Avventurarsi nella ricostruzione di sé: una lettura di “La piscina delle mamme”
Recensione di Angelo Petrosino (giornalista, traduttore e autore)
Ho sempre amato scrivere storie che raccontano le vite altrui e, attraverso di esse, un po’ anche la mia. Vite nelle quali mi sono imbattuto nei miei viaggi, nella mia quotidianità a scuola, nelle librerie dove ci si incontra per acquistare un libro, mentre si riposa sulla panchina di un parco, nei mercati dove si fa la spesa senza essere distratti dalle musiche fastidiose dei centri commerciali e dove invece il chiacchiericcio riporta tutti alla misura di una umanità che si confronta in modo semplice e in tono dimesso.
Ecco perché mi sono trovato subito a mio agio leggendo, pagina dopo pagina, questo libro di Filippo Gigante. Due donne fuggono da una Praga invasa dai sovietici nel 1968, senza più mariti né figli, arrivano in Italia, si stabiliscono in un paesino nei pressi di uno dei nostri laghi, iniziano una nuova vita sopraffatte da una tragedia che le ha segnate per sempre. Ma non ha tolto loro la forza di guardare avanti.
Guardare avanti significa interessarsi anche agli altri, alle loro vite e alle loro storie. Filippo si sofferma su queste storie con uno sguardo lucido e partecipe, ogni personaggio è nitidamente caratterizzato, compreso nella sua indole che spiega gesti e comportamenti.
C’è un libro che ho molto amato, La vita. Istruzioni per l’uso, del grande George Perec. Un libro che brulica di storie, di vite, di avventure che si consumano tra i piani di un condominio. Nelle pagine del libro di Filippo c’è un percorso narrativo a tratti identico che richiama alla nostra mente le esistenze nascoste e segrete dei nostri vicini, ignorate finché un evento imprevisto non le porta alla luce e ci sorprende.
La quotidianità si infila nel libro di Filippo da tutti i meandri che concorrono a dare alla vita le sue forme e la sua varietà: il mercato, la festa popolare, la cucina, le relazioni occasionali che si intrecciano nella strada. Tutto questo dà al libro il sapore di una coralità, nella quale ci si smarrisce con piacere.
Tutti questi eventi, in apparenza di poco peso, ma di grande valore emotivo, sono sempre delle occasioni per ricavare riflessioni profonde sui vari aspetti della vita nella quale siamo immersi, senza spesso comprendere le reali conseguenze che hanno sulla nostra esistenza.
Ecco perché lo sguardo sulla natura, le relazioni che intratteniamo con gli animali, la funzione dei sogni sul nostro agire da svegli, la metamorfosi che esercita sul nostro sentire il personaggio di un libro, l’autore di un dramma o di una poesia, si inseriscono nel libro in modo naturale e sono come delle pause nelle quali Filippo ci invita a fare dei rendiconti necessari con noi stessi, prima di proseguire nel nostro cammino, da soli o con gli altri.
Le citazioni colte disperse tra le pagine non sono mai pretestuose. Sono invece un invito a riflettere, a connetterci con voci che arrivano dal passato o emergono dal presente che viviamo.
A certe forme di saggezza si arriva dopo un lungo percorso, dopo aver superato ostacoli, essersi confrontati con il bene e con il male, dopo avere raccolto i frammenti dispersi delle nostre esperienze e averle ricomposte in un ordine che ci metta in pace con noi stessi.
E anche se Filippo le attribuisce alle due anziane donne protagoniste del libro, si capisce che è lui che le ha maturate con una precocità che in parte è una dote, in parte è il risultato di un giudizio addestratosi con una ricca e varia esperienza umana. Riporto la conclusione per me più limpida del volume: “La vita è avventurarsi nella ricostruzione di sé stessi, senza dare importanza da dove si cominci”.
Caro Filippo, con queste parole hai riassunto il cammino che feci quando mi avventurai nella vita partendo verso l’ignoto da esule e da emigrante, come Berta e Olga, le donne coraggiose della storia che hai narrato. Come vedi, quando si scrive, non lo si fa solo per sé stessi, ma per dialogare con quelli che ci leggeranno e si faranno nostri compagni di strada. Ma questo già lo sai.
