amministrativo a contribuire attivamente al cambiamento dell’ateneo, salutando l’avvio del mandato della rettrice Maria Antonietta Aiello come occasione per rafforzare il ruolo dell’università pubblica al servizio del territorio e delle nuove generazioni.
Nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università del Salento, infine, il presidente del Consiglio degli Studenti Enrico Greco ha offerto un discorso fortemente critico sul contesto internazionale, sulle politiche universitarie e sulle condizioni materiali delle nuove generazioni, rivendicando un’università pubblica come spazio di pace, diritti e partecipazione.
Greco ha aperto il suo intervento con un riferimento allo scenario globale segnato da conflitti armati, crisi geopolitiche e arretramento del diritto internazionale, invitando la comunità accademica a non restare indifferente e a promuovere iniziative di solidarietà e cooperazione, tra cui corridoi accademici e sostegno agli studenti provenienti da aree di guerra. In questa prospettiva, ha sostenuto che la conoscenza debba essere strumento di emancipazione e non funzionale a logiche di potere o all’industria bellica.
Un secondo asse centrale del discorso ha riguardato l’emergenza climatica, definita una realtà già presente e non più rimandabile. L’università, secondo Greco, deve assumere un ruolo guida nella ricerca e nella formazione su modelli di sviluppo sostenibile, mentre le politiche pubbliche sono state giudicate insufficienti e frammentarie.
Ampie critiche sono state rivolte alle riforme nazionali del sistema universitario, considerate poco partecipate e penalizzanti per il diritto allo studio. Il presidente degli studenti ha contestato in particolare le modifiche all’accesso ai corsi di Medicina e le proposte di riduzione dell’autonomia accademica, richiamando la necessità di investimenti strutturali e di un maggiore coinvolgimento della comunità universitaria nei processi decisionali. In questo quadro ha espresso preoccupazione anche per la visita di accreditamento dell’ANVUR, sottolineando la necessità di affrontare criticità didattiche e inclusione in modo sostanziale.
Greco ha inoltre denunciato il rischio di una progressiva aziendalizzazione della formazione universitaria e di un sistema duale, in cui le disuguaglianze economiche limitano l’accesso all’istruzione. Tra le richieste avanzate figurano il rafforzamento delle borse di studio, l’innalzamento della no tax area, maggiori investimenti nella residenzialità studentesca e nel trasporto pubblico, nonché politiche strutturali per la tutela della salute mentale.
Ampio spazio è stato dedicato alla condizione giovanile, segnata da precarietà lavorativa, sfruttamento nei tirocini e aumento dei NEET, con particolare riferimento alla situazione regionale pugliese. In questo contesto, Greco ha ribadito la necessità di politiche pubbliche capaci di garantire partecipazione democratica, diritti sociali e pari opportunità.
In conclusione, il presidente del Consiglio degli Studenti ha lanciato un appello per un "futuro condiviso", fondato su pace, giustizia sociale e accesso universale alla conoscenza, invitando l’ateneo guidato dalla rettrice Maria Antonietta Aiello a rafforzare il ruolo dell’università pubblica come pilastro di cittadinanza e mobilità sociale.
