"Disservizi Ferrovia Bari Nord": il gruppo Facebook che monitora (e denuncia) la realtà dei trasporti pugliesi


NICOLA RICCHITELLI
– Ritardi cronici, vagoni sovraffollati e comunicazioni "fantasma": la protesta dei viaggiatori della Ferrotramviaria si sposta sui social, dove un gruppo Facebook è diventato la scatola nera dei trasporti pugliesi.

Non è solo un gruppo Facebook, è una vera e propria centrale di monitoraggio dal basso. Il gruppo "Disservizi Ferrovia Bari Nord" è diventato, negli ultimi mesi, il punto di riferimento imprescindibile per migliaia di studenti e lavoratori che ogni giorno percorrono la tratta Bari-Barletta. Qui, la cronaca del viaggio non si legge sui comunicati ufficiali, ma nelle foto scattate ai tabelloni luminosi e nei video di vagoni talmente pieni da essere definiti dai membri "carri bestiame".

Scandagliando i post dei membri, emerge un quadro di criticità sistematiche che si ripetono con una regolarità scoraggiante: dai ritardi, che oscillano mediamente tra i 15 e i 40 minuti, non sono più l'eccezione. "Si sa quando si parte, non si sa se e quando si arriva", scrive un utente sotto la foto di un treno fermo a Fesca-San Girolamo, ma la critica più feroce riguarda la comunicazione. Molti pendolari denunciano la cancellazione di corse "last minute" senza alcun avviso sonoro in stazione o aggiornamento sull’app ufficiale, lasciando decine di persone sui binari nel gelo o nell'afa.

Con il perdurare dei lavori su alcune tratte (come il nodo di Andria) e l’impiego di bus sostitutivi spesso insufficienti, i treni circolanti diventano imbuti umani. Nelle ore di punta, la distanza di sicurezza è un miraggio e il malfunzionamento degli impianti di climatizzazione rende l'esperienza di viaggio una prova di resistenza fisica.

Il gruppo non serve solo a sfogarsi. È diventato un ecosistema di solidarietà digitale. Se un treno si guasta a Bitonto, nel giro di pochi secondi l’informazione rimbalza sul gruppo, permettendo a chi è ancora a casa di cercare alternative o avvisare l'ufficio. "È l'unico modo che abbiamo per difenderci", spiega un iscritto, sottolineando come la raccolta di queste "evidenze oggettive" sia fondamentale per eventuali reclami collettivi o per sollecitare l'intervento della Regione Puglia.

Mentre le promesse ufficiali guardano alla fine dei lavori infrastrutturali e alla piena ripresa del traffico ferroviario nel 2027, la pazienza dei pendolari sembra essere agli sgoccioli. Il gruppo Facebook continua a crescere, segno che finché la realtà dei binari non cambierà, la protesta social resterà l'unica voce fuori dal coro della propaganda istituzionale.