Teatro e memoria: al Festival del Gargano in scena il caso di Emanuela Orlandi
VICO DEL GARGANO – Sabato 28 febbraio e domenica 1° marzo, nell’auditorium Lanzetta di Vico del Gargano alle ore 20, andrà in scena lo spettacolo teatrale “Pietro Orlandi, fratello”, scritto e diretto da Giovanni Franci e interpretato da Valerio Di Benedetto. L’opera ripercorre la vicenda di Emanuela Orlandi, la ragazza scomparsa a Roma il 22 giugno 1983 all’età di 15 anni, attraverso la prospettiva del fratello Pietro, che all’epoca aveva 26 anni e oggi, a 69 anni, continua a cercare verità e giustizia tra silenzi, depistaggi e ostacoli burocratici.
Durante la replica di domenica 1° marzo sarà presente l’avvocata Laura Sgrò, legale della famiglia Orlandi, per commentare e fare il punto sull’evoluzione delle indagini.
Il caso Orlandi oggi
Il caso di Emanuela Orlandi è attualmente oggetto di tre inchieste: quella della Procura della Repubblica di Roma, della Magistratura Vaticana e della Commissione Parlamentare d’inchiesta. A metà gennaio 2026, la Procura di Roma ha incontrato la Commissione Parlamentare per coordinare le audizioni dei testimoni e evitare sovrapposizioni investigative.
Dal gennaio 2023, per la prima volta, il Vaticano ha avviato un’indagine interna ufficiale affidata al Promotore di Giustizia dello Stato della Città del Vaticano, Antonio Diddi, con scambi di atti ufficiali con la Procura di Roma per garantire collaborazione con lo Stato italiano. Le indagini hanno registrato un’accelerazione tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, con nuove iscrizioni nel registro degli indagati e attività investigative sul territorio della Capitale.
Nuovi sviluppi
Nella puntata di “Chi l’ha visto?” trasmessa mercoledì 25 febbraio, il caso è tornato al centro dell’attenzione con nuovi elementi legati a documenti di intelligence. In studio, insieme a Pietro Orlandi e all’avvocata Sgrò, è stato discusso il contenuto di atti riservati del SISDE, dai quali risulterebbero diverse pagine mancanti. Il dibattito ha approfondito le ragioni della loro rimozione o del mantenimento della segretezza, ancora oggi.
L’evento teatrale del Festival del Gargano si inserisce in questo contesto di attenzione e ricerca della verità, offrendo al pubblico l’occasione di riflettere su un caso che continua a rappresentare una ferita aperta nella memoria collettiva italiana.
