Barletta-Martina: l’Architetto Massimo Pizzulli ha gettato le fondamenta, il campo decide chi salirà in C


NICOLA RICCHITELLI
– Non chiamatelo solo derby. Quello che si consumerà domenica 15 marzo sul prato del "Cosimo Puttilli" ha tutte le sembianze di una finale secca, un "dentro o fuori" che profuma intensamente di professionismo. Barletta e Martina si presentano al fischio d’inizio appaiate in vetta a quota 51 punti: chi vince scappa verso la Lega Pro, chi perde rischia di scivolare nel limbo dei playoff, insidiato dalla rincorsa della Paganese.

Ma dietro questa sfida d’alta classifica si nasconde un nome che unisce i due club: Massimo Pizzulli. Il primato del Martina di Domenico Laterza è il frutto maturo di un seme piantato cinque anni fa. Se i biancazzurri oggi giocano a memoria e mostrano una mentalità d’acciaio, il merito va dato a quel quinquennio (2020-2025) in cui Pizzulli ha riportato i martinesi dal massimo campionato regionale pugliese – Eccellenza pugliese – fino ai vertici della D. Molti degli interpreti che domenica proveranno ad espugnare Barletta sono "creature" tattiche dell’ex tecnico, che ha lasciato in dote un’organizzazione societaria e tecnica da categoria superiore.

Per il Martina, Pizzulli è stato molto più di un allenatore. In cinque anni ha compiuto un vero miracolo sportivo: è stato lui l’artefice della promozione nella stagione 2021/2022, riportando il club nel calcio nazionale della Serie D. Sotto la sua guida, il Martina è arrivato a giocare traguardi storici come la finale playoff nel 2024 e la semifinale della Coppa Italia nazionale di Serie D nel 2025. Con oltre 170 panchine, Pizzulli ha dato al Martina un’identità vincente che oggi i biancazzurri proveranno a usare proprio contro il suo recente passato.

Dall’altra parte c’è il Barletta. Pizzulli ha iniziato questa stagione proprio sulla panchina biancorossa, contribuendo a scegliere i giocatori e preparando la squadra durante l’estate. Anche se è stato esonerato a gennaio, l’ossatura della squadra rimane quella che lui ha costruito da zero.

L’attuale tecnico, Massimo Paci, guida oggi un gruppo che ha ancora nel DNA alcuni tratti del lavoro impostato dal mister bitontino a inizio campionato. L’esperienza di Pizzulli a Barletta è stata segnata, tra le altre cose, da un’emergenza continua, qualche infortunio di troppo e quindi alcuni addii che hanno costretto l’allenatore a ridisegnare la squadra in corsa. Nonostante molti dei calciatori oggi protagonisti siano arrivati solo a stagione inoltrata, Pizzulli era riuscito a mantenere la squadra a soli sette punti dalla vetta prima dell’esonero di gennaio. Il primo posto attuale della gestione Paci poggia quindi non solo sulla fisionomia tattica iniziale di Pizzulli, ma anche sulla sua capacità di aver tenuto la barra dritta in un clima di totale emergenza tecnica.

Domenica sarà dunque una sfida tra il passato glorioso di Pizzulli (il Martina che ha portato al successo) e il suo presente interrotto (il Barletta che ha costruito in estate). Si preannuncia uno stadio pieno in ogni ordine di posto, con i tifosi pronti a spingere i propri colori verso il calcio professionistico.

Sarà il campo a decidere chi ha imparato meglio la lezione dell’allenatore che ha reso grandi entrambe le piazze. Una cosa è certa: comunque vada, l’ombra di Massimo Pizzulli sarà la protagonista silenziosa di questo attesissimo derby.