Bari, UniBa presenta 'Linea Sud: paesaggio fotografico dopo il Duemila'


A Bari il 5 e 6 marzo il convegno internazionale dedicato alla fotografia contemporanea del Mezzogiorno

BARI - Bari al centro del dibattito internazionale. La fotografia contemporanea riscrive il paesaggio del Mezzogiorno. Il Sud non è più dunque solo uno sfondo da raccontare, ma un territorio da ripensare criticamente attraverso le immagini. È questa la sfida al centro di "Linea Sud: paesaggio fotografico dopo il Duemila", il convegno internazionale in programma il 5 e 6 marzo a Bari, sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, e curato dal Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

Curato dalla professoressa Maria Giovanna Mancini, il convegno intende colmare una lacuna negli studi sul paesaggio fotografico italiano, spesso concentrati sulle esperienze del Centro-Nord, e costruire una rete nazionale di ricerca critica sulla fotografia contemporanea e sul Mezzogiorno.

Per due giorni l’Aula Magna "Aldo Cossu" di Palazzo Ateneo (via Crisanzio 1, il 5 marzo dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17 e il 6 marzo dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 20) diventerà un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del paesaggio meridionale e sulle pratiche fotografiche che, dagli anni Duemila, ne hanno restituito un’immagine complessa, stratificata, lontana dagli stereotipi che a lungo hanno segnato la rappresentazione del Mezzogiorno.

Ad aprire i lavori, il 5 marzo, sarà il keynote speaker internazionale Michael Jakob, tra i maggiori studiosi europei di teoria del paesaggio, professore di Storia e teoria del paesaggio al Politecnico di Milano e presso l'Accademia di Architettura di Mendrisio (Università della Svizzera Italiana). Il suo intervento offrirà una prospettiva ampia e comparata sul rapporto tra paesaggio, cultura visiva e costruzione dell’immaginario.

Accanto a lui, sempre nella giornata del 5 marzo, interverranno alcune delle voci più autorevoli della critica e degli studi fotografici in Italia e all’estero: Antonello Frongia, Matteo Balduzzi, Giovanni Fiorentino, Roberta Valtorta, Angelo Maggi, Kathryn Weir, Fabrizia Ippolito e William Guerrieri. Studiose e studiosi specializzati in storia e teoria della fotografia, cultura visuale, paesaggio e pratiche curatoriali, chiamati a delineare lo stato dell’arte della ricerca e a inquadrare il caso del Sud Italia in un contesto internazionale.

La seconda giornata, sempre nell’Aula Magna "Aldo Cossu" di Palazzo Ateneo, sarà dedicata ai contributi selezionati attraverso una call for paper che ha coinvolto studiose, studiosi, ricercatrici e ricercatori, fotografi e fotografe, professioniste e professionisti raccogliendo 40 proposte dall’Italia e dall’estero. Di questi, i sette contributi e le due proposte progettuali scelti dal comitato scientifico composto da Giovanni Attili, Giovanni Fiorentino, Antonello Frongia, Michael Jakob, Maria Giovanna Mancini, Claudio Marra, Pino Musi, Federica Muzzarelli, Roberta Valtorta e Giuliano Volpe - restituiscono la varietà degli approcci: dalla storia e critica della fotografia ai linguaggi contemporanei, fino alle pratiche partecipative e al rapporto tra fotografia e comunità.

A chiudere i lavori, un talk pubblico con slideshow che coinvolgerà le fotografe e i fotografi Michele Cera, Raffaella Mariniello, Armando Perna e Chiara Indelicato, in dialogo con studenti e cittadinanza, per estendere il confronto oltre l’ambito accademico.

"L’eclisse della questione meridionale come questione nazionale prelude a due esiti: la sua definitiva scomparsa; e il suo riemergere al di là della cornice nazionale, come un problema di lungo periodo" così Franco Cassano nel 2009 raccontava gli esiti di una rimozione che, come tale, riverbera i suoi effetti sulle rappresentazioni e sulle forme del quotidiano. I fotografi che lavorano a partire dagli anni Duemila, non più o non esclusivamente in continuità con la tradizione della fotografia di paesaggio italiana, adottando punti di vista disparati desunti dalle discipline dello spazio urbano, dalla sociologia e finanche dalla letteratura, moltiplicano le rappresentazioni dei territori meridionali. I fotografi e le fotografe invitate al talk - a cui mi piace aggiungere i nomi di Francesco Jodice, Vincenzo Pagliuca, Giovanna Silva, Alterazioni Video, Michela Palermo, Alessandro Imbriaco, Filippo Romano, Fabrizio Bellomo, quali miei ideali interlocutori- con un’attività instancabile contribuiscono, con scelte linguistiche disparate, a sottrarre il Sud dalla facile strumentalizzazione al servizio del turismo di massa, degli stereotipi consolidati o delle mode intellettuali" spiega la curatrice del progetto Maria Giovanna Mancini.

Tra gli esiti del progetto è prevista la pubblicazione di un volume scientifico con i contributi presentati e la realizzazione di ulteriori momenti di divulgazione pubblica a Lecce e Napoli, con l’obiettivo di consolidare una rete nazionale dedicata alla fotografia contemporanea e alla riflessione critica sul paesaggio del Mezzogiorno.

Sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e dal Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica dell’Università degli Studi di Bari, "Linea Sud" si propone così come un appuntamento di rilievo nazionale e internazionale: un momento chiave per ridefinire, attraverso la fotografia, lo sguardo sul paesaggio e sull’identità visiva del Sud Italia.

Linea Sud: il paesaggio fotografico dopo il Duemila è sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e dal Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, con il partenariato del Polo Biblio-Museale Regionale Puglia; CUSTA - Consulta Universitaria di Storia dell’Arte; SISF – Società Italiana per lo Studio della Fotografia; LINEA – Lecce; THE DOCKS – Napoli; DISPACCIO – Napoli.