Caso Mammuccari/Iodice: senza l’attacco di Mammucari, si sarebbe parlato così tanto di Peppe Iodice?


NICOLA RICCHITELLI -
Il confine tra spettacolo e mancanza di rispetto in TV è diventato sottilissimo, e l’ultimo scontro tra Teo Mammucari e Peppe Iodice a “Domenica In” ne è la prova perfetta. Da giorni il web si divide: c’è chi accusa Mammucari di bullismo televisivo e chi, più cinicamente, sostiene che senza quella sfuriata il debutto cinematografico di Iodice sarebbe passato quasi inosservato a livello nazionale.

Tutto accade durante la promozione di Mi batte il corazon, il primo film da protagonista di Peppe Iodice. Mammucari irrompe definendo la pellicola “imbarazzante” e chiedendo a Mara Venier di congedare l’ospite. La reazione di Iodice non si è fatta attendere: “A me sembra strano parlare di tutto questo. È come se stesse per nascere mio figlio tra tre giorni, e io sto andando in clinica e mi fermo a parlare col parcheggiatore”.

Ma la provocazione sorge spontanea: senza l’attacco di Mammucari, si sarebbe parlato così tanto di Peppe Iodice? La risposta segue un doppio binario. Da un lato, Iodice è un gigante della comicità regionale: i suoi sold-out a teatro e il successo del Peppy Night su Canale 21 dimostrano che il suo pubblico ha decretato la bontà della sua comicità. Dall’altro, il “salotto buono” della TV nazionale spesso ignora i fenomeni locali finché non esplode il caso mediatico.

Mammucari, con il suo stile abrasivo, ha fatto da moltiplicatore di visibilità. Trasformando un’intervista promozionale in un ring, ha portato il nome di Iodice nei trend social e sulle testate nazionali. In un certo senso, il “veleno” di Teo ha regalato al film di Peppe una pubblicità gratuita che nessun ufficio stampa avrebbe potuto pianificare con tale efficacia.

Resta il dubbio sulla natura del gesto. Mammucari è noto per la sua “comicità di rottura”, quel modo di fare che non risparmia nessuno. Se l’intento era quello di fare una gag estrema per aiutare l’amico a far parlare di sé, il risultato è stato centrato. Se invece si è trattato di una reale mancanza di eleganza, il rischio è che il pubblico empatizzi col “colpito” (Iodice), trasformando il presunto carnefice (Mammucari) nel cattivo della stagione televisiva.

In attesa di capire se ci sarà un chiarimento pubblico, una cosa è certa: il 19 marzo, quando il film arriverà nelle sale, molti spettatori andranno al cinema proprio per vedere se quel film “imbarazzante” è davvero così o se Mammucari, ancora una volta, ha solo recitato la parte dello spaesato provocatore.