Mindfulness in ospedale: a Foggia il prof. Serviddio lancia il progetto «Prendersi cura di chi ti cura» contro il burnout dei medici
FOGGIA – Parte domani, 25 febbraio alle ore 18.00, presso la palestra della Medicina Fisica e Riabilitativa del Policlinico di Foggia (Via Napoli, Palazzo di Vetro, piano -1), un corso strutturato di Mindfulness della durata di dodici settimane rivolto a specializzandi, medici strutturati e borsisti della Scuola di Medicina Interna dell’Università di Foggia.
Un progetto innovativo per la salute mentale dei sanitari
L’iniziativa nasce da un’idea del Gaetano Serviddio, direttore del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Foggia e delegato rettorale alle politiche strategiche in sanità, in collaborazione con la Tiziana Quarto, docente di Psicologia dello stesso Ateneo.
Il percorso sarà condotto dalla Amalia Quotta, psicologa esperta in tecniche di mindfulness applicate a contesti ad alto carico emotivo.
Oltre l’aggiornamento clinico
Il progetto propone un modello formativo che affianca al rigore scientifico consapevolezza emotiva e responsabilità organizzativa, riconoscendo la tutela della salute mentale dei professionisti come parte integrante della qualità assistenziale.
«Il burnout – sottolinea Serviddio – non è una fragilità individuale, ma un fenomeno sistemico. Se vogliamo ospedali efficienti, dobbiamo prenderci cura della salute mentale dei sanitari con la stessa serietà con cui ci occupiamo dei pazienti».
Mindfulness come strumento clinico-organizzativo
Secondo il direttore del Dipartimento, la mindfulness non è una moda né un semplice esercizio di rilassamento, ma uno strumento di regolazione emotiva, capace di ridurre la reattività allo stress e migliorare la qualità delle relazioni professionali:
«Un medico esausto è meno lucido e più esposto all’errore. Investire sulla consapevolezza significa investire sulla qualità delle cure».
Un intervento scientificamente misurabile
Elemento distintivo del progetto è la struttura scientifica: i partecipanti saranno valutati prima e dopo il percorso con test validati per misurare burnout, qualità del sonno percepita e livelli di stress. L’obiettivo è misurare in modo oggettivo l’impatto dell’intervento e considerare il benessere psicologico come variabile strategica dell’organizzazione sanitaria.
Verso un progetto pilota regionale
L’ambizione è proporre alla Regione Puglia un progetto pilota strutturato presso il Policlinico di Foggia, affinché la tutela della salute mentale dei sanitari diventi una responsabilità istituzionale stabile.
«La sanità pubblica – conclude Serviddio – non può limitarsi a misurare performance e volumi. Deve misurare anche il benessere di chi la rende possibile. Investire sulla salute mentale non è un costo, ma una condizione per sicurezza delle cure e sostenibilità del sistema».
Se i risultati mostreranno una riduzione significativa del burnout e un miglioramento del benessere percepito, il modello potrà essere replicato a livello regionale e nazionale, rafforzando una visione di medicina che coniuga eccellenza clinica, rigore scientifico e sostenibilità umana.

