Tempesta Harry: dal rischio siccità all’emergenza idrogeologica nel Sud Italia
BARI - La tempesta Harry ha amplificato il paradosso climatico che sta colpendo il Sud Italia: in pochi giorni vaste aree sono passate da una siccità estrema a emergenze idrogeologiche, aggravate dall’aridità dei suoli e dalla loro scarsa permeabilità, che aumentano il ruscellamento delle acque. A segnalarlo è il report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.
In Basilicata, il bilancio idrico regionale registra un incremento di quasi 25 milioni di metri cubi di acqua invasata, grazie ai due principali invasi, Monte Cotugno e Pertusillo, che raccolgono complessivamente oltre 185 milioni di metri cubi, pari al 47% dei volumi autorizzati.
In Puglia, invece, la ripresa idrica resta più lenta: sui Monti Dauni e in Capitanata sono caduti mediamente circa 43 mm di pioggia a gennaio, contro accumuli superiori a 100 mm nella Penisola Salentina. Gli invasi principali, Occhito e Marana Capacciotti, hanno beneficiato di questa ripresa, mentre Capaccio e San Pietro sull’Osento trattengono solo 4,5 milioni di metri cubi, rispetto ai 34 autorizzati.
Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI, sottolinea il dilemma: “I tre giorni di Harry, in cui la crisi climatica ha mostrato il suo volto più feroce, potevano essere affrontati con maggiore sicurezza? È possibile trarre benefici da fenomeni di tale intensità?”
Per Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI, la soluzione passa dalle infrastrutture: “Serve il Piano Invasi Multifunzionali, con circa 400 progetti pronti ma ancora in attesa di finanziamento. E occorre diffondere una cultura della prevenzione civile per aumentare la resilienza agli eventi meteorologici estremi.”
