Progetto Bluecircle per la raccolta e il riutilizzo dei rifiuti spiaggiati. Ciliento: “Collaborare per proteggere il mare e trasformare il rifiuto in risorsa per l’economia circolare “
BARI - “Cooperare per una gestione sostenibile dei rifiuti che non devono essere visti solo come scarti ma come potenziale elemento di riutilizzo per attivare un sistema di economia circolare. Questo deve essere l’obiettivo di tutti coloro che programmano strategie e operano per la tutela dell'ambiente e del mostro mare.” Con queste parole l’assessora regionale all’Ambiente e al Clima, Debora Ciliento, ha voluto sintetizzare lo spirito dell’incontro dal titolo "Rifiuti spiaggiati: sfide, impatti e soluzioni condivise", promosso nell’ambito del progetto Interreg IPA Adrion “Bluecircle (Boosting Circular Economy Solutions for Marine Litter Collection and Recycling in the Adriatic-Ionian Regions)”.
Il progetto Bluecircle, di cui il Dipartimento Ambiente, Paesaggio e Qualità Urbana della Regione Puglia è capofila, si propone di promuovere soluzioni di economia circolare per la raccolta e il riciclo dei rifiuti marini nelle regioni Adriatico-Ioniche, con l’obiettivo di trasformare la problematica dei rifiuti spiaggiati da una questione ambientale critica a un'opportunità di sviluppo dell’economia.
“Il mare e le coste sono un patrimonio della Puglia, e dei paesi che partecipano a questo progetto di cooperazione transfrontaliera, che va protetto e rispettato, perché fonte di vita ma anche di crescita culturale, sociale ed economica. Pensiamo al turismo, alla pesca, agli sport acquatici - ha aggiunto l’assessora Ciliento -. La condivisione di buone pratiche e di conoscenze scientifiche è fondamentale per analizzare i livelli di inquinamento e per trovare soluzioni innovative ed efficaci, proprio come si propone di fare il progetto Bluecircle.”
Con Bluecircle, infatti, si sta sperimentando la fattibilità tecnica di un impianto mobile capace di raccogliere e trattare i rifiuti spiaggiati direttamente lungo le coste, progettato e gestito dal Politecnico di Bari. Questo impianto sarà in grado di separare i diversi materiali presenti nei rifiuti, permettendo così il loro riciclo e il loro reinserimento in nuove catene di valore, anziché essere semplicemente destinati alla discarica. Come tutti i progetti transnazionali anche Bluecircle permette la condivisione di conoscenze ed esperienze, lavorando insieme per definire metodologie comuni e strategie efficaci nella gestione dei rifiuti marini. In questo modo, non solo si intende migliorare la qualità delle acque e delle coste, ma anche creare un modello sostenibile che possa essere adottato su scala più ampia.
I rifiuti spiaggiati sono principalmente mozziconi, pezzi di plastica, tappi e coperchi in plastica, materiali da costruzione e demolizione e stoviglie usa e getta in plastica e la loro dispersione in mare o lungo le coste causa forme di inquinamento che arreca gravi danni agli ecosistemi oceanici, impattando sia sulla fauna selvatica che sugli esseri umani. E’ perciò una minaccia da affrontare con urgenza soprattutto per regioni e paesi per cui l’economia del mare e il turismo sono una fonte di sviluppo e promozione del territorio.
Il progetto Bluecircle è finanziato dal Programma Interreg IPA Adrion 2021-2027 per complessivi € 1.629.596,01, suddivisi tra i sette partner: per l’Italia, il Dipartimento Ambiente, Paesaggio e Qualità Urbana della Regione Puglia, in qualità di capofila, e il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, Territorio, Edile e di Chimica del Politecnico di Bari; il Comune di Nikolaos Skoufas (Grecia); la Città di Kastela (Croazia); il Consiglio Regionale di Durres (Albania); il Comune di Neum (Bosnia ed Erzegovina); il Comune di Budva (Montenegro). E l’Università Aleksander Moisiu di Durres (Albania) come partner associato. Alla Regione Puglia è stata destinata una risorsa finanziaria di € 287.600,04 per lo svolgimento delle attività progettuali di propria competenza, coperta per l’85% pari ad € 244.460,03 dai fondi Comunitari (Fondo di Sviluppo regionale europeo - FESR) e per il 15% pari ad € 43.140,01 dal cofinanziamento nazionale. Il progetto ha una durata di 36 mesi (settembre 2024-agosto 2027).
Durante l’incontro tenutosi questa mattina hanno portato i loro contributi anche i rappresentanti del Politecnico di Bari-Dicatech, di Arpa Puglia, Legambiente Puglia, Aqp, Lega Coop Puglia e WWF Italia, per una riflessione più generale sul marine and beach litter, sulle strategie di prevenzione e intervento, sulla responsabilità di chi vive e lavora sul mare e sul ruolo del volontariato attivo.
Il progetto Bluecircle, di cui il Dipartimento Ambiente, Paesaggio e Qualità Urbana della Regione Puglia è capofila, si propone di promuovere soluzioni di economia circolare per la raccolta e il riciclo dei rifiuti marini nelle regioni Adriatico-Ioniche, con l’obiettivo di trasformare la problematica dei rifiuti spiaggiati da una questione ambientale critica a un'opportunità di sviluppo dell’economia.
“Il mare e le coste sono un patrimonio della Puglia, e dei paesi che partecipano a questo progetto di cooperazione transfrontaliera, che va protetto e rispettato, perché fonte di vita ma anche di crescita culturale, sociale ed economica. Pensiamo al turismo, alla pesca, agli sport acquatici - ha aggiunto l’assessora Ciliento -. La condivisione di buone pratiche e di conoscenze scientifiche è fondamentale per analizzare i livelli di inquinamento e per trovare soluzioni innovative ed efficaci, proprio come si propone di fare il progetto Bluecircle.”
Con Bluecircle, infatti, si sta sperimentando la fattibilità tecnica di un impianto mobile capace di raccogliere e trattare i rifiuti spiaggiati direttamente lungo le coste, progettato e gestito dal Politecnico di Bari. Questo impianto sarà in grado di separare i diversi materiali presenti nei rifiuti, permettendo così il loro riciclo e il loro reinserimento in nuove catene di valore, anziché essere semplicemente destinati alla discarica. Come tutti i progetti transnazionali anche Bluecircle permette la condivisione di conoscenze ed esperienze, lavorando insieme per definire metodologie comuni e strategie efficaci nella gestione dei rifiuti marini. In questo modo, non solo si intende migliorare la qualità delle acque e delle coste, ma anche creare un modello sostenibile che possa essere adottato su scala più ampia.
I rifiuti spiaggiati sono principalmente mozziconi, pezzi di plastica, tappi e coperchi in plastica, materiali da costruzione e demolizione e stoviglie usa e getta in plastica e la loro dispersione in mare o lungo le coste causa forme di inquinamento che arreca gravi danni agli ecosistemi oceanici, impattando sia sulla fauna selvatica che sugli esseri umani. E’ perciò una minaccia da affrontare con urgenza soprattutto per regioni e paesi per cui l’economia del mare e il turismo sono una fonte di sviluppo e promozione del territorio.
Il progetto Bluecircle è finanziato dal Programma Interreg IPA Adrion 2021-2027 per complessivi € 1.629.596,01, suddivisi tra i sette partner: per l’Italia, il Dipartimento Ambiente, Paesaggio e Qualità Urbana della Regione Puglia, in qualità di capofila, e il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, Territorio, Edile e di Chimica del Politecnico di Bari; il Comune di Nikolaos Skoufas (Grecia); la Città di Kastela (Croazia); il Consiglio Regionale di Durres (Albania); il Comune di Neum (Bosnia ed Erzegovina); il Comune di Budva (Montenegro). E l’Università Aleksander Moisiu di Durres (Albania) come partner associato. Alla Regione Puglia è stata destinata una risorsa finanziaria di € 287.600,04 per lo svolgimento delle attività progettuali di propria competenza, coperta per l’85% pari ad € 244.460,03 dai fondi Comunitari (Fondo di Sviluppo regionale europeo - FESR) e per il 15% pari ad € 43.140,01 dal cofinanziamento nazionale. Il progetto ha una durata di 36 mesi (settembre 2024-agosto 2027).
Durante l’incontro tenutosi questa mattina hanno portato i loro contributi anche i rappresentanti del Politecnico di Bari-Dicatech, di Arpa Puglia, Legambiente Puglia, Aqp, Lega Coop Puglia e WWF Italia, per una riflessione più generale sul marine and beach litter, sulle strategie di prevenzione e intervento, sulla responsabilità di chi vive e lavora sul mare e sul ruolo del volontariato attivo.
