Caro carburanti, in Italia benzina a 1,82 euro e diesel oltre 2,05: cresce l’allerta per speculazioni


ROMA - Prosegue la corsa dei prezzi dei carburanti in Italia, alimentata dalle tensioni internazionali dopo l’attacco all’Iran e il blocco parziale dello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio globale. Secondo i dati diffusi al termine della Commissione allerta rapida del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), la benzina in modalità self service ha raggiunto in media 1,82 euro al litro, mentre il gasolio supera i 2,05 euro.

Dallo scorso 27 febbraio, la benzina è aumentata di 15,3 centesimi al litro, mentre il gasolio registra un incremento di 32,2 centesimi rispetto allo stesso periodo. Tra le regioni più colpite dai rincari si segnalano Trentino-Alto Adige, Calabria e Basilicata, con Bolzano al vertice della classifica della benzina a 1,866 euro al litro, seguita dalla Calabria (1,851) e Basilicata (1,850). Anche per il gasolio, Bolzano guida la graduatoria con 2,081 euro, davanti a Friuli-Venezia Giulia (2,069) e Trento (2,064).

Le associazioni dei consumatori esprimono preoccupazione. Unione Nazionale Consumatori (UNC) denuncia l’aumento dei prezzi, anche per i prodotti agricoli come ortofrutta siciliana, e annuncia un esposto all’Antitrust per verificare eventuali rincari anomali o pratiche anticoncorrenziali. Codacons sollecita invece un immediato taglio delle accise per evitare effetti inflazionistici sull’economia.

Sul fronte istituzionale, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha convocato le compagnie petrolifere per mercoledì 18 marzo a Milano, sottolineando i rischi di speculazione a danno di cittadini e trasportatori. Adolfo Urso, ministro del Mimit, ha spiegato che al momento non è previsto un intervento sulle accise come nel 2022, sottolineando i costi elevati e le condizioni economiche diverse.

Preoccupazione arriva anche da Federconsumatori e Trasportounito, che denunciano incrementi senza segni di rallentamento e richiedono misure urgenti per calmierare i prezzi, soprattutto per le imprese di autotrasporto, colpite da aumenti record del gasolio (+24% dal 28 febbraio).

L’allerta rimane alta: gli effetti del conflitto internazionale si riflettono immediatamente sul mercato interno, mettendo in discussione i bilanci delle famiglie e la competitività delle imprese italiane.